La Cerimonia del Demone Rosso

Recensione: La cerimonia del Demone Rosso

                                                                                                                                                                  

“Per Simone, nella speranza che vedendo il Giappone attraverso i miei occhi tu possa amarlo quanto me.”

                                                                                               Monica Fumagalli, Onigiri Calibro 38.

È questa la dedica che Onigiri Calibro 38, ha lasciato sul suo libro La cerimonia del demone Rosso acquistato da me a Lucca qualche anno fa, una dedica che è stata ispirata dalla mia frase di presentazione: «Io non so nulla del Giappone, se non quello che ho visto nei film americani, i Pokemon  e qualche altra nozione sul codice Bushido.» Sicuramente non è stato il mio migliore esordio, però credo che sia servito a far nascere questa dedica che solo leggendo il libro ho compreso.

Le prime 30 pagine sono state molto difficili per me perché  mi sembrava mancasse qualcosa, ma improvvisamente il racconto ha iniziato a trasportarmi e forse ho dato un piccolo sguardo con gli occhi di Monica, non dico di aver amato il Giappone quanto lei, ma almeno aver compreso una piccola parte. Si, questa dedica è stata propedeutica per farmi gustare questo libro.  Il libro è scritto come un diario di viaggio, un taccuino di riflessioni e una sorta di guida; alle volte mi sono sentito come Sam e Dean di Supernatural mentre sfogliano il diario del padre. Oltre a raccontare le giornate della protagonista il testo è intervallato da descrizioni delle creature mitologiche nipponiche incontrate sul cammino e scritti mitologici giapponesi, credo che questo sia un valore aggiunto da non sottovalutare! Mi è piaciuto perché ogni pagina era una scoperta su un mondo che non immaginavo, e più scoprivo il Giappone più la protagonista: il viaggio di questa giovane non è stato solo fisico, ma anche un viaggio di crescita interiore di quest’ultima. In alcune pagine ho proprio sentito un grande coinvolgimento dell’autrice, quasi come se fosse autobiografico. Ho notato anche un cameo del Rinoceronte durante un episodio molto forte, che non vi racconto qui perché voglio che lo leggiate, o meglio, voglio che lo viviate attraverso gli occhi di Monica.

È un libro che consiglio perché ha dei passi veramente intensi, sicuramente non è un libro perfetto, ma la semplicità con cui è scritto lo fa divorare, se si è capaci di vedere con il giusto sguardo cosa che io personalmente non ero capace inizialmente.

Quindi:  ありがとうございます  Onigiri Calibro 38.

 

Il Nabbo della porta accanto!