Black Mirror: il futuro è luminoso. (Pt. 1)

Black Mirror: il futuro è luminoso. (Pt. 1)

Dicembre 1, 2017 0 Di Eleven's Eggo

Black Mirror è una serie TV britannica, i cui diritti sono stati acquistati da Netflix a partire dalla terza stagione.

Quale momento migliore per cominciare una serie, se non quello che precede l’uscita della nuova stagione? Ebbene si, la quarta stagione di Black Mirror uscirà a breve, come annunciato dai numerosi trailer che Netflix sta rilasciando in questi giorni.

Mi sento però in dovere di avvisarvi: se volete cominciare una serie poco impegnativa con l’intenzione di “staccare la spina” dopo il lavoro o di fare una pausa dallo studio, direi che questa non fa per voi. Infatti, nonostante l’esiguo numero di puntate (in totale 11 fino alla terza stagione), è caratterizzata da tematiche molto delicate, dal bodyshaming all’eccessiva influenza dei social network, dalla pedofilia all’eutanasia. Tutto ciò può essere letto come una critica all’attuale società in cui viviamo. I temi vengono portati all’esasperazione, mostrandoci quello che potrebbe attenderci in un prossimo futuro se non prendiamo consapevolezza della situazione.

Gli episodi sono tutti autoconclusivi e raccontano realtà molto diverse tra loro. Non c’è una continuità coi personaggi ed ogni “futuro” di cui si parla è quasi totalmente a se stante. L’unica cosa che ritroviamo in più puntate è una canzone, “Anyone Who Knows What Love Is”, originariamente cantata da Irma Thomas nel 1996. Questa dolce canzone d’amore crea un forte contrasto con le crude realtà raccontate dalla serie. Sebbene ci sia una parvenza di spensieratezza, infatti, Black Mirror risulta restio a concedere lieto fini. Anche quando sembra che qualcuno riesca ad ottenere una vita migliore, c’è sempre da tenere in considerazione l’altra faccia della medaglia, in cui la società di per sé non subisce alcun miglioramento e rimane il principale motivo dell’oppressione delle persone che la abitano.

Il fatto che non ci sia una continuità nei personaggi, può far presumere che non si crei un legame affettivo coi vari protagonisti degli episodi. Un altro punto di forza di Black Mirror è invece la capacità di farci immedesimare in ciò che vediamo e questo ci porta a provare compassione, empatia. Compassione che però, grazie a dei plot-twist inaspettati, si tramuta solitamente in disprezzo. Molto spesso, infatti, ci ritroviamo ad immedesimarci con personaggi che ci appaiono vittime della società, ma che, alla fine della puntata, scopriamo essere i reali “carnefici”. E dunque ci ritroviamo a pensare.. “Ho davvero compatito un essere del genere?”.

Prossimamente ci addentreremo maggiormente nelle problematiche suscitate da questa serie, che senza alcun dubbio vi consiglio! Quindi mi raccomando, recuperate tutto prima che esca la quarta stagione!

 

– Eleven’s Eggo