Benvenuti amici di The Nerd’s Family in questa nuova intervista, oggi intervistiamo una cara amica e una collaboratrice Beatrice Sammaritani!

  • Ciao Bea! Allora come stai? Pronta a questa serie di domande?                                    Ciao!! Sì, sono prontissima!
  • Partiamo come sempre parlando della persona che sta dietro i disegni. Chi sei tu bea?                                                                                                                                           Non saprei come definirmi se non: Una (non poi così) giovane Illustratrice/Fumettista della Valle d’Aosta con tendenze Nerd, colpevole di avere come guilty pleasure i film di The Rock e consapevole di aver raggiunto livelli allarmanti di fangirling riguardanti Ethan Hawke (e tutti i suoi film, libri, fumetti).
    Nonostante questi problemi, sono quasi una persona decente.
    Saracastica, ma decente.
    Ah, sì: Mi piacciono molto i cowboys. Ed ho scoperto la Corea del Sud di recente.
  • Il tuo percorso di studi come si è svolto? Cambieresti qualcosa nella scelta dei tuo Iter?                                                                                                                                    Probabilmente ti aspetti che risponda “Fin da piccola sapevo di voler disegnare, quindi ho fatto il liceo Artistico, poi la Scuola di fumetto, ecc…”, ma non è così. Certo, la scuola di fumetto l’ho fatta, ne sono contenta ed ho imparato molto da quel percorso, non tanto per il cammino didattico in sé, ma da come l’ho affrontato e grazie alle persone che ho conosciuto durante quegli anni.
    Io, come suppongo la maggioranza dei ragazzini che escono dalle scuole medie, non avevo idea di quello che volevo fare da grande.
    Subito ho scelto il Liceo Scientifico-Tecnologico (indirizzo che probabilmente neanche esiste più. Sono vecchia.) perché la scuola aveva le pareti curve e nel complesso risultava tondeggiante. Si trattava di un canone serissimo, me ne rendo conto, per la scelta di un liceo: Infatti sono durata due anni.
    Poi ho frequentato il Liceo delle Scienze Sociali per un altro motivo banalissimo: La mia compagna di banco (che ora è una delle mie migliori amiche in assoluto) aveva deciso di cambiare anche lei indirizzo ed andare lì. Sono stati quattro anni meravigliosi e penso che abbiano influito molto sul mio modo di vedere il mondo ed anche di vedere l’arte.
    In breve (anche se non particolarmente) questo è il mio percorso.
    Non credo sia il caso di annoiarvi con i racconti dell’asilo e delle elementari, anche perché non li ricordo minimamente, quindi…
  • Consigli per i nuovi artisti che vogliono emergere?                                                            Questa domanda mi piace e mi diverte particolarmente, perché servirebbero a /me/ dei consigli a riguardo.
    Non sento di essere ancora emersa come artista, insomma, sono alle prime esperienze lavorative e non so ancora se la mia carriera si stabilizzerà in qualche modo, se andrà crescendo o se subirà un arresto, anche se spero vivamente che l’ultima ipotesi non si verifichi.
    Penso di poter dare ben pochi consigli, in tutta onestà forse nessuno, però ci sono almeno due o tre cose di cui sono certa e che penso possano aiutare chi decide di intraprendere questo percorso lavorativo.
    La prima cosa è l’Impegno, che è fondamentale per un percorso di crescita. L’Impegno è ciò che ti rende professionale e professionista, che ti fa consegnare nei tempi stabiliti e che ti fa migliorare.
    La seconda cosa è L’Autocritica, che io ritengo essere importantissima in chiunque decida di svolgere un lavoro. Un lavoro qualsiasi, non solo “l’Artista”, che di per sé è un concetto molto vago.
    Saper guardare un proprio lavoro senza innamorarsene e vedendone i difetti è ciò che ti spinge ad impegnarti per migliorarlo. Dire “Ah! Quanto sono figo ed il mio disegno è fighissimo” non ti porta da nessuna parte, se non ad affogare in un oceano di mediocrità. Certo, credere in se stessi è importante, ma c’è un modo intelligente di farlo, un modo autocritico e costruttivo.
    La terza cosa è il non lasciarsi assorbire dai social e dal desiderio di essere famosi su di essi.
    E’ giusto avere una propria pagina, il sentimento di voler condividere se stessi e le proprie opere è ottimo ed anche il volerli usare per “fare business di noi stessi” è un atteggiamento del tutto corretto, ma bisogna ricordare di essere distaccati quando si fa uso di certi strumenti, perché è un attimo sentirsi inadeguati, frustrati ed, a volte, anche depressi. E ciò non aiuta l’arte o l’artista.

  • So che ami molto il fantasy, perché ti appassiona così tanto?                                         Io sono nata e cresciuta in Valle d’Aosta, mia madre da piccola mi raccontava fiabe continuamente (infatti conosco l’intro delle fiabe sonore a memoria) e mio nonno mi ha sempre portata in montagna, credo che questo background sia quello che mi ha fatto innamorare del fantasy.
    Ero alle medie, mi pare, quando uscì il Signore degli Anelli ed in quei film rividi molto dei miei giochi e delle mie esplorazioni nella natura di quando ero piccola, questo fece scattare qualcosa che è rimasto negli anni a seguire.
    Amo molto il genere fantasy anche perché lo trovo molto versatile, anche se non semplicissimo da declinare in modo efficace, mi piace l’estetica del fantasy classico alla Lotr, o di universi fantasy più giovani e dinamici alla Dragon Age.
  • La tua tecnica di disegno prediletta?                                                                                    Come si può vedere dai miei disegni, io amo lavorare con il digitale.
    Il mio stile di disegno è molto grafico e penso che lavorarci in modo tradizionale lo ucciderebbe, non vedo i miei disegni indirizzati verso un colore ad acquerello, olio, tempere, devono essere colorati in digitale perché è questo il modo migliore per esprimere il loro potenziale.
    Mi piace sempre ribadire che il lavoro digitale non è per nulla più semplice di quello tradizionale, certo ci sono delle comodità, ma saper utilizzare uno strumento richiede comunque pratica ed impegno.
  • Cosa ti ha convinto a disegnare qualche copertina per The nerd’s family?                  Di certo ciò che mi ha spinto a collaborare con The Nerd’s Family sono le stupende persone che ne fanno parte.E’ sempre un piacere lavorare con persone che stimi e che ti propongono progetti divertenti, rendono la collaborazione ricca d’entusiasmo.
  • Nota dell’autore: [Qui risponde così solo perché è stata minacciata].
  • Ora parliamo dei tuoi lavori: cosa ti ispira?                                                                          Ci sono moltissime cose che ispirano i miei lavori, prima abbiamo citato il Fantasy, che è una delle mie prime fonti d’ispirazione, ma ce ne sono moltissime altre.Questo recente ritorno all’estetica anni 80 che circola in rete è una fonte d’ispirazione molto forte, unita anche all’estetica urbana ed orientale. Il mio stile è nato cercando di coniugare l’Oriente con l’Occidente, sono correnti ampie e me ne rendo conto, ma ho sempre cercato di “rubare” elementi interessanti sia dai manga che dai comics americani, cercando di unirli e di reinterpretarli in chiave europea. Negli ultimi anni ho iniziato a seguire molti artisti russi che penso rappresentino molto la mia idea di “punto d’incontro” tra Oriente ed Occidente, in più usano il colore in una maniera semplicemente meravigliosa e particolare.
  • Ci sono generi/temi su cui non disegneresti mai? Perché?
    Sicuramente ci sono temi che non disegnerei mai (a meno che non mi offrissero una valanga di soldi, perché okay gli ideali, ma il lavoro pagato bene è pur sempre lavoro pagato bene), tra questi mi vengono in mente il porno Furry, oppure quei trend agghiaccianti su 4chan. In realtà questo genere di richieste mi sono arrivate spesso su Deviantart (ovviamente “Me lo disegni gratis, vero?”) cosa che mi ha portata ad abbandonare la piattaforma.
    Non ho altri grandi problemi con altri argomenti, anche se ammetto che quando qualcuno mi chiede:
    “Puoi disegnare me ed il/la mio/a ragazzo/a?” chiedo sempre dei soldi in più. Non mi piace fare i ritratti, soprattutto quelli di coppia, non lo so… Mi mettono a disagio.
  • Quali sono i tuoi lavori preferiti?                                                                                          Ce ne sarebbero tanti da citare (tra cui molti che non posso ancora mostrarvi) quindi riassumo con queste quattro:
    -La prima è un’illustrazione che avevo fatto per L’Age of Arda Anthology, un progetto bellissimo che era partito su Tumblr;

    -La seconda è una Character Desing Challenge, quella sul burlesque, di qualche mese fa. Mi soddisfa alquanto;
    -La terza è un’illustrazione per la Sweat Collection, un tribute artbook dei Gorillaz al quale ho partecipato;
    – E la quarta è un’illustrazione che amo particolarmente, perché rappresenta appieno la mia idea di estetica.
  • Attualmente con quale editore collabori?                                                                           Sì! Attualmente sto lavorando con la No Lands comics per un progetto top secret che dovrebbe uscire a breve.
    L’unica cosa che posso dirvi a riguardo è che si tratta di una figata e non lo dico solo perché ci sto lavorando io, le persone che lavorano con me al progetto sono grandiose!
    Oltre alla casa editrice, sto lavorando anche con il Collettivo LAMIA a delle piccole pubblicazioni per Cartoomics. So che non si tratta di una casa editrice, ma è un progetto a cui tengo moltissimo e mi sembrava giusto citarlo.
  • Qualche link utile per trovare i suoi disegni:
  1. La sua pagina ufficiale: https://www.facebook.com/Apostart/
  2.  Pagina del Collettivo LAMIA: https://www.facebook.com/collettivolamia/

Le quattro illustrazione scelte da Beatrice:

 

Saluta la The Nerd’s family!                                                                                                      Buonanotte principi del Maine, Re della Nuova Inghilterra!

Grazie di essere stati con noi, alla prossima!

 

Il Nabbo della porta accanto!

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