La rapina (quasi) perfetta: La Casa di Carta

La rapina (quasi) perfetta: La Casa di Carta

Marzo 24, 2018 2 Di Eleven's Eggo

Oggi sono qui a parlarvi di una serie tv spagnola, che è stato distribuito qui da noi grazie a Netflix (santo subito): La Casa di Carta.

Inizialmente ammetto di essere stata fuorviata da questo titolo, molto simile alla traduzione di House of Cards, e pensavo appunto si trattasse di quest’ultimo, dal quale invece siamo ben lontani.

È passato un bel mese e mezzo da quando ho visto La Casa di Carta e, devo ammettere, all’inizio non mi aveva lasciato troppo entusiasta. Sicuramente ci sono dei lati negativi, come la lentezza che caratterizza le puntate, o il finale che in realtà non è un finale (ci sarà per forza una seconda stagione). A distanza di questo “breve” lasso di tempo, però, mi sono ritrovata a consigliarne la visione ad un’amica, quindi perché non farne una breve (e per quanto si possa senza spoiler) recensione?

Trama

Vediamo da subito una giovane e bella ragazza, che capiamo subito essere ricercata dalla polizia. La conosceremo come Tokyo. Questa è una delle caratteristiche dei personaggi, tutti hanno scelto come nome in codice una città. Abbiamo quindi Tokyo, Rio, Mosca, Denver, Nairobi, Berlino, Helsinki, Oslo e infine il Professore, colui che ha messo insieme tutti. Ma come mai?

Lo scopo di questo gruppo è quello di commettere la miglior rapina che sia mai stata pensata: una rapina organizzata a opera d’arte, una rapina che non prevede vittime, anzi, che prevede di avere il consenso dell’opinione pubblica, una rapina alla Zecca di Stato. Non avrebbero rubato un centesimo dalle tasche dei cittadini, sarebbero usciti solo col denaro prodotto da loro stessi. Già sarebbe stato interessante così, ma potevamo pretendere che non ci fossero degli intoppi? Ovviamente no.

Facciamo inoltre la conoscenza di alcuni personaggi esterni alla gang, coloro che si trovavano nella banca. E così, tra nuovi amori e ammiccamenti, ci troviamo a shippare coppie un po’ strambe, ma che personalmente mi sono piaciute.

La Casa di Carta

Insomma, questo gruppo di persone, molto diverse tra loro, si ritrova a occupare la banca più importante di Spagna, armata fino ai denti e indossando maschere di Dalì ed inizia a prodursi tanti soldi che io non riesco nemmeno a immaginare. Il Professore sembra aver pensato davvero a tutto. Ogni minimo dettaglio è stato analizzato e tutti i problemi immaginabili sono stati presi in considerazione. O forse no?

Commento su La Casa di Carta

Ebbene, il Professore, non aveva pensato alla cosa che più di tutte mette in pericolo una serie TV: l’amore. Finisce infatti per frequentare la detective che si sta occupando della rapina, inizialmente per carpire informazioni riguardo l’indagine, ma poi qualcosa comincia a insinuarsi nel loro rapporto, minacciando la riuscita dell’operazione.

In realtà il personaggio del Professore mi è piaciuto molto. È una persona buona, ha davvero cercato di non mettere in pericolo nessuno e di migliorare la propria vita senza andare a discapito di altre persone innocenti. Insomma, come propositi, non erano affatto male. Peccato però che non possa filare tutto liscio. Anche in un piano orchestrato alla perfezione, c’è sempre un fattore che non è calcolabile: l’errore umano.

E così, per un motivo o per l’altro che non sto a raccontare per evitare di spoilerare le parti salienti della serie, la situazione comincia a precipitare, portando il Professore a compiere azioni che avrebbero messo in pericolo lui e la sua identità, l’unica che deve rimanere segreta per poter riuscire a portare a termine la missione, senza fare più danni di quelli che già sono stati fatti.

Allora, vi ho messo un po’ di curiosità? E se riuscirete a sopportare un po’ di lentezza, sono sicura che La Casa di Carta vi conquisterà!

Fatemi sapere che cosa ne pensate!

 

– Eleven’s Eggo