Ciao Donnie! Benvenuta in questa breve intervista! Ammetto, quel “fascino dell’Orrido” mi ha completamente conquistata – da amante di estetismo. Ma iniziamo l’intervista, oggi l’attenzione è tutta su di te!

  1. Chi è Donnie? Cosa, a tuo parere, ti rende “te”?

Diciamo che sono una contraddizione su gambe: amante del controllo e introversa, amante delle connessioni con le persone e socialmente imbarazzante, perfezionista e insicura. Forse, al centro di tutte queste ramificazioni, c’è una persona strutturata sui suoi valori. Credo nella comprensione degli altri, nell’empatia, nella validità delle emozioni ed è per questo, probabilmente, che la mia attenzione si concentra d’istinto sull’introspezione dei personaggi.

2. Come ti sei avvicinata alla scrittura?

Ho sempre inventato storie e, da buona figlia unica per tutta l’infanzia – mio fratello è nato dodici anni dopo di me –  ho sempre usato l’immaginazione per intrattenermi. Verso i tredici anni, però, ho iniziato a scrivere le mie storie invece di tenerle in qualche cassetto della mente e la mia professoressa mi ha spronato a non smettere, dicendo che avevo trovato la mia strada.

3. Quanto hai cominciato a capire che avresti voluto fare della scrittura la tua vita?

Probabilmente in quello stesso periodo. Ci sono stati anni in cui non ho scritto, per un motivo o per l’altro, ma la scrittura è parte di me, c’è sempre stata, e quando ci si porta dietro qualcosa da così tanto diventa difficile pensare di relegarlo in un angolo della propria vita.

4. Raccontaci un po’ la trama del tuo ultimo libro!

La vicenda si apre con la morte di Elena e già dal prologo si capisce che il responsabile è Lorenzo, il protagonista. La storia, quindi, ruota attorno agli eventi che lo hanno portato al momento dell’omicidio di Elena, alle giustificazioni inconsistenti a cui si aggrappa e al rapporto con il fratello Damiano che lo aiuta a scoprire i misteri della faccenda e a nasconderne le verità scomode. Nonostante le premesse, però, non credo che questo mio romanzo breve possa considerarsi un thriller, perché l’introspezione e le dinamiche fra i personaggi hanno un ruolo di primo piano rispetto agli eventi.

5. A quale genere ti sei approcciata per primo?

La narrativa contemporanea è il mio punto di partenza e credo mi accompagnerà per sempre, ma all’inizio ho scritto anche distopie, abbozzi di fantascienza e di fantasy. Di certo posso dire che ho iniziato scrivendo racconti e forse anche per questo il mio primo romanzo è un romanzo breve: mi piace il modo diretto in cui questi formati permettono di raccontare una storia.

6. Quale genere preferisci scrivere?

Come detto, la narrativa è il mio genere e mi ci sento a mio agio. Soprattutto quando posso dargli le sfumature oscure e opprimenti che tanto mi piacciono. Ciò non toglie che spesso immagino e mi appunto storie di tutt’altro genere e magari, un giorno, proverò a dare loro forma.

7. Quale è stata la prima cosa che hai scritto?

Una storia che risale ai primi esperimenti e raccontava di due adolescenti amici fin dall’infanzia che si interrogavano su cosa fosse l’amore, scoprendo poi di piacersi a vicenda. Era una storia parecchio banale, ma aveva già alcuni temi a me cari: lei era una ragazzina molto cerebrale, che si indagava sui rapporti e sulle emozioni; lui aveva alle spalle una situazione familiare difficile.

8. Hai sempre avuto il sogno di fare la scrittrice?

Nel tempo ho sognato di fare un po’ di tutto, nell’ambito creativo. La scrittura, però, è stata mia compagna a lungo ed è diventata un sogno trasformato in progetto. A un certo punto, poco più di un anno fa, mi sono detta “vuoi farlo? serve un piano”. Da allora ho fatto tanti passi nella direzione del mio obiettivo!

9. Leggi spesso? Se sì, quali generi?

Come ogni persona che scrive per amore e non per qualche altro motivo, la mia passione per le storie nasce prima di tutto come lettrice. Ho sempre letto, da quando ero molto piccola, grazie a una madre che l’ha sempre fatto a sua volta. Lo faccio ancora oggi, anche se sono meno rigida e abbandono i libri che non mi piacciono (la vita è troppo breve). Leggo di tutto, senza limiti, dai grandi classici al thriller; mi basta che la storia mi intrighi, che parli dei temi che mi piacciono, non importa se lo fa in un mondo fantastico, nella nostra realtà o nel futuro.

10. Presentaci uno dei tuoi protagonisti. O più di uno, se preferisci.

Lorenzo è il protagonista del romanzo “Denti e ossa, carne e sangue” ed è il classico ragazzo d’oro. Ha l’amore dei genitori, quello degli amici e dei compagni di scuola, quello delle ragazze e della sua squadra di calcio. Ha il fascino del bravo ragazzo e questo gli ha sempre reso disponibile tutto ciò che voleva. Gli eventi del romanzo strappano questa maschera e scavano sotto la superficie, per scoprire quanto Lorenzo sia instabile e fragile.

Il co-protagonista, Damiano, è il fratello minore ed è tutto il contrario: asociale, bruttino, perfino antipatico. È lui a tenere sotto controllo la situazione, quando tutto inizia a degenerare.

11. Tre cose che ama il tuo protagonista.

Il calcio, gli amici, le ragazze. Facile, almeno all’inizio, quando Lorenzo cerca di aderire allo stereotipo che la società gli richiede e ci riesce alla perfezione.

12. Due cose che rendono “se stesso” il tuo protagonista.

Una è la maschera che indossa quando recita a fare l’estroverso, la sua parte più finta. La seconda è suo fratello Damiano, che rappresenta la sua anima, la sua parte più brutta da guardare ma più reale.

13. Come ti è venuta l’idea per “Denti e ossa, carne e sangue”?

In un vecchio racconto trattavo già tematiche come la co-dipendenza, la dolorosa scoperta dei segreti, le conseguenze di un trauma, ma volevo applicarle a una storia più lunga e approfondire ancora meglio i personaggi. Come molto mie idee, anche questa prende avvio dalla creazione di un personaggio, infatti, e dalla domanda “come posso distruggere tutto quello in cui crede? come posso portarlo a cambiare? quale storia può esprimerlo al meglio, anche nella sua involuzione?”

14. Come definiresti il tuo libro? E perché?

In questi giorni mi sto ritrovando spesso a dire “controverso” come avvertimento a chi sta per leggerlo. Ora, per me non lo è. Per me è una storia che può risultare difficile da leggere, ma che è nata spontaneamente, senza la volontà di provocare o intenti simili. Mi sono resa conto che poteva essere una storia controversa solo quando ho realizzato di volerla condividere con gli altri.

Per spiegare uno dei motivi che più la rendono controversa, però, dovrei fare uno spoiler bello grosso.

15. Di cosa parla questo libro?

Parla dell’essere umano declinato nei modi più brutti. Ogni personaggio dà il peggio di sé e, forse, il motivo per cui le persone l’hanno letto o si sono interessate è lo stesso per cui io l’ho scritto: il fascino del orribile.

16. Grazie Donnie! Saluta la Nerd family!

Ciao Nerd family, siete fantastici!

Grazie per avermi ospitata, grazie a chi leggerà le mie risposte e grazie per dare spazio a qualche autore emergente!

 

Grazie a te, Donnie! E benvenutissima nella family!

 

Qui potete comprare “Denti e ossa, carne e sangue” di Donnie.

Poison El

[Proofreader e Editor. Digital Content Creator. Blogger. Artist. Traveller. Aspirant Writer.]

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