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Ciao a tutti amici della Family!
Ci troviamo di nuovo insieme, ma questa volta per parlare di distribuzione digitale. Anche se non palesi, significativi cambiamenti stanno avvenendo e stanno colpendo anche giganti come Steam.

Negli ultimi mesi molti titoli AAA non sono stati o non verranno rilasciati sulla più famosa piattaforma di distribuzione digitale: sempre più case di produzione hanno deciso di chiudere la loro collaborazione con Steam almeno per i loro titoli più importanti, favorendo così le proprie piattaforme di vendita.

 

Bethesda e Activision: la fuga dei grandi

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Bethesda è una di queste e Fallout 76 è il perfetto esempio di quello che sta lentamente succedendo. Lo spin-off della serie iconica di giochi di ruolo post-apocalittici non sarà infatti disponibile su Steam, almeno non immediatamente dopo il lancio. Bethesda aveva già iniziato ad applicare questa politica in occasione dell’uscita per PC di Fallout Shelter, che è apparso per la prima volta sulla piattaforma Bethesda.net a luglio 2016 e solo 9 mesi dopo abbiamo avuto il suo lancio ufficiale su Steam, già da anni la più grande piattaforma disponibile per gli utenti da PC. Chiara strategia dei creatori di Fallout e Skyrim per promuovere la propria piattaforma a scapito del gigante della Valve.

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Activision non è da meno: l’ultima puntata di  Call of Duty, Call of Duty: Black Ops 4non andrà su Steam. Come per Destiny 2, degli stessi producer, il gioco sarà disponibile solo attraverso il servizio Battle.net.

Rimaniamo invece per ora in grado di trovare e acquistare i titoli Ubisoft senza problemi, anche se è abbastanza chiaro che anche quest’ultima non aspetta altro che una buona occasione, aka il primo segno di debolezza del leviatano della Valve, per puntare sul proprio canale di distribuzione uPlay; a ruota seguiranno di sicuro anche Capcom Launcher, Namco Bandai Player e forse anche un Warner Bros. Activator.

 

Chi vuole una fetta di torta?

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Alle spalle di questi cambiamenti c’è naturalmente un vantaggio economico non indifferente: la distribuzione digitale per download su PC, infatti, ha preso ormai il sopravvento, e non credo di parlare solo per me quando dico che non ricordo quando ho usato l’ultima volta il lettore DVD per giocare. La “torta” è quindi molto ambita e un’azienda semplicemente non può permettersi di non essere su Steam. Non dimentichiamoci però che le piattaforme di distribuzione terze applicano infatti una commissione per ogni copia venduta e ogni micro-transazione completata nei propri “negozi”. Se per i piccoli sviluppatori semplicemente non c’è scelta, è ovvio invece che quando si tratta di titoli AAA le case produttrici sono disposte a correre il rischio, escludendo i lanci su Steam, e scommettere che altrettante “copie” digitali del gioco saranno vendute sul canale proprietario (con il 100% dei profitti 😉 ).

Inoltre, con i costi di produzione dei titoli AAA che continuano a crescere, gli sviluppatori sono ancora più motivati a eliminare l’intermediario e con esso la perdita di guadagno con la commissione a terze parti, ad esempio con il lancio di titoli in esclusiva.

E noi giocatori?

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Tutto sommato per noi gamer un po’ di sana competizione al monopolio della Valve (e di Google Play sul mobile, dove la situazione non è molto diversa) non è poi una cosa così negativa. La distribuzione diventerebbe sicuramente più dinamica, sia per i prezzi che le offerte speciali.

Dall’altro canto, non c’è dubbio che avere un numero imprecisato di applicazioni, con altrettante librerie di giochi separate, sia semplicemente una seccatura. Uno dei punti forti di Steam, che l’ha fatto diventare il mastodonte di oggi, è proprio la comodità: abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno in maniera ordinata e in una singola libreria, a pochi clic del mouse.

 

Bye Bye Steam?

L’esodo dei titoli AAA da piattaforme di distribuzione non riguarda solo Steam. Come anticipavo, situazioni simili si verificano anche nel mobile dove Epic Games ha deciso di gestire la distribuzione di Fortnite: Battle Royale senza affidarsi a Google Play.

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Un cambiamento nel panorama digitale è in atto, ma è ancora molto prematuro parlare di un arrivederci al pilastro di Steam, che anzi rafforza la sua posizione lanciando il suo nuovo canale streaming dedicato al gaming su PC.

Coincidenza? Io non credo, anche perché questo rafforzerebbe la sua posizione e permetterebbe al gigante di entrare nel panorama già popolato da YouTube, Twitch e Mixer.

E voi che ne pensate? Intanto, io vado a fare un giretto sulla mia libreria 😉

 

– Lyra

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