Ben ritrovati a tutti con questo terzo ed ultimo appuntamento a tema #DragonBall per #SabatoRetrò.

Oggi tocca finalmente a Dragon Ball Gt, serie che ho amato particolarmente. Andata in onda dal 5 aprile al 18 dicembre 2001, racconta le avventure di Goku, tornato bambino a causa di un desiderio espresso male da parte di Pilaf – nuovo cattivo che all’inizio si scontrerà proprio con il nostro protagonista –  il quale, riunite le sette sfere del drago dalla stella nera, evoca il potentissimo drago Shenron rosso. Una volta espresso il desiderio, le sfere anziché spargersi nei vari angoli della Terra come le precedenti, finiscono per essere sparpagliate nell’universo. 

I nostri eroi non sanno cosa sia la pace: difatti poco dopo la scomparsa delle sfere, Re Kaio informa Goku che se esse non verranno radunate entro un anno dal momento in cui Pilaf ha espresso il desiderio, la Terra esploderà. Così Goku, Goten e Trunks decidono di partire alla loro ricerca: poco prima di partire, Goten viene sostituito da Pan, nipote di Goku, nonché figlia di Gohan. Durante il loro viaggio faranno la conoscenza con Gill, simpatico robottino a cui si è fuso il cerca sfere ideato da Bulma. Dopo aver esplorato l’universo nella sua interezza ed aver sconfitto nemici potentissimi – alcuni dei quali hanno dato filo da torcere ai nostri quattro eroi – finalmente le sfere sono riunite, scongiurando così il pericolo che minacciava la Terra. 

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Tornati a casa, trovano un nuovo potentissimo nemico pronto ad accoglierli: si tratta di Baby, appartenente alla razza tsufuru, incontrato durante il viaggio e deciso a vendicarsi. Preso possesso del corpo di Vegeta, inizia a scontrarsi con Goku, mettendolo ingrate difficoltà – basti pensare che nemmeno lo stadio di Super Sayan 3 è bastato nell’intento. Ma ecco che giunge una nuova trasformazione per il protagonista più amato di sempre: durante una fase di luna piena, Goku subisce una trasformazione radicale, raggiungendo la forma di Scimmione Dorato. Questa però non ha il controllo delle proprie azioni, finendo per distruggere qualsiasi cosa finisse sul suo cammino. Solo l’intervento di Pan riesce a scongiurare il pericolo, facendo riaffiorare ricordi che permetteranno alla coscienza di Goku di prendere il sopravvento sull’istinto primordiale. Ecco finalmente la nascita del Super Sayan 4! Mediante questo nuovo potere, Baby Vegeta viene facilmente sconfitto, riuscendo ancora una volta a scongiurare la distruzione del bel pianeta azzurro. 

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Come dice il detto “sconfitto un nemico, se ne fa una altro”: all’inferno infatti regna il caos dato da tutti i nemici che Goku e compagni hanno dovuto affrontare nel corso delle loro avventure. Il Dr. Gelo e il Dr. Mieu – colui che ha creato Baby – riescono ad aprire uno squarcio in modo da collegare il mondo degli inferi e il mondo dei vivi. I due dottori creano una copia fedele a C-17, la quale fuoriuscita dal varco, riesce facilmente a trovare l’originale fondendosi e dando vita a Super C-17. Nel frattempo Goten, Trunks, Pan, Ub, Gohan e Vegeta sconfiggono tutti i vecchi nemici tornati sulla terra per ottenere la loro vendetta – con scarsi risultati a quanto appurato. Nessuno però riesce a mettere KO il nuovo cyborg potenziato: solo l’intervento di Goku, che dopo aver sconfitto Freezer e Cell – dejavù – ed aver assistito alla morte del Dr. Gelo e del Dr. Mieu, riesce a distruggere Super Androide 17 con la tecnica Pugno Del Drago – va ricordato che in parte è anche merito di C-18, la quale ha contribuito in maniera non indifferente, essendo infuriata per l’uccisione del marito Crili da parte del fratello.

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Avendo trovato le sfere del drago, i nostri protagonisti decidono di evocare un ultima volta il drago Shenron in modo da poter resuscitare tutti coloro che sono stati uccisi durante quest’ultima serie di scontri. Sfortunatamente le sfere sono state corrotte dai troppi desideri espressi – anche se a fin di bene – ed al posto del solito Shenron compare un drago blu, che successivamente si divide in sette potentissimi draghi malvagi, ognuno portatore di una delle sette sfere. 

Goku, con l’aiuto di Pan, sconfigge con facilità i primi quattro, mentre Suu Shenron e San Shenron riescono a tenere testa a Goku Super Saiyan 4; solo dopo enormi sforzi vengono definitivamente sconfitti.

L’ultimo e più temibile nemico che dovrà essere affrontato è Li Shenron, portatore della sfera a 7 stelle, così forte da riuscire a sconfiggere sia Goku che Vegeta SS4. L’unica soluzione rimane la fusone fra i due in modo da creare un nuovo potentissimo Sayan: fa la sua comparsa Gogeta SS4. 

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Purtroppo la fusione ha una durata limitata e, una volta separati, Goku viene facilmente sconfitto e Vegeta subisce una ferita abbastanza profonda, tanto che una spalla gli viene perforata. Pur essendo malconcio, il principe dei Sayan cerca di tenere occupato Li, in modo che Goku possa raccogliere l’energia di tutti gli esseri viventi della Terra in modo da rafforzare la sfera Genkidama, ultimo baluardo per la sopravvivenza: difatti Li Shenron viene colpito in pieno, disintegrandosi nell’impatto. 

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Riportata la pace, viene deciso comunemente di utilizzare un’ultima volta le sfere per riportare in vita gli innocenti coinvolti nelle varie battaglie, per poi recuperare le sfere e tenerle sotto chiave, così da poterle utilizzare solo in casi di reale bisogno. 

La scena finale è molto toccante: riuniti tutti sull’isola del Maestro Muten, i nostri eroi devono lasciar andare Goku, che salito in groppa al Drago Shenron originale, torna in cielo fondendosi con esso fra le lacrime di tutti coloro che lo hanno amato. 

Questa come accennato prima, credo sia la scena più toccante che i produttori abbiamo mai sviluppato durante l’intera saga di DB, fin dalle origini: credo che a tutti sia scesa una lacrima vedendo il proprio eroe sparire per sempre. Va però precisato che come serie non è minimamente all’altezza di Dragon Ball Z, rimandando solo un mero spin off di quella principale.

Siamo giunti alla fine di un viaggio che ci ha portato alla scoperta del fantastico mondo creato da Akira Toriyama – a parte Gt al quale ha solo collaborato nella realizzazione degli episodi – in cui realtà e fantasia si intrecciano in un mix di emozioni forti che hanno fatto brillare gli occhi a milioni di bambini e ragazzini in tutto il mondo. Con questo credo di aver concluso, un saluto, Shadow!

 

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