Eccoci qui con Gustav Lafav e la Camera Segreta, il secondo libro targato L’Umorismo di Piton. È scritto da Rinald Sefa e Luca Gariboldi – simpaticamente chiamati con gli pseudonimi Luciano Caridoldi e Rinaldo Seghini. È edito da Nativi Digitali Edizioni, uscito per la prima volta in versione cartacea nel dicembre 2016. 

Questo secondo capitolo si intitola Gustav Lafav e la Camera Segreta, ricalcando le orme de Harry Potter e la Camera dei Segreti.

Interessante la citazione presente in prefazione: 

“Il potere è l’immondizia della storia degli umani e, anche se siamo soltanto due romantici rottami, sputeremo ancora in faccia all’ingiustizia e non per soldi.”

Trama di Gustav Lafav e la Camera Segreta

Gustav Lafav, ragazzo di origini messicane dalla capigliatura punk e un sacco di casini in famiglia, si trova per qualche motivo a LasHogwarts, la famosa scuola di magia, pur essendo molto più pratico con i fucili a canne mozze che con le bacchette. 

Qui conosce i suoi nuovi amici: il rapper sfigato Jerry Porker, l’imbranato (per non dire peggio…) Ronaldo Whiskey, la saccente Hermagone, o Ermagone, il razzista Drago Adolfoy, per non parlare dei professori, uno più svalvolato dell’altro. In questo posto assurdo, con una percentuale di omicidi più alta che in Sud America ai tempi d’oro dei Narcos, Gustav e i suoi compari si trovano coinvolti in tante simpatiche attività scolastiche, tra cui un traffico di metanfetamina blu pura al 100% e, soprattutto, una serie di atroci delitti a opera dello psicopativo Nevillo Paciockone. Proprio in seguito a un epico e memorabile combattimento contro quest’ultimo da cui esce vivo per miracolo, mentre il folle è in coma, il nostro amato messicano è costretto a fuggire da LasHogwarts con una taglia sulla testa. Ma le avventure di Gustav Lafav sono appena cominciate…”

Vorrei soffermarmi su un aspetto che ritengo essenziale per la pubblicazione di un libro: la revisione prima della stampa. In ambedue i volumi ho trovato errori di battitura – non proprio piacevoli nella lettura – ed errori grammaticali, sono i più gravi a mio avviso. Ora: chiunque può produrre un libro, però la professionalità di chi permette la pubblicazione deve essere elevata. Se la qualità non è ottima – perfetta non me lo sogno nemmeno – per libri di questo calibro, due domande bisogna farsele. Con questo non sto affatto criticando gli scrittori, in quanto errori possono esserci ovunque, ma chiunque si occupi delle revisioni deve essere concentrato durante una fase così delicata.

Tolta la nota dolente, devo ammettere che è stato di buona compagnia e come il precedente mi ha fatto fare due risate nei momenti morti. Come il precedente ha un linguaggio non adatta ad un lettore troppo giovane né moralista, in quanto sono presenti scene e frasi piuttosto forti. 

Con questo ho finito anche per oggi, sperando di avervi dato un buon motivo per leggerlo – tralasciando la parte “scrittura”. Chi fra voi avrà il coraggio di affrontare la lettura sarò curioso di sapere cosa ne pensa una volta ultimata questa. 

Un abbraccio, Shadow!

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