Tra essenze ed elfi – recensione de “Il Mercante di Profumi”

Tra essenze ed elfi – recensione de “Il Mercante di Profumi”

Settembre 26, 2018 3 Di sourwolfblake

Ehilà lettori!

Oggi sono qui per recensire un romanzo fantasy dalle tinte romantiche e passionali. Sto parlando de Il Mercante di Profumi di Enedhil e Gabrielle.

Prima di cominciare però, voglio presentarvi la carta di identità di questo libro.

Il Mercante di Profumi

 

Titolo: “Il Mercante di Profumi”                                                                                                

Collana: “Anthes” – Volume 1

Autrici: Enedhil & Gabrielle                                                                                          

Data di pubblicazione: 6 giugno 2018

Selfpublishing

Disponibile in ebook e cartaceo

 

 

Sinossi e trama

“Esistono notti senza luna in cui le stelle sono destinate a brillare più forte, come quella in cui ha inizio questa storia. La storia di un mercante di profumi che compare nel regno senza confini di un popolo senza re.”

Mastro Tillion è un giovane arrivato da poco a Leithras, le Terre di Passaggio dove dimorano gli Eletti, stirpe impura nata dalle prime unioni tra Uomini ed Elfi. Accompagnato solo dal proprio cavallo, prende una stanza alla Locanda delle Anime Perdute e inizia a farsi notare per l’atteggiamento sfacciato e sicuro. Ma un mercante di profumi nasconde molti segreti e non sempre essi sono legati alle essenze che crea.

Per Tillion il segreto più grande è la vita che ha lasciato indietro, fatta di battaglie e di perdite, insieme a un nome che non dovrebbe essere pronunciato: Valadier, erede al trono di Riselden. Deciso a non farsi rovinare gli ultimi mesi prima del ritorno a casa, Tillion passa il tempo a inventare fragranze improvvisate e a condividere il letto con compiacenti fanciulle.

Fin da subito, però, ad attirare la sua attenzione è il vicino regno di Mithren, popolato dalle creature immortali di cui ha tanto sentito parlare nelle leggende. Attraversati quei confini, i suoi semplici piani iniziali prendono una piega inaspettata quando si imbatte in un elfo che dimostra di essere molto diverso dagli altri.

Idalion, Capitano dei Guardiani, è uno spirito libero e selvaggio, figlio della Natura e della Foresta. Rispettato e apprezzato per la sua abilità nel comandare e per l’estremo coraggio in battaglia, il guerriero cela dietro a una maschera di distacco e superbia il difficile passato dei millenni che ha affrontato. Diviso tra gli addestramenti degli allievi e la lotta contro il nemico che minaccia la sua gente, l’elfo non perde comunque occasione di trascorrere delle ore di passione con gli amanti che sceglie per poche notti. Affascinante e intransigente, Idalion ha delle regole ben precise e nessuna intenzione di infrangerle. Ma ha anche un punto debole: i Mortali.

Dopo i primi incontri carichi di tensione e i continui scambi di battute a cui nessuno dei due è disposto a cedere, i loro diverbi si trasformano in una seduzione che va oltre quella di un profumo. Agli opposti eppure simili, il mercante e il Capitano iniziano a incrociare sempre più spesso le loro strade, fino a quando quel cammino li porta a scontrarsi con lo spietato pericolo che incombe sulla Foresta di Cenere.

Nei momenti passati insieme, Tillion scoprirà che non si può sfuggire al proprio nome e che spesso alcune verità devono essere celate per proteggere un bene più importante. Perché ci sono notti senza luna, segnate da dolore e cicatrici, e notti di luna piena da cui può dipendere il destino di un intero popolo.”

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Direi che possiamo cominciare! Vi dico fin da ora che la mia opinione su questo libro è abbastanza controversa, ci sono delle cose che ho apprezzato, mentre altre mi hanno fatto storcere il naso.

La prima cosa che mi è saltata all’occhio è la trama, che ho trovato un po’ troppo lunga e forse anche troppo rivelatrice. Si tratta delle prima cosa che un lettore guarda, e dovrebbe sì dare qualche informazione sulla trama per stuzzicare la curiosità, ma senza dilungarsi troppo.


Personaggi e trama: intrecci

Partendo proprio dalla trama, voglio parlarvi dei due protagonisti principali del romanzo: Valadier e Idalion.

Valadier è un giovane dall’animo irrequieto e passionale che si è guadagnato il disprezzo della propria corte per via dei suoi modi volgari e sfacciati. Viene per questo cacciato dal proprio regno, Riselden, per due anni, che lui decide di impiegare facendo quello che al suo ritorno a casa non potrà più fare: bere e divertirsi.

Ammetto che per quasi tutta la storia mi è stato un po’ antipatico, l’ho trovato troppo arrogante e non sono riuscita a provare empatia per lui. Soprattutto perché viene descritto come una sorta di dio greco che fa cadere ai suoi piedi tutte le fanciulle che incontra.

Si tratta di un mio gusto personale, ci tengo a chiarirlo, ma questo cliché proprio non mi piace. Lo trovo irrealistico e banale: è impossibile che tutte le donne di qualunque regno e città non vedano l’ora di accasciarsi tra le braccia di un unico uomo, per quanto bello sia. Esistono i gusti estetici, i caratteri, le preferenze, che però questo cliché pare eliminare senza ritegno.

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Idalion invece è un Capitano dei Guardiani degli elfi, ovvero l’esercito che si occupa della protezione del regno di Mithren. Si tratta di un soldato devoto e molto capace che si occupa dell’addestramento delle nuove reclute e che crede fermamente nella fiducia tra Capitano e guerrieri.

Lui mi è piaciuto di più, l’ho trovato un personaggio con cui è più facile simpatizzare nonostante anche lui sia ricaduto un paio di volte nel cliché del dio greco super attraente.

Un altro personaggio importante legato al nostro Capitano è il Principe di Mitheren, Naren. I due condividono una lunga e solida amicizia, spesso messa alla prova dai ruoli che entrambi ricoprono nel regno, ma che ha dato prova di saper superare queste sfide. Credo che proprio questo legame sia una delle cose che ho preferito nel libro e che Naren sia il personaggio che ho apprezzato di più.

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Commento

Il cuore del romanzo è il rapporto tra Valadier e Idalion, un rapporto fatto inizialmente di sospetto e diffidenza e che poi si è evoluto, attraverso battute e provocazioni e aiutato da una buona dose di attrazione fisica, in qualcosa di più.

Il Mercante di Profumi infatti non è solo un romanzo fantasy, bensì un M/M, ovvero un libro omoerotico. Metto le mani avanti dicendo che questo non è il genere che preferisco leggere, ammetto anzi di non aver letto quasi nulla che gli appartiene, ma ci tengo anche a dire che le descrizioni dei momenti di intimità tra i personaggi di questo libro sono ben fatte, molto curate e decisamente ben riuscite.

Ho trovato lo sviluppo del rapporto tra Idalion e Valadier un po’ frettoloso, anche se le loro scene più passionali sono stare rese molto bene e con grande attenzione.

Un altro punto di forza del libro è il worldbuilding dei vari regni, molto legato al fantasy più classico, ma comunque ben organizzato e studiato. Manca forse un po’ di originalità, soprattutto nella caratterizzazione degli elfi, presentati come creature eteree, immortali, bellissime e perfette: l’ho trovata una cosa un po’ vista e rivista, magari ci si poteva lavorare rendendoli più particolari e dando loro una caratterizzazione più personale.

Dall’altra parte, ho trovato alcuni dialoghi troppo costruiti, non davano l’impressione di essere spontanei o naturali. Le frasi erano troppo lunghe o articolate, troppo complesse, per esempio durante gli scambi di battute e provocazioni tra Valadier e Idalion.

Inoltre, ho trovato alcune scelte di trama un po’ deboli, non mi hanno convinto del tutto. Servivano a portare la storia dove le autrici volevano che andasse, questo sì, però avrebbero potuto essere sviluppate in un altro modo.

Nonostante ci siano delle cose che non ho apprezzato del tutto, ho trovato questo romanzo una lettura piuttosto piacevole che può essere una buona compagnia sotto l’ombrellone. Volendo, può anche essere spunto di riflessioni interessanti, come quelle che propone Valadier riguardo alle cicatrici che gli segnano il corpo:

«Trovi dunque che una cicatrice deturpi un corpo, anziché renderlo più speciale? Sai, potrei sentirmi offeso da questa tua considerazione, dal momento che ho sempre guardato le mie come qualcosa pagato a caro prezzo, ma che poteva solo rendere il mio corpo ancora più unico. Il segno posto su di me da qualcuno di più importante per indicarmi che dovevo rimanere su questa terra perché il mio compito non era ancora finito.[…] Potrebbero significare che qualche divinità ha firmato sul nostro corpo il permesso per continuare a vivere.»

Tutto sommato, ho trovato Il Mercante di Profumi un libro interessante, un fantasy con una chiara impronta classica a cui viene unito un tocco di romance e passione in più. Nonostante alcuni punti deboli è una lettura piacevole che di sicuro verrà apprezzata dagli amanti del genere.

Spero che questa recensione vi sia piaciuta! A presto con l’intervista alle autrici!

A presto,

Sourwolf Blake