Gotham III: Quando La Città Impazzì

Gotham III: Quando La Città Impazzì

Settembre 27, 2018 0 Di Shadow

Bentrovati a tutti! Oggi siamo qui con il terzo appuntamento dedicato alla serie sviluppata da Bruno Heller, tratta liberamente dai fumetti DC: sto parlando di Gotham!

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Il tempo sappiamo che guarisce le ferite, ma le cicatrici rimangono per sempre. La città di Gotham ne presenta molteplici, e probabilmente ne vedrà sviluppare altre, così da non trovare la tanto agognata pace. Ma dove eravamo rimasti? La seconda stagione si è conclusa con James Gordon libero dalla GCPD e Leslie Tompkins – ex fidanzata di Gordon – accasata con l’unico figlio maschio di Carmine Falcone, Mario – nonché medico di gran fama all’ospedale della città. Nel finale di stagione avevamo lasciato i “mostri” fuggiti da Indian Hill liberi per la città, pronti a seminare il panico fra la gente. Gordon è diventato un cacciatore di taglie, in modo da trovare e consegnare alla GCPD tutte le creazioni di Strange. 

Vi sono eventi che vengono ripresi dalla stagione precedenti, alcuni addirittura inseriti: se avevamo visto James convincere Harvey a tornare in servizio al dipartimento, ora vediamo Harvey convincere il proprio partner a fare la cosa giusta, tornando ad indossare il distintivo che tanto lo contraddistingue. Un altro esempio è la figura tanto amata del personaggio interpretato da Robin Lord Taylor, aka Il Pinguino. Egli infatti cerca di combattere il crimine, in modo tale da ottenere il consenso popolare e diventare il sindaco di una città ormai alla deriva, ricalcando le orme di Theo Galavan. 

Delle figure introdotte in questa stagione vanno ricordati sicuramente il personaggio interpretato da Benedict Samuelil Cappellaio Matto – e la tanto temuta Corte dei Gufi, organizzazione che ha sempre tirato i fili della città. 

Il primo è il criminale Jervis Tetch, la cui sorella – Alice – sarà la fautrice del destino di molti durante la stagione, avendo all’interno del suo sangue un virus che rende pazzo chiunque ne entri in contatto, come il capo Barnes, trasformandolo nell’Esecutore – altro nemico storico di Batman.

Barnes

Ora veniamo ai tasti dolenti: seppur una stagione così non v’era mai stata fino ad adesso, la crescita personale di alcuni villain ne risente abbastanza, come nel caso di Poison Ivy, il cui passaggio da bambina intontita a trentenne seduttrice di uomini grazie a profumi ricavati da piante pericolose viene gestito troppo frettolosamente. Il problema di base è uno soltanto: seppur cresciuta, Ivy mantiene la sua mentalità da bambina, che rende il personaggio molto meno credibile di quello che realmente è.

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In contrapposizione a questi piccoli tasti dolenti devo dire che alcuni personaggi ed i rapporti fra questi sono stati sviluppati divinamente: il rapporto amore/odio tra L’Enigmista e Pinguino, a tal proposito, è il più emblematico della stagione. In ultimo sono stato piacevolmente sorpreso dalla recitazione di Benjamin McKenzie per quasi tutta la stagione – come ben sappiamo tutti gli attori hanno alti e bassi – rendendo giustizia ad alcune scene che a mio avviso sarebbero state “scarne” senza la presenza del suo personaggio. 

Altri personaggi inseriti in questa stagione sono Ra’s Al Ghul – nemico giurato dell’eroe pipistrello – e Frank Gordon, nonché svelata la vera identità di Butch, tale Cyrus Gold – colui che in futuro diverrà Solomon Grundy. 

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Menzione speciale va alla scena finale del finale di stagione, dove si vede Bruce sovrastare un palazzo indossando un costume vegliare sulla città ormai corrotta dal virus Tetch, preambolo della sua finale trasformazione nel silenzioso protettore di Gotham!

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Anche oggi siamo giunti al termine di questa recensione, sperando vi sia piaciuta vi do appuntamento alla prossima! Un saluto, Shadow!