Ci sono persone che come me hanno conosciuto l’anime di Kenshiro guardandolo di nascosto sul mitico canale 7Gold, un anime violentissimo e che era assolutamente vietato vedere in casa dei miei nonni, tuttavia con un po’ di furbizia io e mio fratello riuscivamo a guardarlo senza destare troppi sospetti. Dal mio primo incontro con Kenshiro è passato parecchio tempo, ma è un anime che porto sempre nel cuore (finché qualcuno non me lo farà esplodere) perché credo che sia molto più di una storia superviolenta che parla di un tizio che fa karate e mena punkettoni del deserto.

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Ora diamo qualche informazione in più, come molti di voi sapranno Ken il guerriero nasce come manga nel 1983 realizzato dai mangaka Tetsuo Hara e Buronson.

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Il fenomeno Kenshiro continua anche nel 2000, infatti sono uscite alcuni Spin-off riguardanti i personaggi principali, ovvero: Raoul, Toki, Yuria, Rei e molti altri ancora.
Torniamo all’anime, quanto era bella la sigla in italiano? Sinceramente non credo che esisterà mai una sigla doppiata così bella, vi lascio qui il link per rispolverarvi la memoria: https://www.youtube.com/watch?v=1Crm94eMuPE
Ma perché reputo questo anime così bello e importante?
Questo anime racchiude molti degli argomenti tipici della cultura nipponica: il senso del dolore, il sacrificio personale, l’amicizia, le arti marziali, l’onore, il legame fraterno e l’amore.
Tra i personaggi meglio costruiti ci sono sicuramente i successori della scuola di Hokuto .(eccetto Jagger, quello fa schifo).

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Il vero successore della divina scuola dell’Orsa Maggiore doveva essere Toki (il santone per gli amici), un guerriero che preferisce curare i malati piuttosto che combattere, dovrà rinunciare alla successione a causa di una grave malattia contratta per salvare il fratello Ken e la sua ragazza Giulia.

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L’altro successore è Raoul, il più forte dei tre fratelli, proveniente dalla terra dei Demoni si proclama imperatore della terra e dei cieli, userà la sua forza e la sua ambizione per sottomettere le persone, proprio per questo sarà il principale antagonista di Ken durante la prima saga.

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Infine abbiamo il protagonista, ovvero Kenshiro, l’uomo dalla sette stelle. Ken è un guerriero formidabile, tanto forte quanto buono, in tutto il suo viaggio cercherà di ritrovare la sua amata Giulia, di salvare il fratello Toki e di sconfiggere Rauol. Non vi dico cosa riuscirà a fare e cosa no, perché spero guarderete/leggere quest’opera, ma sappiate che ho soprannominato Kenshiro Mai una gioia.

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Sono molte le scene e le puntate che mi sono rimaste impresse nella mente, prima fra tutti probabilmente è la morte di Shu, guerriero di Nanto. Catturato dal generale Souther, viene costretto ad un atroce martirio per salvare la vita dei i suoi uomini ed i loro figli: viene caricato di una pesantissima pietra e costretto a scalare l’altissima piramide, simbolo del potere di Souther. Arrivato in cima, il corpo non regge la fatica e muore schiacciato dalla pietra stessa.

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[L’immagine riporta lo spin-off del 2000, non ho trovato immagini decenti inerenti alla prima serie purtroppo.]
In Kenshiro la morte è di casa, è una compagna maledetta, ma è proprio grazie ad essa che conosciamo lo spirito dei personaggi che affiancano il nostro eroe.
Mi piacerebbe dirvi molto altro su questa fantastica opera, ma credo che ve la godrete di più leggendola o guardandola, attualmente i volumi di Kenshiro sono facilmente trovabili (se non cercate le prime edizioni) sia online sia in fumetteria, per quanto riguarda l’anime qualche tempo fa era trasmesso sul canale Sky Man-Ga.

Spero vivamente di avervi incuriosito e che la Stella dell’Orsa maggiore possa sempre risplendere su di voi!

 

Il Nabbo della porta accanto!

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