Magisterium I – L’Anno Di Ferro

Magisterium I – L’Anno Di Ferro

Ottobre 1, 2018 0 Di Shadow

Bentrovati a tutti dal vostro amatissimo Shadow! Oggi vi porto la recensione del primo libro della saga creata a quattro mani fra Cassandra Clare e Holly Black: sto parlando di Magisterium!

Devo dire che ho iniziato a leggere Magisterium per curiosità e per Cassandra Clare – autrice del famosissimo Shadowhunters e della quale amo lo stile di scrittura – più che per Holly Black – sentita nominare come scrittrice de Le Cronache di Spiderwick.

Il primo libro è stato pubblicato nel lontano 2014, edito da Mondadori in Italia, col titolo Magisteirum: L’Anno di Ferro. Sono rimasto piacevolmente colpito dallo stile col quale è stato scritto, il cercare di distaccarsi da Harry Potter, pietra miliare di una determinata tipologia di fantasy moderno. 

Interessante la postfazione, nella quale le due autrici metto nero su bianco le loro intenzioni: utilizzare stilemi del fantasy moderno – la magia degli elementi, il protagonista come predestinato ignaro del suo destino, la figura del maestro, il gruppo di amici affiatato e che non tradirebbero mai la tua fiducia, la sfiga del protagonista – unirli e giocare con essi, combinarli con mille sfumature differenti in modo tale da portare il lettore su un campo conosciuto prima di sorprenderlo con colpi di scena al cardiopalma. 

Di seguito vi metto la trama: 

“Quando raggiunge la grotta in cima al ghiacciaio, Alastair capisce subito che il Nemico della Morte l’ha preceduto. 

Il Mago del Caos ha sterminato tutti gli uomini, le donne – compresa sua moglie Sarah – e i bambini che avevano trovato rifugio lontano dalla battaglia, tutti tranne uno: il piccolo Callum, suo figlio. Il sollievo però è davvero di breve durata perché non solo il piccolo ha una gamba frattura, che lo renderà zoppo per tutta la vita, ma accanto al cadavere della moglie trova un agghiacciante avvertimento, qualcosa che lo terrorizza così tanto da decidere di non volere più avere niente a che fare con la magia e il Magisterium.

Eppure in Call scorre la magia e se non sarà opportunamente addestrato costituirà un grave pericolo per sé e per gli altri. O il ragazzo si recherà a scuola oppure i suoi poteri saranno inibiti.

Con tutta la buona volontà Callum cerca di fallire la prova di ammissione al Magisterium, ma Rufus, il magister più anziano della scuola ed ex maestro di Alastair e Sarah, vede del potenziale nel ragazzo e decide di prenderlo come suo allievo insieme a Tamara, maga promettente che discende da una famiglia di maghi per cui il fine giustifica ogni mezzo, e Aaron, le cui origini sono un mistero. 

Nemmeno la menomazione fisica riesce a salvare Callum dall’Accademia magica in cui, secondo suo padre, tutti i ragazzi sono in pericolo di vita.

Call dovrà rimanere al Magisterium almeno un anno, l’Anno di Ferro, al termine del quale potrà decidere se continuare la sua istruzione oppure, visto che oramai non è più un pericolo, tornare a casa. 

Lentamente Callum si ambienta e scopre che per la prima volta ha degli amici che si preoccupano per lui e inizia a rendersi conto che suo padre gli nasconde qualcosa.

Per il momento il Magisterium e il Mago del Caos hanno raggiunto un accordo, una tregua che dura da tredici anni, ma chi può dire fino a quando ci si potrà fidare del Nemico della Morte? I Magister sonoo alla ricerca di un nuovo Mago del Caos da addestrare e contrapporre al nemico. Il predestinato è tra i nuovi studenti del primo anno?”

Come accennato prima trovate nulla che vi suona familiare? Gruppo di amici formato da due maghi ed una maga? Scuola di magia – seppur sotterranea? Il cattivo di turno che tenta in ogni modo di raggiungere i propri scopi senza curarsi di coloro che stanno attorno? Il protagonista sopravvissuto ad un tentato omicidio dentro al quale è riposta l’anima – in questo caso tutta, nel caso di HP una piccola parte – del loro acerrimo nemico? Tranquilli: nulla è come sembra. Se pensate di aver capito tutto fin dove siete arrivati con la lettura, le due autrici distruggeranno i vostri castelli, lasciandovi completamente indifesi e senza più certezze. 

La peculiarità di questo libro è riuscire a non far capire al lettore quale parte sia stata scritta da quale autrice, in modo che il libro risulti scorrevole alla lettura – non sempre, come sappiamo, risulta essere così: in alcuni casi di libri con più di un autore si riesce perfettamente a distinguere i vari spezzoni. 

Se devo trovare un difetto, lo posso trovare nei personaggi: esclusi i principali – Callum, Aaron e Tamara presentano tutti una profondità e una personalità ben sviluppate – tutti gli altri studenti sono messi in disparte, come se non si volesse approfondire la loro storia – in alcune parti del libro, e di quelli successivi, i protagonisti non sono solo il magnifico trio, ma molti altri, ai quali per non è dato abbastanza spazio.

Credo che scegliere come personaggi principali un disabile (Callum) e una ragazza mediorientale (Tamara) cerchi di mettere in luce che la diversità non è necessariamente un male: anche un ragazzo disabile può compiere tutta una serie di azioni che noi persone sane riesce normalmente a fare, una ragazza straniera non è per forza portatrice di sventure (per essere carini) come in realtà si pensa. 

Consiglio a tutti questa in quanto riesce ad appassionare grandi e piccini, in particolare gli amanti della magia – fra i quali i fan di HP – portandoli in un meraviglioso mondo pieno di sfaccettature diverse, ma al contempo stesso attuali come non mai!

Spero di avervi incuriositi, sperando di ritrovarvi prossimamente con la recensione del secondo volume, Magisterium: il Guanto di Rame. Un ciao a tutti, Shadow!