Skam Norge: First Season

Skam Norge: First Season

Ottobre 11, 2018 0 Di Shadow

Bentrovati a tutti! Oggi sono qui per portarvi la recensione della prima stagione della serie TV rivelazione norvegese Skam – letteralmente in norvegese significa “vergogna” – la quale ha ottenuto risonanza in tutto il mondo, arrivando addirittura ad avere degli adattamenti in vari paesi – fra cui troviamo Francia, America, Germania, Australia ed addirittura l’Italia. 

Ma cosa è Skam? È una web serie per ragazzi – catalogata come teen drama – basata sulla quotidianità degli studenti frequentanti la Hartvig Nissen, liceo situato nel ricco quartiere di Frogner nel West End di Oslo. È stata prodotta da NRK3, facente parte della più grande NRK. Essendo una web serie va in onda sul sito principale della NRK. 

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La serie è composta da solamente quattro stagioni, ognuna delle quali segue le vicende di uno dei personaggi presentati fin da subito, toccando temi via via differenti. 

La prima stagione, che ha debuttato nel settembre 2015, si concentra su difficoltà relazionali, solitudine, identità e appartenenza. La protagonista è Eva, al primo anno di liceo, apparentemente abbandonata dalle amiche di sempre senza motivo – che successivamente scopriremo (o meglio voi scoprirete se la vedrete, io non vi anticipo nulla!). La sua stagione è incentrata nel descrivere e far conoscere il suo rapporto con Jonas, il suo ragazzo. Tramite Eva ci troviamo a sperimentare l’insicurezza dell’essere adolescenti, la paura di non essere abbastanza, la mancanza di fiducia verso l’altro sesso e il bisogno di accettazione e legittimazione. Eva e Jonas sono sì una coppia, ma come tutte quelle della loro età vivono i propri momenti tra alti e bassi, tra litigi e scenate, tra gelosia e momenti di grande tenerezza. È  Eva, con la sua storyline, che ci presenta anche tutti gli altri personaggi: le ragazze Noora – che ho amato alla follia – Vilde, Sana, Chris e i ragazzi Isak – altro gran personaggio che non si può non amare – Jonas, William e Chris.

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Uno dei momenti più iconici è stato quello fra Noora e William – nonostante la loro stagione sia la seconda – in cui… beh credo sia meglio se lo leggiate voi stessi:

Vilde: “Ciao.”

William: “Ehi.”

Vilde: “ Se pensi che andrò in giro come un trofeo, ti sbagli di grosso.”

William: “Come ti chiami scusa?”

Vilde: “Vilde.” 

William: ” Ok Vilde, fai un bel respiro. Credo ci sia stato un piccolo problema di comunicazione qui. Sono sicuro che è colpa mia. Se pensi che tu sei per me un trofeo ti sbagli, perché non sei abbastanza per quello.”

Noora: “ Che ragazzo meraviglioso sei.”

William: “Tu saresti?”

Noora: “Cosa è successo che ti ha fatto avere questi complessi di inferiorità e che ti fa smerlare i sentimenti di una ragazzina del primo anno per sentirti figo? Non hai avuto un’infanzia felice? Forse mammina non ti diceva che eri un bravo bambino? O era papino che non veniva alle tue gare? Non avevi i peli sul pube in seconda media e ti prendevano in giro? Qualunque cosa sia devi superarla e iniziare a comportarti come un essere umano e smetterla di andare in giro come un cliché”

Dopo questa piccola parentesi, devo dire che fin da subito la serie mi ha colpito profondamente, appunto per i temi affrontati e per lo spaccato sulla realtà dei ragazzi norvegesi, che viene presentata in maniera eccelsa. Solo da questa stagione si possono ricavare parecchie informazioni: ad esempio si viene a conoscenza della russefeiring (letteralmente: celebrazione dei russ) è una tradizione annuale tipica della cultura norvegese. I partecipanti di questa celebrazione sono i cosiddetti russ, gli studenti che frequentano l’ultimo anno del videregående skole, il tipico liceo norvegese. Per tradizione va dal 1º al 17 maggio, festa nazionale norvegese. Per festeggiare, i russ utilizzano vestiti colorati, guidano macchine o autobus dello stesso colore dei propri vestiti, e durante questo periodo, sono in una condizione di “celebrazione continua”. Le conseguenze più importanti di questo tipo di festa sono: promiscuità sessuale, ubriachezza e turbamento dell’ordine.

Bene, anche oggi siamo giunti al termine. Per scoprire la seconda stagione restate sintonizzati, perché potreste scoprire altre interessanti curiosità su una cultura diversa dalla vostra!

Con questo vi saluto, alla prossima, Shadow!

Ps: scherzone, volevo lasciarvi con questo bellissimo pensiero di Eva, che può far riflettere molti su se stessi: “Your opinion meant more that my own and that’s not how it should be. I need to find out what my own opinion is, and I have to do it on my own.”