Magisterium III – La Chiave di Bronzo

Ottobre 15, 2018 0 Di Shadow

Buongiorno a tutti i nostri lettori e lettrici! Continuando con la saga scritta a quattro mani da Cassandra Clare e Holly Black, oggi siamo giunti al terzo capitolo, ovvero Magisterium – La Chiave di Bronzo! Preparatevi ad essere sconvolti da importanti rivelazioni e da un finale al cardiopalma!

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Procediamo con calma: Call ha mostrato a tutti la prova inconfutabile che Constantine Madden è realmente morto. I maghi ne sono sicuramente rassicurati, mentre il padre e gli amici più stretti conoscono il suo terribile segreto e non lo temono più. 

Call, autoconvitosi di non essere malvagio, inizia a trascorrere un’estate calma e tranquilla in compagnia di Aaron.

In onore degli eroi che hanno sventato il piano del Nemico della Morte, viene indetta dall’assemblea una premiazione speciale proprio per Call e Aron. Qui accade un evento inaspettato: una studentessa del Magisterium viene trovata brutalmente assassinata e Call sa che chiunque abbia ordito un simile stratagemma, vuol far ricadere la colpa su di lui. Attenzione però,  non ci s può fidare più di nessuno: una spia si annida fra di loro e bisogna capire le reali intenzioni prima che sia troppo tardi!

Lo svolgimento della storia avviene prevalentemente all’interno del Magisterium, dove Call, Tamara, Aaron e sorprendentemente Jasper non si fidano a lasciare le ricerche in mano agli adulti, cercando di risolvere la questione prima che qualcos’altro di spiacevole possa accadere. I Magister e l’assemblea non si riescono a spiegare una cosa fondamentale: come mai gli attentati alla vita del povero Call sono sempre più frequenti? Sarà per via del legame con Constantine oppure solamente per eliminare il Makar?

A complicare ulteriormente le cose è l’arrivo al Magisterium di Anastasia, la matrigna di Alex. Si presenta ai nostri protagonisti asserendo di essere giunta li in modo da affiancare i ragazzi nelle loro ricerche: sarà davvero così oppure avrà un secondo fine?

Come abbiamo già potuto notare più volte, Call non è il solito protagonista, non è decisamente l’eroe sprezzante del pericolo pronto a buttarsi a capofitto in qualsiasi situazione tragica con coraggio ed intraprendenza, ma ha una qualità molto importante: è generoso. Difatti mette sempre al primo posto il benessere dei suoi amici e delle persone a lui care. Sapendo di non essere proprio atletico, con una gamba che lo fa zoppicare, l’insicurezza verso se stesso è cresciuta con lui: teme di diventare malvagio come Constantine e ha paura di non essere mai abbastanza per i suoi amici. 

Come spettatori possiamo vedere come il legame fra Call, Aaron e Tamara sia molto forte e supera qualsiasi ostacolo. Aaron cerca sempre di proteggere l’amico e ancora, ancor più di Tamara che in alcune occasioni sembra aver più a cuore Aaron – vuoi per aspetto, vuoi per affinità caratteriale. Altri due personaggi devono avere una menzione d’onore: Celia e Jasper. La prima non ha dato ala narrazione un apporto importante in questo volume, mentre il secondo riesce con il suo fine sarcasmo e le mezze verità dette ridendo a dare una vena umoristica non indifferente alla storia. 

È importante sottolineare come l’evoluzione del personaggio di Call sia evidente dal primo libro ad ora: l’avvicinamento al Nemico della Morte è sempre più evidente, così come il suo lato oscuro che inizia a prevalere su quello buono. Però cerca sempre di rimanere lucido, cercando sempre di fare la cosa giusta al momento giusto. 

Di seguito vi lascio un passaggio molto bello che mi ha portato a riflettere su come la storia sarebbe potuta proseguire:

“Questo era quello che Constantine aveva voluto fermare, pensò. 

Questa sensazione di sbagliato. 

La perdita della vita e del significato. Provò a immaginare se ci fosse stato qualcuno che amava davvero steso lì, Alastair o Tamara o Aaron. 

Era difficile non comprendere da dove era arrivato Constantine.” 

C’è poco da dire: le ricerche e i piani dei protagonisti sono stati abbastanza goffi e inconcludenti, giustificato dalla giovane età e dall’inesperienza che derivano col tempo. La lettura risulta pertanto molto scorrevole e piacevole, cercando di intuire chi sia il colpevole dietro a tutto questo. L’unica piccola macchietta che ho trovato è l’essere riuscito a scoprire chi ha orchestrato il tutto prima dei protagonisti, in stile Detective Conan.

Allerta Spoiler

Per il finale ammetto di essere rimasto in lacrime, dato che le due scrittrici hanno voluto deliziarci con un colpo di scena che solo la loro mente avrebbe potuto ideare: durante la battaglia finale contro Alex, il quale impossessatosi dell’Alkahest è pronto a strappare l’anima di Constantine da Call. Attivato il congegno sulla traiettoria si trovano sia Call che Aaron – entrambi se colpiti rischiano la morte, dato che entrambi possiedono la Magia del Caos. Tamara ha una ardua scelta da compiere: salvare il primo e lasciare in vita Constantine oppure salvare il secondo e lasciare così morire colui che ha trascinato tutti in questo problema?

La scelta di Tamara mi ha spiazzato – seppur sapendo che vi sarebbero stati altri due libri e di conseguenza Call non sarebbe potuto morire – salvando appunto Call, mentre Aaron viene investito in pieno petto dal raggio mortale. Durante questo passaggio ammeto di aver pianto come una fontana: “Call stese il braccio e prese la mano di Aaron. Aaron parve sorpreso per un secondo. Poi la sua presa si strinse con quella di Call.”

A fine volume troviamo Call rinchiuso in prigione dopo che l’assemblea ha scoperto che porta dentro di se l’anima del Nemico della Morte, mentre riceve una visita inaspettata: si tratta di Anastasia, la matrigna di Alex, che si rivela essere la vera madre di Constantine e Jerico Madden e di conseguenza mezza madre per Call stesso, la quale promette di liberarlo dalla sua prigionia. E così si conclude il terzo volume, lasciandoci col fiato sospeso fino al prossimo, in attesa di scoprire che fine faranno i nostri amati beniamini. 

Vi auguro un buon proseguimento, sperando di ritrovarvi in un prossimo articolo, un saluto, Shadow!