NO, MA TU LO SAI DAVVERO COS’É UN ANIME?

NO, MA TU LO SAI DAVVERO COS’É UN ANIME?

Ottobre 17, 2018 0 Di thenerd

Oggi ho pensato di ergermi un po’ a docente, spero quindi di potervi dare qualche informazione curiosa ed utile che spesso viene data per scontata.

Noi nerd parliamo spessissimo di Anime quando entriamo nel campo dell’animazione giapponese ma sappiamo realmente di cosa stiamo parlando? Per anni la sottoscritta ha dato per scontato questo termine e il fatto di conoscerne le basi ma in realtà ero davvero disinformata. C’è ben più di una serie di lettere dietro a questa parola e oggi sono qui per mostrarvi quello che ho scoperto!

Cosa significa “Anime”? È l’abbreviazione di animēshon (trasliterazione giapponese della parola inglese “animation”, in italiano “animazione”); è un neologismo con cui in Giappone, a partire dalla fine degli anni settanta del XX secolo, si indicano l’animazione ed i film d’animazione (giapponesi e non), fino ad allora chiamati dōga eiga (film di fumetti), mentre in occidente viene comunemente utilizzato per indicare le opere d’animazione di produzione esclusivamente giapponese.

~ Il primo film d’animazione giapponese fu una pellicola di propaganda sulla marina militare in bianco e nero chiamata Momotaro no Umiwashi (Momotaro’s Sea Eagle)nel 1943;

~ Il primo film d’animazione a colori, invece, fu Hakujaden (The Tale of the White Serpent) nel 1958;

~ In fine, il primo Anime fu Mittsu no Hanashi (Three Tales) andato in onda il 15 gennaio 1960.

Gli Anime divennero molto popolari perché fornirono una valida alternativa per il mondo delle live-action allora sottosviluppato.
Diversamente dall’America dove le serie live-action avevano dei budget elevatissimi, in Giappone questo business era, e continua ad essere, un piccolo mercato che deve sottostare a delle restrizioni di budget, location e casting.

Il secondo step dell’evoluzione degli Anime in Giappone cominciò verso il 1970 con l’aumento della popolarità dei manga! In particolar modo quelli dei Tezuka Osamu che spesso diventarono in momento successivo degli Anime.

In parallelo al crescere del successo degli Anime, vennero introdotte serie, sia per ragazzi che per ragazze, caratterizzate da personaggi aventi obiettivi ben chiari e forti personalità e storie che, per la prima volta, avevano come punto di forza la narrativa.

Classici della letteratura vennero tradotti sotto forma di cartoni animati.
Alcuni esempi sono Heidi di Johanna Spyri.

Nagai Go, un famoso mangaka, introdusse poi, negli anni ’70, Anime aventi come protagoniste o co-protagoniste delle sexy ragazze che erano in grado di trasformarsi, temi violenti e forti robot guerriglieri.
Alcuni esempi sono:
~ Cutie Honey:

~ Devilman:

~ Mazinger Z (Mazinga Z):

Nel 1980 gli Anime ebbero un grande BOOM!
Proprio in questi anni cominciarono gli adattamenti di alcuni manga di Takahashi Rumiko come Ranma ½. 

Quando i budget a disposizione per questi corti d’animazione cominciarono a ridursi drasticamente cominciò una vera e propria rivoluzione dei video fatti in casa che le compagnie iniziarono a distribuire su un mercato fittizio e sperimentale che poi divenne quello delle OVA (Original Video Animation).

Il VHS rese possibile le registrazioni, il play back e la condivisione di nuovi Anime per i fan di questo nuovo movimento. Su queste innovazioni nacque la prima Otaku Generation (o per dirla in italiano “Generazione di appassionati”).

Allora, cosa ne dite? Vi ho dato qualche informazione interessante? Vi piacerebbe un articoletto sulla classificazione dei vari Anime? Fatemelo sapere nei commenti!


Fino alla prossima, un saluto dalla vostra –W.