‘La principessa’ di Shadowhunters – Le Origini

‘La principessa’ di Shadowhunters – Le Origini

Novembre 12, 2018 0 Di Shadow

Bentrovati a tutti! Oggi mi dedicherò all’ultimo capitolo della saga The Infernal Devices: ovviamente parlo di Shadowhunters – Le Origini – La principessa! Se siete emotivamente instabili, questo volume non fa per voi, assolutamente! Il carico di emozioni vi accompagnerà per tutto il libro, arrivando al suo climax verso gli ultimi capitoli. Se siete intrepidi, non dite che non vi avevo avvisato!

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Nulla da eccepire: se credi che Cassandra Clare abbia dato il meglio di sé, ti sbagli. Riesce di volta in volta ad alzare l’asticella, andando a creare inestimabili capolavori. E La Principessa ne è un esempio. Ma andiamo con ordine.

Tess e Jem

Da un lato troviamo Tess e Jem felicemente fidanzati che, pur di non vedere il il deterioramento della malattia che sta lentamente portando via il Cacciatore, si aggrappano con tutte le loro forze alla serenità che i momenti passati assieme dona loro; dall’altro vi è Will, con il cuore decisamente spezzato, che prova in ogni modo a distrarsi dalla visione della ragazza che ama follemente assieme al suo parabatai dedicandosi anima e corpo all’addestramento di sua sorella Cecily, in modo da recuperare gli istanti perduti, giunta all’Istituto con l’intento di portarlo a casa. Vi sono poi Gideon Lightwood e Sophie, fra cui vi è un sentimento innegabile ma al contempo complicato e sconveniente; infine troviamo Gabriel, fratello di Gideon, che una volta superata la morte del padre ed accettato questo terribile fatto, decide di unirsi definitivamente ai nostri Nephilim. Ultima ma non meno importante è la costante minaccia di Mortmain che incombe sopra le teste non solo dei nostri protagonisti, ma di tutti gli Shadowhunters di Londra. 

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Come sempre partiamo dai personaggi, che come abbiamo potuto imparare a conoscere sono la vera colonna portante delle opere della Clare, l’anima dei suoi scritti, in quanto riescono a distinguersi per genuinità, tridimensionalità e realismo. Si tratta di personaggi che, mano a mano che la storia prosegue, diventano veri e propri amici del lettore, riuscendo a farlo immedesimare nella vicende vissute, riuscendo a fargli vivere tutte le avventure che loro stessi stanno affrontando. Qui non stiamo parlando solo dei protagonisti – Will, Tessa e Jem – ma di tutti coloro che sono apparsi in questi tre libri appartenenti alla saga.

Considerazioni

Come abbiamo potuto imparare – sia dalla esalogia di The Mortal Instruments, sia dalla trilogia di The Infernal Devices, e come sto scoprendo in The Dark Artifacts – la Clare sa bene che ogni persona ha una personale realtà da raccontare ed un proprio potenziale nascosto latente e per questo non permette ai personaggi secondari di restare solo mere comparse, con lo scopo solamente di coprire i buchi di trama, no: lei dona loro rilievo e spessore pari a quello delle figure principali. A ogni nuova uscita, aggiunge una serie di facce nuove che con il proseguo della storia assumono un ruolo sempre più importante, sino a quando, giunti al volume conclusivo, non ci troviamo più solo una storia di uno/due protagonisti, ma agli intrecci curati in ogni minimo dettaglio di decine di persone. Ed è questo, che come accennato prima, permette al lettore ulteriormente di entrare nel vivo della storia e sentirla propria. 

Credo di aver disquisito ampiamente di Tessa, Jem e Will, analizzandoli nel dettaglio, cercando di non farmi sfuggire nessuna sfaccettatura del loro essere. Mi sento solamente di aggiungere che in questo libro ognuno di loro ha trovato finalmente l’occasione per brillare e di dimostrare la propria unicità, le maschere sono state gettate: ne La principessa, i volti che vediamo dei protagonisti sono quelli veri, ai quali nessuno può resistere senza innamorarsene. 

Jem

Vorrei soffermarmi solamente un secondo su quello che a mio parere è stato il vero protagonista in questo ultimo capitolo: Jem. Questo è qualcosa di incredibile e unico: è una persona speciale, dotata di una bontà d’animo e di una generosità senza precedenti. Azzarderei paragonarlo al principe azzurro perfetto, da cuore nobile e altruista, dall’indole coraggiosa e temeraria. Il modo in cui affronta la malattia, ormai rassegnato alla morte imminente, mi ha commosso e non poco. Vogliamo parlare del suo rapporto con Will? Credo sia qualcosa di magico e che vada oltre al semplice affetto fraterno fra due parabatai, come detto in un precedente articolo: paragonandoli ad Alec e Jace, possiamo definire i primi veri parabatai, legati da un sentimento che trascende tutti i confini sconosciuto e si trasforma in un legame indistruttibile di fronte a qualunque ostacolo, persino alla morte. 

“Hai sentito, James Carstairs? Siamo legati, io e te, sullo spartiacque della morte, per tutte le generazioni a venire. Per sempre.”

Già che siamo in tema di legami, spenderei anche due parole per il triangolo amoroso attorno al quale ruota tutta la saga. Appurato che Cassandra Clare crea personaggi meravigliosi, cI presenta paesaggi mozzafiato, cos’altro può inserire nei suoi libri per farci perdere la testa, vi starete domandando ora? Ovviamente legare i protagonisti fra loro da sentimenti a prova di bomba, coinvolgendo ancora una volta il lettore in una spirale di amore e dolore. 

Le origini

Nel primo scritto abbiamo avuto modo di studiare dettagliatamente i sentimenti di Tessa per Will, apparentemente non ricambiati. Nel seguito abbiamo assistito alla nascita ed allo sviluppo del legame fra Tessa e Jem; contemporaneamente abbiamo l’accettazione di Will per gli impulsi che provava per Tessa. E come una costante pagina dopo pagina, era palese ed amaramente chiaro il profondo rapporto che univa i due parabatai. Perciò, con queste premesse, possiamo asserire di trovarci di fronte a quello che può essere definito il più bello, commovente e tormentato triangolo d’amore (come cantava Renato Zero: il Triangolo no, non lo avevo considerato). Qui i sentimenti sono veri ed autentici, dove non vi sono prese in giro e doppi giochi, dove i tre componenti sono uniti da un legame difronte al quale è impossibile provare scetticismo. Tutti e tre si amano, c’è poco da dire. 

Shadowhunters - Le origini - La principessa

“I nostri cuori hanno bisogno di uno specchio, Tessa. Noi vediamo il nostro io migliore negli occhi di coloro che ci amano.”

Come solita fare, l’autrice ha regalato ad ogni personaggio il lieto fine che tanto si meritavano, partendo da Gideon e Sophie. Questo perché sappiamo quanto lei sia contraria al #maiunagioia, dovendo far terminare qualsiasi rapporto in maniera rosea. Ha elargito sans frontières lieti fine a destra e a manca, con amori sbocciati in ogni dove. Mi rivolgo a te, Cassandra: ma qualche poveretto che alla fine non ottiene quanto sperato, come molte persone comuni oggigiorno, non è che ogni tanto lo inserisci? Sarebbe magnifico per la nostra autostima!

“Dicono che non si possano amare contemporaneamente due persone nello stesso modo” continuò Tessa. “E forse per gli altri è così. Ma tu e Will… voi non siete come due persone normali, due persone che potrebbero essere state gelose l’una dell’altra, o avrebbero immaginato il mio amore per uno di loro diminuito dal mio amore per l’altro. Avete fuso le vostre anime quando eravate poco più che bambini. Non avrei potuto amare tanto Will se non avessi amato anche te. E non potrei amarti come ti amo se non avessi amato Will come l’ho amato.”

La principessa

Commento

Detto ciò, non posso che elogiare La principessa, questo ultimo capitolo. Trama perfetta, con un articolato intreccio che ci rimane celato fino alla fine. Quando l’autrice inizia ad utilizzare l’armeria pesante, spiazzandoci come consuetudine (credo che non ci abitueremo mai) a colpi di scena mozzafiato. Dipinto sullo sfondo suggestivo dato dall’uggiosa Londra vittoriana, vediamo muoversi personaggi per i quali proviamo profondo affetto, le cui vicende ci colpiscono in prima persona. 

L’ultimo capitolo è quello che mi ha devastato più di tutti in particolare modo, dandomi il colpo di grazia nello stile Clare. Non voglio farvi spoiler, perciò leggetelo da voi! 

In merito al finale, criticato da numerosi fan, che accusano la Clare di aver voluto accontentare i due schieramenti, Wessa e Jessa, finendo col deludere entrambi, l’autrice ha semplicemente affermato: L’ho scritto [il finale] per esprimere la mia convinzione che si possa amare in modo bellissimo, sconvolgente, profondo, più di una volta e più di una persona. L’ho scritto perché volevo vedere un triangolo amoroso in cui nessun amore venisse invalidato, e che includesse anche l’amore tra i due punti del triangolo: Will e Jem.

E poi uno si chiede come fare a non amarla!

Bene purtroppo siamo giunti alla conclusione di questo magnifico viaggio assieme, fatto di gioie, di dolore, di sofferenza e di lacrime. Spero di vedervi ancora, un abbraccio, Shadow!