Black Clover: Mai Arrendersi!

Black Clover: Mai Arrendersi!

Novembre 19, 2018 0 Di Shadow

Bentrovati a tutti i nostri carissimi lettori e lettrici. Sempre qui, sempre Shadow! Oggi voglio  presentarvi uno dei manga che sto apprezzando di più al momento: parlo di Black Clover. Scritto e disegnato da Yūki Tabata, è pubblicato sulla rivista Weekly Shōnen Jump. Il titolo è particolare: difatti deriva dal grimorio utilizzato dal protagonista, che sulla copertina riporta un pentafoglio nero. 

Il protagonista è Asta, un ragazzo completamente privo di ogni abilità magica, nato in un mondo dove la magia è al centro della vita quotidiana. Il suo migliore amico è Yuno, che a differenza sua è dotato di una enorme forza magica. I due sono sempre stati, fin da piccoli, eterni rivali: il loro sogno è assumere la carica di Imperatore Stregone, la più alta carica del loro regno, per la quale sono in perenne competizione. Tuttavia, alla cerimonia per il conferimento del grimorio, Yuno viene scelto dal grimorio con il quadrifoglio, simile a quello utilizzato in passato dal primo Imperatore Stregone e che permette di utilizzare la magia del vento. Asta purtroppo ne rimane privo e, deriso da tutti i presenti, fugge. Raggiunto dall’amico, vengono immediatamente attaccati da uno stregone che desidera impossessarsi del grimorio di Yuno: sbarazzatosi facilmente di Asta, è in procinto di uccidere il ragazzo. Per difendere ciò che di più caro ha nella vita, Asta continua a combattere strenuamente, finché un grimorio avvolto da un’aura oscura non appare di fronte a lui: da esso esce un demone che consegna al ragazzo una spada nera, grazie alla quale può annullare qualsiasi tipo di magia e, mediante gli allenamenti segreti che ha sostenuto, ottenendo una velocità e forza fisica impressionanti, riesce a sconfiggere facilmente il nemico. Grazie a questo risvolto inaspettato, i due possono competere nuovamente per il loro sogno. Sul grimorio è presente però un quadrifoglio a cinque petali: questo viene visto di cattivo auspicio e con terrore, in quanto il quinto petalo indica un demone. Qualche mese dopo, tutti coloro che sono in possesso di un grimorio vengono convocati al cospetto dell’Imperatore in carica per sostenere delle prove, che permetteranno a dei prescelti di entrare a far parte di una gilda. Per Asta le cose non si mettono bene, essendo provvisto di magia. Alla fine il verdetto è sorprendente: Yuno viene scelto dall’Alba Dorata, gilda che colleziona i migliori maghi in circolazione, mentre Asta, dopo aver dato prova delle sue abilità fisiche, viene scelto dal Toro Nero, gilda bistrattata da tutti e con una pessima reputazione. Nel giro di poco tempo, grazie ad Asta, il Toro Nero inizia ad acquisire sempre più prestigio, ottenendo svariate stelle per il completamento di svariate missioni. 

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Dopo “Diventerò il Re dei Pirati” e “Sarò Hokage”, “Sarò io il prossimo Imperatore Magico” va ad aggiungersi alla schiera di tormentoni sfornati dalla Shōnen Jump, che ogni volta vengono ripetuti fanno sempre salire la pelle d’oca. 

La trama non è per nulla innovativa: il protagonista è il solito disagiato bistrattato da tutti a causa della natura controcorrente che possiede (Naruto porta dentro di se un demone, Luffy è un pirata sconsiderato ed Asta, come detto prima, non possiede il minimo briciolo di magia in un mondo che ne è governato). Il tema al fondo di ogni nuova avventura intrapresa è la tenacia di non arrendersi ai primi ostacoli ed il supporto dei propri compagni. A differenza di One Piece, dove momenti per tematiche differenti e momenti profondamente toccanti sono presenti, qui ne troviamo ben pochi. Ogni saga è abbastanza simile alle altre: partenza problematica, botte, personaggio di turno che rimane impressionato da Asta, crescita interiore, botte nuovamente ed infine la disfatta del nemico di turno. Sarà questo, come in Dragon Ball, a renderlo un manga avvincente e pieno di suspance? 

Ai posteri l’ardua sentenza! Io personalmente sono gasatissimo ogni qualvolta esce un nuovo volume, che comprende avventure ai limiti della comprensione umana (ma siamo in un mondo magico, ergo ci sta), dove di volta in volta vediamo la crescita di tutti coloro che sono sempre stati accantonati da tutti perché ritenuti problematici. Ed è questo secondo me, il punto di forza.

Bene giunti alla conclusione, vi auguro un buon proseguimento e vi invito a tornare per un nuovo articolo del vostro amatissimo Shadow!