The Rising of the Shield Hero

The Rising of the Shield Hero

Dicembre 3, 2018 0 Di Shadow

Buongiorno a tutti e buon pranzo! Vi ho stancato con i miei articoli? Se la riposta è no, allora eccovene un altro fresco fresco!

Oggi vi porto The Rising of The Shield Hero, manga creato da Aneko Yusagi, publicato dal 23 agosto 2013. 

In formato tonkōbon è arrivato sugli scaffali il 5 febbraio 2014 in Giappone, contando ora 19 volumi pubblicati; in Italia dal 30 marzo 2016 sono usciti ben 11 volumi. 

Passiamo ora alla trama: Naofumi Iwatani è uno studente universitario ventenne, otaku incallito dedito principalmente a manga e videogiochi, non ha grandi prospettive per il suo futuro. Un giorno mentre sfoglia le pagine di un libro fantasy, queste si svuotano all’improvviso, così come la sua mente e il ragazzo viene catapultato in un’altra dimensione, ovvero dentro la trama del libro che sta leggendo!

Svegliatosi al cospetto del re di Merlomarc, Naofumi inizia a conoscere la storia del mono in cui è arrivato: tempo prima qualcuno aveva predetto la fine di ogni cosa, così era stato chiesto aiuto a quattro eroi provenienti da un altro universo, ognuno dei quali equipaggiato con un’arma distintiva. Nel Regno di Merlomarc a intervalli regolari si formano delle fenditure dimensionali dalle quali fuoriescono pericolosi demoni. Il compito del re è quello di convocare i quattro eroi che li combatteranno, permettendo la sicurezza della nazione.

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Insieme a Naofumi si sono materializzati Ren, Itsuki e Motoyasu, rispettivamente l’eroe della spada, dell’arco e della lancia. A Naofumi è invece toccato lo scudo, che più che assembrare un’arma è considerato un pezzo di armatura, ragione per cui l’eroe è malvisto dagli altri tre e dal popolo.

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Considerato che le armi poste nelle vicinanze inibiscono la loro evoluzione, ogni eroe è costretto a prendere la propria strada. Si rende così necessaria la presenza accanto a loro di accompagnatori. Mentre gli altri tre eroi creano gruppi di aiutanti che variano dalle 4 alle 5 persone, Naofumi resta solo: nessuno ha infatti voglia di unirsi a una battaglia persa in partenza con un eroe che può solo difendersi e non attaccare.

Ad un certo punto, si avvicina una bella ragazza che si offre di accompagnare il ragazzo nella sua avventura. Mein Sphia si unisce così a Naofumi che apprende piano piano quale sarà il loro compito durante le ondate di demoni. 

Come in ogni videogioco che si rispetti, la pagina personale è fornita di uno status nel quale vengono indicati il livello, le armi a disposizione e l’evoluzione di queste in base ai mostri che riesce a uccidere. Sembra l’inizio di una bella, ma assurda, avventura. Quando tutto sembra andare per il meglio, Mein svela la sua vera natura e finge di aver subito un tentativo di violenza da parte di Naofumi che viene additato e, se prima veniva snobbato da tutti, ora proprio nessuno vuole averci a che fare. Naofumi è profondamente deluso ed arrabbiato da questo comportamento, ma non per questo si arrende: decide di andare avanti da solo con la caccia ai demoni, armato di buone intenzioni e di un nuovo cipiglio decide di prendersi uno schiavo con cui combattere e salire di livello. La scelta ricade su Raphta Lia, una semiumana che nasconde un passato doloroso. Dopo le prime incomprensioni, la ferita di Naofumi è ancora troppo fresca per rimarginarsi e il giovane ha perso completamente la fiducia nel prossimo, i due sembrano cominciare ad andare d’accordo e a fare squadra e a guadagnare i primi punti. Raphta rivela a Naofumi il suo passato, legato alla sanguinosa guerra che sconvolge il Regno ciclicamente e tra i due nasce un legame destinato a cementarsi. Capitolo dopo capitolo, quando tutti capiscono la farsa inscenata da Mein, iniziano a credere di più nelle capacità di Naofumi, il quale durante le ondate sembra essere il solo a preoccuparsi veramente della popolazione che in molti casi rimane coinvolta. Emblematica l’arma di cui è dotato: lo scudo, arma prettamente difensiva, se usata nel modo corretto può trasformarsi in una forte arma d’attacco.

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Parlando della parte grafica, la ho trovata decisamente carina, con i protagonisti che presentano visi ed occhi molto espressivi, da cui traspaiono i sentimenti che essi provano. Le scene d’azione sono dinamiche, ma semplici: in questo modo la concentrazione rimane sugli eventi che accadono e non sui disegni presenti. 

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Chiunque abbia gradito le storie presentate in Sword Art Online e Dan Machi non può che apprezzare anche questo nuovo manga fantasy con la variante del videogioco, in cui la semplicità la fa da padrona!

Bene, siamo giunti alla fine anche quest’oggi! Ci vediamo alla prossima, Shadow!