Un bentrovati a tutti! Oggi vi presento un manga che ha catturato la mia attenzione fin da subito.

La categoria nella quale è inserito è veramente inusuale per me: difatti è un manga shōjo! La cosa che non riesco a capire è fondamentalmente una: se un manga shōjo è dedicato alle ragazze, perché contiene scene di lotta abbastanza cruente? Di solito i manga inseriti in questa categoria presentano storie d’amore. E diciamocelo: sinceramente prima di scrivere questo articolo nemmeno sapevo la categorizzazione di Servamp, ma è stata una piacevole scoperta!

Disegnato da Strike Tanaka, è serializzato sul Monthly Comic Gene di Media Factory dal 15 giugno 2011. Ne è stato tratto un adattamento anime, co prodotto da Brain’s Base e Platinum Vision, il quale è stato trasmesso in Giappone fra il 5 luglio ed il 20 settembre 2016.

In Italia i diritti per il manga sono stati acquisiti da Edizioni BD per l’etichetta J-Pop, mentre l’anime è stato annunciato da Yamato Video.

Di seguito vi lascio la trama: la storia segue le vicende di Mahiru Shirota, ragazzo liceale iscritto alle scuole superiori. È abbastanza pigro e semplice come persona, ama le cose facili e tenta di evitare ogni cosa complessa e che possa implicare ogni genere di responsabilità. Un giorno per strada incontra un gatto nero, a cui affida il nome di Kuro (in giapponese kuro è tradotto letteralmente nero): da questo momento in avanti la vita del giovane cambia radicalmente. Difatti Kuro non è un comune gatto, ma un servamp, ovvero un vampiro che ha stretto un legame con un umano (in questo caso Mahiru). Questo legame è stato siglato nel momento in cui il ragazzo ha deciso di mettere al collo di Kuro una campanella, decidendo di accogliere il gatto con sé.

Sebben Shirota non desideri avere nulla a che vedere con la faccenda, si troverà suo malgrado nell’usuale conflitto fra vampiri ed umani. 

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La strutturazione della trama, come potete vedere, non è per nulla complessa. Tuttavia il modo in cui i vari personaggi sono stati caratterizzati aggiunge quel tocco di mistero che rende il tutto ben riuscito. I disegni sono assolutamente perfetti e ben curati, rendendo piacevoli lo svolgimento delle varie scene. Ciò che mi ha colpito maggiormente della serie è la veridicità dei sentimenti che i personaggi provano, soprattutto le oscure emozioni che prova il cattivo di turno: Tsubuki non è altri che l’ottavo fratello, dimenticato completamente e sconosciuto agli altri sette, si ritrova ad avvertire invidia verso coloro che dovrebbe chiamare famiglia, oltre che risentimento verso lo stesso creatore, che lo ha relegato a marcire fra i propri complessi, così come accade spesso anche nella realtà. 

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Non solo la coppia Mahiru-Kuro mi ha rapito emotivamente: anche Litch e Lawless hanno un posto speciale nel mio cuore. La triste storia che li accomuna, è spiegata tragicamente e con una bellissima e coinvolgente tecnica narrativa.

Altro fattore che mi permesso di appassionarmi alla trama è il carattere pigro che presenta Kuro (del tutto compatibile con quello presentato da Mahiru), che traspare non solo nei momenti di vita quotidiana, ma soprattutto nei combattimenti (momenti nei quali la risata è assicurata).

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Una piccola curiosità: ad ogni servamp è affidato uno dei sette peccati capitali (accidia, superbia, lussuria, avidità, gola, ira ed invidia), mentre Tsubuki rappresenta quello che nel medioevo era considerato l’ottavo peccato capitale: la malinconia.  

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Vi consiglio assolutamente questo manga, anche se non prettamente nei vostri canoni, perché assicura al lettore momenti di svago per l’intera storia e di grande ansia dovuta al cliffhanger con il quale ogni volume si chiude.

Detto questo vi saluto e vi auguro buone feste! Noi ci si rivede giovedì con il sesto episodio di Teen Titans!

Buon natale a tutti!

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