Rieccoci carissimi fan! Oggi siamo qui ancora una volta con una recensione. Per voi il nono episodio di Titans, intitolato Hank e Dawn. Ma inoltriamoci subito nei meandri della trama prima di passare al commento vero e proprio. 

Iniziamo con un tuffo nel passato: questo episodio è interamente dedicato a Hank Hall e Dawn Granger, durante il quale scopriremo i momenti salienti del loro incontro e l’origine segreta dei noti vigilanti Hawk e Dove. Ambedue sono accumunati da un’infanzia contrassegnata da violenze al limite della mente umana, uniti da un tragico evento che ha portato via loro una persona amata (il fratello nel caso di Hank e la madre per Dawn). A due a seguito di questo terribile momento danno sfogo alla loro reciproca rabbia e disperazione, decidendo così di consacrare queste fortissime emozioni a missione, provando a difendere chi non può farlo da solo contro i mali più terrificanti del mondo. 

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Nel frattempo, tornati nel presente, Dawn si risveglia dal coma – caduta dal tetto del palazzo nel quale abitano durante lo scontro con la famiglia che dava la caccia a Raven – grazie ad una richiesta di soccorso di Rachel: ora, Hawk e Dawn devono tornare in azione, con uno scopo ben preciso, ossia rintracciare Jason Todd.

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Partiamo con un piccolo tasto dolente: si può sapere per quale motivo questo episodio sia inserito nella seria Titans se dei Titani non se ne vede nemmeno l’ombra? Leggendo svariati commenti all’episodio, è questo l’aspetto che ha fatto storcere agli spettatori. Decisamente non convenzionale, l’inserimento dello stesso in corso d’opera risulta oggettivamente forzato. A fronte di ciò, Hank e Dawn è un episodio senza ombra di dubbio bello ma al contempo stesso molto semplice. Questo non è necessariamente un male, anzi. 

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Attraverso una serie di flashback concatenati l’uno all’altro intervallati da brevi sequenze ambientate nel presente, scopriamo il drammatico passato dei due personaggi che danno il titolo all’episodio. Dagli atti di pedofilia subiti da Hank da parte del coach di football agli atti di violenza domestica subiti da Dawn in quella che tutti dovrebbero poter chiamare casa: lo spettatore si trova a sentirsi di troppo, quasi vergognandosi, mentre entra nelle vite di due essere umani la cui esistenza intera è stata dedicata al dolore e alla rabbia. 

Veniamo inoltre a conoscenza della formazione originale del duo Falco e Colomba – come l’italianizzazione dei due supereroi vuole – composta da Hank e suo fratello Don. Solo alla morte – incredibilmente tragica, ma realizzata con una sequenza più che commovente, direi ilare (veramente fatta male a mio avviso) – Dawn raccoglie il testimone del fratello di colui che diverrà il suo amante e partner. 

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Vi sono inoltre soluzioni narrative vincenti in Hank e Dawn: ogni evento che va a comporre il vissuto dei due è di fatto immediato e d’impatto, nonostante qualche soluzione un pò forzata, come la morte contemporanea di Don e della madre di Dawn a seguito di un incidente stradale. Come accennato prima, la sequenza è costruita in digitale, male, ma talmente male che non può che scapparti un sorriso (lo so, sono una persona orribile).

In fin dei conti, però, la storia dei due vigilanti è coerente, toccante e molto umana, raggiungendo il suo climax nella prima missione, punitiva, dei due, e nel successivo momento di grande intimità.

È innegabile come Hank and Dawn sia un episodio definibile come “stonato” nella sinfonia della prima stagione di Titans, ma non è per questo da buttar via. Tutt’altro.

Giunti al termine, vi do appuntamento a sabato con Mew Mew, Amiche Vincenti! Alla prossima, Shadow!

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