Un trio tutto al femminile per Yorgos Lathimos: Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz.

La Favorita è un film candidato a ben 9 oscar – Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attrice Protagonista, Miglior Sceneggiatura originale, Miglior Scenografia, Miglior Fotografia, Miglior Attrice non protagonista, Migliori Costumi, Miglior montaggio – e è ambientato durante la guerra tra Francia e Inghilterra. Ci sono due schieramenti: da un lato abbiamo Sarah Churchill – interpretata da Rachel Weisz che ha ricevuto la candidatura per Miglior attrice non protagonista – personalità molto vicina alla regina, tanto da influenzarla continuamente, che vuole continuare la guerra, aumentando le tasse, per chiedere in futuro maggiori benefici nel trattato di pace; dall’altro Robert Harley (Nicholas Hoult, famoso per aver interpretato Bestia degli X-Men) che vorrebbe chiedere immediatamente la pace, in quanto non è giusto pesare così tanto sulle vite dei sudditi.

La Favorita

Il regista vuole denunciare la condizione della donna con un’ironia particolare. Vuole mostrare quanto fosse difficile per una donna essere in un mondo che la vede solamente come oggetto di desiderio, violenze e umiliazioni.
Per farlo, ha scelto tre protagoniste che hanno tutte le ragioni per essere spietate e disoneste – anche con chi mostra loro un briciolo d’amore.

La Favorita

Non vorrei raccontarvi più di quanto abbia già fatto, ma spenderei qualche parola sulla Regina AnnaOlivia Colman. Anna è una creatura fragile, segnata da moltissime perdite – basti pensare ai suoi diciassette conigli – che adora essere amata e desiderata. Un bisogno che la porterà a distruggere molte di quelle cose che ha, a fatica, costruito.
Era un personaggio difficile e molto intenso, ma Olivia Colman ha saputo renderlo in maniera stupenda.

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Lo stesso, per quanto mi pianga il cuore dirlo, non vale per Emma Stone. Ho rivisto nella sua Abigal troppo della Mia di La la land.
Ormai la rimpiango dai tempi di Birdman.

Tecnicamente, in particolar modo a livello di riprese, Lathimos è un regista molto particolare.
La cinepresa crea spazi claustrofobici e compressi, caratterizzati da moltissimi mezzi busti e dettagli, soprattutto sullo sguardo.
Coerente con i suoi precedenti lavori, Lathimos rimane affezionato a questo tipo di linguaggio che, però, poco si adatta a La Favorita. Spesso erano talmente “fuori scala” rispetto alla narrazione che bloccavano l’immedesimazione del personaggio.

Per quanto non sia concorde con la critica – che ha adorato questa ironia così tendente al volgare, come <<A me piace la sua lingua nel mio buco>> citata dalla Regina stessa – credo che questo film si meriti alcuni riconoscimenti come Miglior Attrice Protagonista per Olivia Colman e, se si vuol proprio premiare questo particolare tipo di linguaggio, anche Miglior Fotografia. Non penso che sia giusto premiare un film simile per Miglior Sceneggiatura o Miglior Film.
Vedremo cosa avrà in serbo per noi l‘Academy quest’anno.

A presto con la recensione di BlackKklasman!

Poison El

Poison El

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