DC’s Legends of Tomorrow – Season 2

DC’s Legends of Tomorrow – Season 2

Febbraio 28, 2019 1 Di Shadow

Bentrovati a tutti i nostri appassionati fan! Oggi tocca alla recensione della seconda stagione di DC’s Legends of Tomorrow, seconda stagione dello spin-off presente nell’Arrowverse della serie madre, Arrow per l’appunto. 

Andata in onda in prima tv il 13 ottobre 2016, complessivamente contiene 17 episodi, con l’ultimo trasmesso il 4 aprile 2017, è prodotta dalla The CW. 

Passiamo ora alla trama: reduci della vittoria contro Vandal Savage, avendo messo fine all’operato dei Signori del Tempo, vediamo le Leggende del Domani – così vuole la traduzione italiana – intente a fermare i piani di vecchie conoscenze, desiderose di mettere le mani su un potentissimo artefatto in grado di alterare la realtà: la Lancia del Destino. Il gruppo di super-cattivi sarà la famosissima Legion of Doom, composta da Eobard Thawne (l’Anti-Flash), Malcolm Merlyn, Damien Darhk: contro di essi la squadra di eroi non avrà per nulla vita facile!Sfortunatamente Rip Hunter, capitano della squadra, è disperso in un’epoca non identificata. Ma non tutto è perduto: difatti la squadra potrà contare sull’aiuto di due nuovi membri, a partire da Vixen, membro della Justice Society of America e e lo storico Nathan “Nate” Heywood, conosciuto ai più come Steel. 

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Questa seconda stagione poteva essere un grandissimo azzardo, dopo l’altalenante e non esaltante finale della prima run televisiva. Contro ogni pronostico è stata un successo sotto tutti i fronti; conoscendo la casa produttrice e comparandola con le seconde stagioni di The Flash e Arrow, non ci si poteva aspettare nulla di meno. La necessità di inserire due nuovi membri per il team si è fatta sentire assolutamente: alla fine della scorsa stagione abbiamo subito una grande perdita e un abbandono per la squadra. Hawkgirl, dopo aver perso definitivamente Hawkman ha deciso di lasciare alle spalle la sua vita da eroina, per dedicarsi completamente alla sua vita personale. Ma il vero vuoto lo ha lasciato Leonard Snart, aka Captain Cold – credo il mio personaggio preferito – che, con un atto eroico, si è sacrificato per il bene di tutti. 

Alcune delle puntate sono costruite ad hoc, risultano esaltanti e scorrevoli per lo spettatore, tutte accumunate da un filo conduttore ben evidente durante il corso di tutti gli episodi. Al contempo stesso, ogni singolo personaggio ha ricevuto lo spazio che si meritava ed è stato esplorato dagli autori: partendo dalla figlia di Stein, ai mille dubbi che attanagliano Sarah, la storia fra Amaya e Nate per finire ai problemi di Rori – senza Snart non è più lo stesso e si è ampiamente visto. 

Grande presenza è fata anche alle continue citazioni e ai continui rimandi all’universo fumettistico della DC: dalla Justice Society of America, all’inserimento di Jonah Hex, passando per la reintroduzione di Vixen. Un paio di strizzate d’occhio ai nerd di tutto il mondo mi sono piaciute particolarmente, arrivando a dedicare episodi a due mostri sacri della scrittura del mondo sopracitato: partendo da George Lucas che rinuncia alla regia, mettendo a rischio il futuro di Star Wars e Indiana Jones, e la puntata in cui J.R.R. Tolkien aiuta le leggende ad individuare la tomba di Sir Gawain, riconoscendo il ruolo di filologo e linguista al professore, e citando continuamente le battute del Signore degli Anelli.

Inizialmente, la scelta dei villain mi aveva fatto storcere il naso ma Berlanti, Guggenheim e Kreisberg sono riusciti a convincermi fino in fondo. Ognuno dei tre cattivi ha bisogno della Lancia, un’occasione di riscatto necessaria per redimere un presente da eterni sconfitti. Tutti e tre sono abbastanza fastidiosi da creare all’istante quell’odio necessario a rendere un villain credibile.

Bene, anche oggi siamo giunti alla fine della recensione. E voi la avete già vista la seconda stagione? Come vi è parsa? Ci tengo a sentire i pareri di tutti! Un abbraccio, Shadow!