Come ogni mercoledì sono qui a parlare di eroi, questi eroi erano a Verona a manifestare per l’amore indiscriminato e incondizionato, questi eroi erano tutte quelle persone che hanno detto la loro e lo hanno fatto per la libertà. No, ovviamente non sto parlando di quel movimento che si nasconde dietro la parola famiglia senza nemmeno sapere cosa sia o cosa sta dicendo, sto parlando di tutti gli altri, quelli che erano lì davvero per il diritto all’amore, un diritto per tutti e non solo per alcuni.

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Parlare di argomenti così attuali e complessi non è mai facile, sopratutto quando ti toccano da vicino, perché chi meglio di me può parlare di famiglia? Ho fondato The Nerd’s Family perché volevo ( e voglio) che sia quel luogo dove ognuno si sente come in casa, come in famiglia. Credo fortemente che la famiglia è quel qualcosa (passatemi il termine) che è il nostro rifugio, la nostra pedana di partenza, la nostra tettoia quando piove e la nostra coperta contro il vento gelido. È, banalmente, quel luogo dove regna l’amore a priore di tutto: provenienza, genere, orientamento sessuale e politico.

In centinaia hanno fatto articoli/post sulla questione famiglia in questi giorni e penso si siano dette veramente tante cose giuste che non possono essere riportate qui  vista la mole, ma ci tengo a riproporvi il pensiero di tre membri della The Nerd’s Family:

<<Popper distingueva due tipi di società: quelle “aperte” e quelle “chiuse”.
Quelle “aperte” sono le democrazie, sono ambienti “liberi”.
Quelle “chiuse” sono le società autoritarie, di cui la paura è la componente fondamentale. 
Vedendo in piazza quelle persone, vedendo quel gadget di gomma di dubbio gusto, mi sono ricordata le parole di Popper e della sua paura. 
Paura che una società libera in cui tutti possano scegliere chi amare debba trasformarsi in qualcosa di inumano e privo di empatia.

“Le persone hanno paura delle persone diverse da loro” dice Lito al Pride di San Paolo in Sense 8.

No, non è una cosa che posso concepire. Non è una cosa che posso accettare.
L’amore è amore, senza distinzione di razza o sesso – e etichette.
Io credo in questo. Io mi batto per questo.

Love is Love. 
#nientedaodiare >>

-Poison El

 

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<<  #NienteDaOdiare

Sono sempre stata favorevole alle adozioni da parte di coppie omosessuali o da parte di single. L’importante dovrebbe essere l’amore, la felicità che si può offrire a quel bambino.
Nel 2019 mi sembra quasi assurdo dover scrivere queste parole, perché nella mia testa è un fatto totalmente normale.

Due mamme, due papà, una mamma e un papà, una mamma o un papà single… Davvero questo per qualcuno rappresenta un problema?

Per celebrare l’amore, oggi una bellissima foto di Kurt e Blaine (che, ricordiamo, alla fine sono anche riusciti ad avere un figlio grazie a Rachel, che ha fatto da madre surrogata 😉#LoveIsLove >>

– Eleven’s Eggo 

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<< #NienteDaOdiare

Sì, perché non c’è nulla di male in due papà o due mamme nel crescere un figlio.

Non c’è nulla di male in una mamma o un papà single a crescere un figlio.

Che male c’è, per una donna musulmana, nello sposare un caucasico?

Perché non si dovrebbe amare un figlio con disabilità?

Credo che i veri malati qui siamo coloro che vanno contro tutto ciò che di più bello c’è nel mondo. A tutte le coppie omosessuali che non ricorrono alla maternità surrogata, ma che decidono di adottare il proprio figlio in orfanotrofio, cosa dovremmo dire? Lasciate quei bambini a soffrire? E se invece con il loro amore potrebbero salvarli dalle grinfie di famiglie “normali”, ma che in realtà si rivelano essere delle carogne? Cosa ha una mamma single in più di un padre single?

È ora di svegliarsi! Vivete e lasciate vivere! >>

– Shadow

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Cosa potrei dire di più? Mi verrebbero in mente solo cose cattive da dire a coloro che manifestavano in piazza a favore del Family Day. Avrei delle domande per queste persone, ma voi chi vi credete di essere? Vi nascondete dietro alle frasi: “Sono i miei diritti” oppure “E chi pensa ai bambini?” Pensate di avere la verità in mano perché l’avete letta su un libro fantasy vecchio di 2000 anni? Siete antropologi o sociologi che possono stipulare una lista del tipo di famiglie in base alla società? Siete forse nostalgici del pater familias? Siete medici che posso dire che l’omosessualità sia una malattia? Da dove viene tutta questa vostra conoscenza, da Dio stesso forse?

Sinceramente, anche se fosse una divinità a dirvi tutte queste, io me ne frego e se fossi in voi mi guarderei bene allo specchio prima di poter dire: questo sì può fare o quello no.  Ognuno di noi cerchi un po’ di sana coerenza in se stesso e la smetta di fare lo stronzo solo perché qualcuno non  è come noi.

Ora scusate, ma devo andare a specchiami.

 

 

Simone Brambilla

 

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