Dopo An Obol for Charon, è il turno di Saint of Imperfection.

 

Settimana scorsa abbiamo temuto per l’incolumità di Saru,una scena particolarmente drammatica e colma di pathos, strutturata in maniera davvero molto professionale da parte di Doug Jonese Sonequa Martin-Green.  Tutto quello che si sapeva sui Kelpiani è una menzogna, una bugia imbastita dai Baul – la razza dominante su Kaminar – per salvaguardare la propria sopravvivenza. Difatti, dopo che Saru ha perso i suoi gangli, è sopravvissuto, scoprendo così che quel ciclo vitale non è la fine della vita, ma un nuovo inizio.

Michael Burhman, mentre sta superando la non-morte dell’amico, deve superare anche il presunto decesso di Tilly. Non abbiamo la certezza che sia morta, ma al contrario la certezza del maldestro tentativo di inserire un’altra componente drammatica nell’arco narrativo.

Insomma, non è troppo presto? Questo è pathos sprecato.

Uno dei personaggi più interessanti di questa stagione è sicuramente Philippa Georgiou, interpretata da Michelle Yeoh, che ora lavora come agente della Sezione 31. Anche lei è alla ricerca di Spock, ma comprende la necessità che lo trovi prima Micheal.

A volte ritornano

Quest’impressione di non saper più come imbastire la narrazione è confermata anche dalla decisione di far tornare stabile Ash Tyler sulla Discovery, il cui arco narrativo era in realtà finito con la prima stagione. Interessante, certo, la scelta di creare un personaggio umano ma Klingon. Un’altra certezza che abbiamo, però, è che Shazad Latif è ancora sotto contratto come membro fisso del cast. Mi pare opportuno sfruttarlo a questo punto, no?

Fastidioso è anche il ritorno di Hugh Culber, una delle vittime della prima stagione, ucciso proprio da Ash Tyler. La sua relazione con Stamets ha ottime basi solide per poter continuare, solo… vogliamo dare tempo a chi è tornato dal mondo dei morti di riprendersi?!

Sarebbe bello aver potuto indagare di più sulla sua condizione, sul fatto che il suo corpo è stato completamente creato da nuove cellule. Insomma, possiamo indagare sul suo spaesamento e la sua alienazione? No, dopotutto perché?

Tiriamo le somme di Saint of Imperfection

La trama prosegue in maniera lineare, nonostante i tentativi degli sceneggiatori di creare nuove trame e nuovi intrecci per rendere il tutto più interessante. Troppa carne al fuoco, però, stanca e rischia di diventare ridondante e piena di vicoli ciechi. Come la relazione tra Ash e Michael, che in realtà aveva avuto la sua conclusione nella prima stagione.

 

-Poison El

Poison El

[Proofreader e Editor. Digital Content Creator. Blogger. Artist. Traveller. Aspirant Writer.]

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