Niente cazzate, niente scherzi, niente limiti. Si va dritti al punto. Quando chiami un episodio “Marry, Fuck, Kill”, stai avvertendo il pubblico che le cose stanno per diventare reali e questo non può lamentarsi se ciò che vedrà sarà leggermente forte. 

Dove sono le gioie per i nostri protagonisti?

Viene elargito un importante monito sin dall’inizio: chiunque abbia a che fare con Margot, lo fa a suo rischio e pericolo. L’Alto Re – o meglio regina – di Fillory non riesce a concepire chiunque cerchi di ostacolare il salvataggio di Eliot ed è disposta a mettere in gioco la sua vita per salvare i suoi amici. Credo che sia abbastanza chiaro…

Passiamo ora alla trama, dato che è successo il finimondo. Josh ha contratto la licantropia; Quentin ha problemi con la madre, dopo la morte del padre e rabbia repressa, che lo sta portando all’esaurimento; Eliot, come ben sappiamo, ha “problemi di mostri”, se così si possono definire. Alice deve fare i conti con la storia; Penny non riesce a dichiararsi a Julia, mentre quest’ultima ha serie difficoltà con il suo lato divino. Ciò che mi stupisce di volta in volta è la peculiarità e la leggerezza con la quale episodi di un’ora riescano a trattare e risolvere problemi di questo calibro. Interessante è l’inserimento di tematiche importanti, quali il consenso durante l’atto sessuale, oppure le tanto temute malattie sessualmente trasmissibili.  

Josh e… la licantropia?

Povero, povero Josh. Ha contratto la licantropia dalla professoressa di criptozoologia (ironicamente) senza esserne prima avvisato (un preservativo avrebbe aiutato in questo? Non lo sapremo mai) e se ne va con un a STD (sexual transmitted disease) permanente, che lo rende un lupo mannaro con istinti omicidi. Vi sarebbero stati miliardi di modi per trattare questo tipo di argomento, ma ancora una volta i produttori hanno deciso di utilizzare una miscela di dramma, umorismo e verità, tratto distintivo della serie. 

Il fatto che sia disposto a chiudersi in una gabbia e a uccidere se stesso piuttosto che ferire chiunque da al personaggio quella sferzata di serietà che in passato è decisamente mancata. Poteva cedere agli istinti e uccidere chiunque, ma la morale (apparentemente uscita negli ultimi 3 episodi dopo ben 3 stagioni) ha prevalso, portandolo a non voler ferire nessuno. Più umano di così si muore. 

Margot, la vera Protagonista

Margot è stata la vera rivoluzione: un tempo non le importava nulla se non di sé stessa, di Eliot, della prossima festa alla quale avrebbe partecipato e qualsiasi divertimento potesse avere in quel momento. Ora si batte affinché le persone a cui si è affezionata non corrano rischi, Anche se questo dovesse portarla a sacrificare la sua stessa vita. Ed è qui che esce uno dei messaggi più belli dal mio punto di vista: non sei tu a doverti piegare alla vita, ma essa alla tua volontà. 

Il momento nel quale entra nella gabbia con Josh è qualcosa di magico: decidere di soddisfare le pulsioni del ragazzo purché non ammazzi qualcuno è veramente encomiabile. Mi ha stupito la reazione alla domanda

“È occasionale, giusto?”

In questo contesto lei riesce a sorprendere ancora di più, asserendo che, se lui volesse, potrebbe divenire una situazione permanente. 

Se nello scorso episodio avevamo visto una Margot inferocita per quanto riguarda Elliot, oggi notiamo che la speranza ormai va scemando, arrivando addirittura quasi ad arrendersi: che la situazione di Josh abbia destabilizzato la nostra regina dal cuore di ghiaccio? Lo scopriremo. Fatto sta che una cosa non è cambiata: Margot non ha minimamente intenzione di perdere qualcuno senza lottare. 

Alice e un aiutante inaspettato

C’è chi pensava che Alice avrebbe avuto una piccola pausa, dopo aver rinunciato alla possibilità di scappare dalla Biblioteca. Sfortuna vuole che sia stata beccata da Christopher Plover (la Bestia della prima stagione, rimembrate?) e portata nel nascondiglio presente all’interno della struttura. Che finalmente scopriremo come è giunto fin lì?

Questo è sicuramente un buon momento per approfondire i pensieri di Alice, tutto ciò che ha fatto di sbagliato (fra cui distruggere le chiavi che sarebbero servite al ristoro della magia) e sul concetto generale di redenzione. 

Plover, come ben sappiamo, è un mostro e spera che vedrà i suoi errori come un modo per ottenere il perdono: non si rende conto che la ragazza, in questo momento, si sta odiando con tutta sé stessa. “Pensi che quello che hai fatto e quello che sei sono la stessa cosa. Quando non combaciano, ti odi.”

In questi frangenti scopre che la vita di Quentin è in pericolo, e sappiamo che Alice non accetterà questo destino per colui che considera ancora il migliore amico: cosa farà per salvarlo? 

Quentin, la morte e il Mostro

Passiamo ora a un personaggio che ha tirato fuori il meglio di sé: Quentin. Gli sono capitate una cosa dietro l’altra e ora deve pure affrontare la morte di suo padre, con una buona dose di rabbia che prova nei confronti della madre e con tutto il dolore che prova a fare da baby-sitter a un mostro che si è impossessato del suo migliore amico. Non gliene va bene una… 

“Perché tua madre ha un potere così strano su di te?” gli domanda un ingenuo Mostro, quesito che ogni bravo terapeuta pone al paziente.

La madre di Quentin sappiamo teme lui rompa sempre tutto: a quanto pare è questa la verità. Rompe gli oggetti, i legami con le persone che gli stanno attorno, etc… insomma: mai una gioia. 

“A volte penso che lei abbia ragione. Le cose, intorno a me, si spezzano.” Vedete? È proprio uno sfigato cronico sto povero ragazzo….

Bene: siamo giunti alla fine anche questa volta. Non mi dilungo a parlare di altri personaggi, in maniera tale che chi non ha ancora visto l’episodio abbia il piacere della scoperta. 

Detto questo, vi mando un saluto enorme, corredato da un abbraccio! Shadow!

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