Evoluzione di un’eroina

Evoluzione di un’eroina

Maggio 20, 2019 0 Di Stregatto

Era il 1993, e usciva in libreria Guilty Pleasures (Nodo di Sangue per il pubblico italiano), di Laurell K. Hamilton. Avrebbe potuto essere l’ennesimo libro di cui perdere le tracce nella miriade di opere su vampiri e affini, ma così non è stato.
A distanza di oltre vent’anni, è uscito il ventiseiesimo capitolo della saga, Serpentine, e l’universo tinteggiato dalla Hamilton è diventato un fumetto edito da Marvel.
Alla sua prima apparizione su pagina, Anita Blake era una risvegliante di professione, cacciatrice di vampiri nel tempo libero. Le sue giornate scorrevano placide tra uno zombie risvegliato perché chiarisse le sue ultime volontà e una battuta di caccia paletto alla mano. Anita si muoveva con la grazia di un elefante tra vampiri e licantropi, sacerdotesse voodoo e zombie, sempre pronta a liti del tutto irragionevoli e prese di posizione ai limiti dell’assurdo. Una Buffy cinica e inflessibile, che aveva ben chiari i confini tra umano e mostro.
Andando avanti con gli anni e con i romanzi, che la Hamilton ha pubblicato con l’incredibile media di uno all’anno, la rigidità di Anita si è affievolita gradualmente, man mano che la risvegliante si addentrava in quel mondo soprannaturale straniante e affascinante, e ne conosceva da vicino gli attori. I paletti morali di Anita si sono allentati di libro in libro, permettendole di lasciarsi andare a relazioni per lei impensabili e inducendola a mettere in dubbio il concetto stesso di mostro.
Con Anita è cambiato anche il tono della narrazione: laddove inizialmente tutto girava attorno alle sue attività di risvegliante, cacciatrice e consulente della squadra speciale della polizia, in equilibrio tra le tinte cupe dell’horror e l’elemento investigativo, a un certo punto il focus si è orientato sempre più sulla sfera privata della risvegliante, alle prese con una vita sessuale sorprendente e con un nuovo potere, che la spaventa e le attira nemici in continuazione. Con il passare degli anni, Anita è diventata parte integrante di quel mondo oscuro e sotterraneo -letteralmente, c’è addirittura un intero romanzo ambientato in un sotterraneo-, e ne è addirittura uno dei cardini.
Il lettore, che inizialmente arrivava addirittura a provare fastidio per le assurde prese di posizione di Anita, è stato catturato sempre più dalla sua crescente incertezza, che l’ha resa più umana, e ha imparato ad amarla. L’unico fastidio, adesso, è dover aspettare che esca il prossimo capitolo.

 

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