La quarta e penultima stagione di The Magicians è finita. Siete pronti a rivivere le avventure dei nostri eroi?

Gli Inizi

L’adattamento di Syfy dei romanzi fantasy di “The Magicians”, scritti da Lev Grossman, esce dagli schemi per questa quarta stagione, risultando più accattivante e affascinante delle prime tre. Nonostante si stiano esaurendo tutte le trame principali dell’opera originale, la nuova avventura riprende la narrazione precedente, essendo al contempo stesso una rivendicazione e un sollievo per i fan di lunga data dello show. 

Si riprende direttamente dopo il cliffhangher, in cui la ricerca per ripristinare la magia ha avuto successo. Purtroppo ora è strettamente razionata dalla Biblioteca, che decide quanta farne girare contemporaneamente. Inoltre il Decano Fogg (Rick Worthy) ha salvato con successo le vite dei suoi ex studenti, mediante un incantesimo associabile ai programmi di protezione dei testimoni, non solo dalla Biblioteca, ma anche dal Mostro che si è impossessato del corpo di Eliot. 

L’unico problema dell’incantesimo è che ognuno si sia dimenticato la propria reale identità. 

I primi tre episodi propongono allo spettatore una rapida panoramica riguardante i nostri eroi intenti a fronteggiare la loro crisi di identità. La prima che realmente si accorge di essere una persona differente è Kady. Chi lo avrebbe mai detto? Io non di certo. Anche se è un rompicapo del tutto coinvolgente – implicante una spiegazione razionale sul come queste nuove identità siano state concepite, ammiccando ai romanzi sopracitati – è altresì inquietante osservare i nostri protagonisti spogliati della loro solita chimica, come i soprannomi, la stenografia e soprattuto le accattivanti battute che da sempre li hanno contraddistinti. 

Eliot e il Mostro

Un tuffo al cuore credo lo abbiano avuto tutti vedendo il Mostro prendere le sembianze di Eliot (Hale Appleman), il cui reale ruolo è del tutto sconosciuto in questo nuovo ordine mondiale. 

Mentre gli attori hanno dimostrato di essere capaci di accettare qualsiasi sfida, dai momenti musicali all’apprendimento del linguaggio dei segni, Appleman come uno dei nemici della stagione è una vera e propria rivelazione. Attraverso sottili cambiamenti di tono ed espressione diventa piano piano il Mostro che indossa gli abiti di Eliot: ciò rende le sue azioni ancora più inquietanti mentre costringe Quentin – che nel frattempo ha assunto l’identità di un professore appassionato di libri di nome Brian – a essere il suo compagno di giochi. Tuttavia, lo spettacolo tenta anche di dare al Mostro una certa dimensione, aggiungendo un retroscena di abbandono e possibile abuso. Aggiungendo il suo comportamento infantile e il desiderio intenso di un amico, comincia a formarsi un’immagine di solitudine e disperazione.

La Psiche

Mentre nel caso del Mostro siamo giunti a un pericolo estremo, la stagione esplora i lati oscuri di altri personaggi, fra cui proprio coloro che dovrebbero essere gli eroi. Spesso compiono scelte difficili, che a volte non si rivelano essere quale giuste. A esempio nel terzo episodio, Kady fa una scelta destinata ad avere ripercussioni disastrose a livello di trama, ma le sue azioni la rendono solo più indicata per quel momento.

La Morte di Quentin

Eliot finalmente è stato liberato dal Mostro, rimanendo però ferito. Margo (Summer Bishil) accorre subito in soccorso, assicurandosi che venga curato il prima possibile. 

Con l’ampolla contente l’anima delle divinità malvagie (ebbene anche la sorella del Mostro era stata liberata, entrando in Julia) Penny, Alice e Q decidono di recarsi nel mondo degli specchi per confinare definitivamente questi esseri. Nel frattempo arriva Everett, capo della Biblioteca, intenzionato ad acquisire sempre più potere. Per prevenire che si impossessi della seconda ampolla, Quentin decide di eseguire una magia, cosa che è severamente vietata, causando conseguenze disastrose. Penny 23 riesce in tempo a fuggire assieme ad Alice, la quale si dimena disperata per la dipartita del ritrovato amore. Avete capito bene: Q, protagonista originale, muore. 

Negli Inferi si riunisce a Penny 40: capisce di essere morto. In questo momento con un grandissimo atto di orgoglio chiede all’amico se ha compiuto un qualcosa di coraggioso per salvare coloro che gli stanno a cuore o se si è suicidato. Come si fa a non volergli bene. 

In risposta alla deprimente domanda appena postogli, Penny porta Quentin sulla Terra per osservare Margo, Eliot, Julia, Josh, Alice e Kady intenti a celebrare un memoriale. Ognuno ha portato un oggetto che ricorda Quentin e lo deposita nel fuoco. Dalla corona di Alto Re di Fillory a uno dei suoi libri preferiti, per finire con una pesca, gettata da Eliot. L’intera scena è ambientata con i vari personaggi che intonano “Take on Me”. Quentin piange mentre osserva quanto sinceramente i suoi amici lo piangano, intonando tutti assieme “Take On Me”. Non vi nascondo che ero letteralmente in lacrime durante questo momento.

La Magia Viene dal Dolore

Dopo il memoriale vediamo finalmente cosa ha portato Julia per il falò: un mazzo di carte da gioco. Proprio quelle che Q era solito utilizzare per compiere giochi di magia. Da sola, la ragazza lancia le carte: prima che queste colpiscano le fiamme, si fermano a mezz’aria ed esplodono in un turbinio perfetto. Come molti si ricorderanno, questo è stato l’esatto momento in cui il nostro ex protagonista ha scoperto di avere dentro di essere speciale, proprio nella premiere. La magia viene dal dolore. Julia sta soffrendo e la sua magia è finalmente tornata.

Siamo giunti sin qui, dopo un lungo cammino colmo di sofferenza. Scrivere questo articolo mi è costato tanto, avendo ogni istante il groppo in gola per la perdita di un personaggio così complesso, ma al contempo stesso così semplice. Credo mancherà a tutti. 

Confermata per la quinta stagione, staremo a vedere come la vita dei nostri eroi proseguirà e quali minacce li attenderanno. 

Un saluto, Shadow.

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