– Recensione a cura di Simona Robotti –

 

Scrivere la critica di uno spettacolo così particolare per la messa in scena è sempre molto complicato.

Partiamo dal testo: Betrayal di Harold Pinter venne rappresentato per la prima volta nel 1978 al Royal National Theater di Londra. È un’opera in nove scene discronologiche (ossia che non seguono il normale scorrere del tempo) e narra la storia di Robert, sposato con Emma da anni e che da questa viene tradita con Jerry, miglior amico di Robert.
L’ultima messa in scena si è tenuta a Londra all’Harold Pinter Theater per la regia di Jamie Lloyd, considerato dagli inglesi regista prodigio del teatro minimal, a partire dal 5 marzo 2019 sino all’8 giugno 2019 e ha visti protagonisti Charlie Cox nella parte principale di Jerry, Zawe Ashton in quella di Emma e Tom Hiddleston nei panni di Robert.
La resa è assolutamente minimalista, con un palco spoglio di ogni suppellettile o mobile. Presenti solo alcune sedie e un tavolo per una delle ultime scene. Il tutto illuminato da un piazzato di luce bianca.. Il palco ruota in senso orario o antiorario probabilmente a significare il trascorrere del tempo a al passato o al futuro.
Charlie Cox è bravo a rendere il personaggio di Jerry, il suo modo quasi insicuro e delicato di vivere la sua storia con Emma alle spalle di Robert. Tuttavia manca parecchio di tecnica recitativa, cosa alla quale supplisce con lo stupore alle accuse di Robert.
Zawe Ashton sembra parecchio spaesata, in realtà, nel rappresentare l’amore forte per due uomini e quasi fredda. Di certo la meno “in parte”. Discutibile e poco compresa dagli umori del pubblico la scelta, forse registica di recitare a piedi nudi.
Tom Hiddleston è forse il più navigato, con i suoi 21 anni di esperienza recitativa. Tuttavia pecca spesso di eccessivo utilizzo di tecnica a scapito del calore del personaggio. Tuttavia rende benissimo il dolore del tradimento riuscendo a piangere veramente in scena, cosa che ormai pochissimi interpreti teatrali sanno fare.
Da segnalare una scena in particolare, quella definita “del prosciutto e melone” dove viene resa a in modo esilarante da Hiddleston e da Cox la rabbia al tavolo di un ristorante italiano.
Io amo moltissimo il minimal nelle scenografie. Diciamo che purtroppo il testo di Pinter, già scarno di suo, probabilmente non si presta molto a questo tipo di messa in scena pur essendo una rappresentazione che è stata molto amata dai critici inglesi che considerano Pinter, da noi praticamente semi sconosciuto, quasi come un monumento nazionale. Enorme comunque l’impegno degli attori che reggono un’ora e mezza di uno spettacolo con un testo pesante e riescono comunque, complice qualche buona trovata registica, a renderlo il più delle volte godibile.

Voto:6.5

Simona Robotti

Poison El

[Proofreader e Editor. Digital Content Creator. Blogger. Artist. Traveller. Aspirant Writer.]

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