Shameless – 3ª Season

Shameless – 3ª Season

Agosto 9, 2019 0 Di Shadow

Bentrovati a tutti!

Una continuità eccezionale

Come affermato nell’articolo precedente, anche questa stagione ha confermato e proseguito il percorso già tracciato dalla seconda. Abbiamo una netta evoluzione dei personaggi e delle loro storie, capace di creare una narrazione pulita e ben strutturata. La vicenda che pareva essere il filo conduttore, Frank che denuncia i figli ai servizi sociali, non è altro che un ingranaggio di un ben più oliato e complesso meccanismo. 

Chi è il protagonista? Frank….

Ancora una volta si ha la sensazione di aver visto veramente tutto: ogni personaggio ha avuto il proprio spazio all’interno della storia principale, creando così svariate sotto trame. No, non storielle messe lì come tappabuchi, ma vere e proprie storie importanti, costellate da avvenimenti uno più interessante dell’altro. Questo getta le basi per una domanda fondamentale: chi diamine è il vero protagonista di Shameless? Forse Frank, con la sua vita da barbone per scelta e le sue quantomeno assurde vicende legate al breve periodo passato in politica. O forse no? 

….. Fiona, o gli altri?

Magari è Fiona, con i mille tentativi per trovare un lavoro stabile, in modo da poter diventare la vera “madre” per i propri fratelli, ormai sempre più allo sbando. Che ne dite di Jimmy? Nah. Forse Lip, con il proprio tentativo di trovare un equilibrio tra la sua brillante mente e il contesto familiare disastrato? Stesso discorso per Ian, nonostante l’amore per Mickey trova la necessità di andarsene da un ambiente in cui la sua libertà è limitata. Trova una sola via d’uscita, e non sarà certamente legale: vedremo cosa succederà al povero rosso Gallagher. 

Potrei continuare per ore e ore: la storia di Sheila non è da meno (credo sia quella che mi ha toccato maggiormente), Veronica e Kevin fanno scintille e Carl ha la sua buona fetta di avventure tragicomiche. 

Momenti veri

Ciò che sorprende è che la quantità di avvenimenti e dettagli presentati è sempre ben strutturata: nessuna delle storie dei vari personaggi risulta fuori posto rispetto alla principale e l’apparente caos si rivela una vera forza in termini di sviluppo narrativo e forza logica. 

La serie è per definizione esagerata e finora il suo realismo è rimasto confinato quasi esclusivamente nella componente psicologica: succedono cose assurde che si riflettono in sentimenti e riflessioni che sentiamo essere autentici.

Il finale

Nella season finale accadono una serie di vicende che possiamo ricollegare alla realtà, risultando plausibili. Frank riesce a mostrare un minimo di affetto paterno verso il figlio che mai prima d’ora aveva sbandierato, ma al contempo stesso perde il suo status di invincibile. Lo vediamo quindi all’ospedale, dove vomita due litri di sangue. Qui gli viene diagnosticata una terribile malattia: la cirrosi epatica. Se non dovesse smettere di bere immediatamente e non cominciasse a darsi una regolata, finirebbe per lasciarci la pelle. Solitamente papà Gallagher è una specie di cartone animato, al quale accade di tutto, ma è sempre pronto a rimettersi in piedi. Ora no: lo vediamo sotto una luce umana, arrivando persino a provare compassione per chi non la merita. 

Fiona in ospedale piange per il padre riconoscendolo implicitamente come genitore. Qui lo spettatore subisce una botta di realtà non indifferente, passando dalla pura comedy al drama.

Non solo Frank

Lip inizia davvero a pensare a un futuro accademico fuori da quella bolla di degrado che è il suo quartiere. Ian, che quel passo verso l’esterno lo compie sul serio. E Fiona, sia per quanto appena detto nei confronti di Frank, sia in quelli di Jimmy: è una ragazza che lascia in segreteria qualche messaggio infuocato e poi decide che è ora di andare oltre. La dura realtà si presenta anche per Jimmy: abituati ai siparietti col sicario presagivano una situazione pericolosa, ma al contempo stesso comica, ora si concretizza. Portato sulla barca del suocero mafioso, sparisce sul serio: niente simpatia, niente faccette simpatiche, scompare tra le mani della malavita. L’unica cosa che rimane di lui? Una busta piena di soldi all’amata che mai saprà la verità. Per ora.

Conclusioni

Come abbiamo potuto vedere, si torna sempre al punto di partenza: dopo un’altra stagione all’insegna dell’eccesso, gli autori hanno ideato un finale in cui la realtà prende il sopravvento. Sicuramente la serie non abbandonerà lo stile trash che da subito l’ha contraddistinta rispetto dalle altre, portandoci ancora quelle follie insensate che ce l’hanno fatta amare sin da subito. L’inserimento di personaggi in contesti reali, dove gli alcolizzati muoiono di cirrosi, i mafiosi fanno sparire la gente e i lavori danno veri stipendi accompagnati da vera noia, conferisce uno spessore a queste figure apparentemente sopra le righe, ma allo stesso tempo così concrete. Qui sta l’inaspettato sviluppo: i personaggi divengono persone. E non venite a dirmi che non è così. 

Bene, siamo giunti alla fine. Come avete trovato questa terza stagione? Fatemelo sapere! Un saluto, Shadow!