Mindhunter 2 – La psicologia dei killer seriali

Mindhunter 2 – La psicologia dei killer seriali

Settembre 5, 2019 0 Di Eleven's Eggo

Il 16 agosto 2019 è stata pubblicata su Netflix Mindhunter 2, che ci conduce alla scoperta delle menti dei serial killer.

Se vi siete persi la recensione della prima stagione potete recuperarla qui, ma se non avete ancora visto le nuove puntate, ho un piccolo avviso per voi: attenzione agli spoiler!

Trama

Avevamo lasciato il nostro giovane agente Holden Ford (Jonathan Groff) in una situazione spiacevole. Dopo un incontro estremamente ravvicinato con il serial killer Ed Kemper (Cameron Britton), Holden è vittima di un attacco di panico e abbiamo seriamente paura che la sua carriera all’interno dell’FBI sia stata compromessa.

Per fortuna, con l’aiuto del collega Bill Tench (Holt McCallany) e di Wendy Carr (Anna Torv), Holden torna in carreggiata e lo studio del profilo dell’assassino seriale può ricominciare con nuove interviste.

In Mindhunter 2, però, seguiamo principalmente due filoni.

Gli omicidi di Atlanta

Holden, in viaggio ad Atlanta, viene a conoscenza della serie di delitti e rapimenti che stanno avvenendo nei quartieri neri a danno di svariati bambini. La polizia del posto non si sta interessando ai fatti, così, dopo svariati tentativi, il caso viene affidato all’FBI.

È stato un filone molto interessante, anche se mi ha lasciata particolarmente frustrata. Per quale motivo? Beh, questi omicidi, realmente accaduti tra il 1979 e il 1981, non sono mai stati del tutto risolti. Un caso irrisolto lascia sempre l’amaro in bocca, soprattutto quando ci sono di mezzo bambini indifesi.

A ogni modo, Holden e Bill fanno del loro meglio per catturarne l’artefice, concludendo il caso con l’arresto di Wayne Williams (Christopher Livingston), che però è stato accusato di 23 omicidi su 30.

Brian Tench

Il figlio di Bill, il piccolo Brian (Zachary Scott Ross) di soli sei anni, si trova coinvolto in un orribile e straziante omicidio. Dei ragazzi più grandi con cui giocava hanno ucciso un bimbo di due anni e Brian ha proposto di legarlo a una croce. L’intento, a detta della madre Nancy Tench (Stacey Roca), era quello di riportarlo in vita. Brian, però, non parla.

È un bambino taciturno, a tratti inquietante. Di lui sappiamo solo che è stato adottato. Svilupperà un profilo criminale? Lo scopriremo nei prossimi episodi. In ogni caso, spero davvero che approfondiscano questa parte della storia, che per me risulta molto interessante.

In conclusione

Mindhunter 2 mi è senza alcun dubbio piaciuto molto, ma non supera la prima stagione. La sostanziale differenza sta nell’analisi delle psicologie criminali, aspetto predominante per tutta la prima stagione, concentrata sulla messa a punto di un profilo del serial killer. Queste nuove puntate, pur portando avanti il filone delle interviste ai criminali, lo relega in secondo piano, lasciando ampio spazio alla risoluzione dei crimini di Atlanta.

A mio parere questa è stata l’unica pecca, in quanto le interviste agli assassini erano una parte molto intrigante e fungevano da elemento distintivo per la serie.

Una delle parti più interessanti, per me, è stata appunto quella dedicata a Charles Manson, qui interpretato da Damon Harriman.

In ultimo, vorrei sottolineare l’importanza di un altro personaggio, che compare sporadicamente, ma che credo acquisirà rilevanza nelle prossime stagioni. Sto parlando di quell’uomo coi baffi, che ci viene mostrato mentre osserva foto di ragazze nude e legate e che pratica l’auto-soffocamento legandosi una corda intorno al collo.

Che sia il famigerato BTK Killer? La somiglianza tra l’attore Sonny Valicenti e l’assassino Dannis Rader sono abbastanza evidenti, ma non ci resta che aspettare la prossima stagione per vedere i futuri sviluppi!

Io, per ora, sono molto curiosa di come continuerà! Voi che ne pensate? Fatecelo sapere in un commento e venite a trovarci su Facebook e Instagram!

– Eleven’s Eggo