Bentrovati a tutti! Oggi sono qui per recensirvi non una serie TV, bensì un film uscito da poco. Avete presente un pagliaccio che terrorizza una città intera? Un bimbo che gioca con una barchetta di carta sotto la pioggia scrosciante e indossa un impermeabile giallo? Credo che abbiate capito: sto parlando di It – Capitolo 2!

Film, miniserie TV o libro?

Come molte volte può accadere, paragonare libri e serie TV a film (e viceversa) non sempre porta qualcosa di buono. Che il libro, scritto da Stephen King, sia un capolavoro, questo è poco ma sicuro. Vi è da dire che la carta ha una libertà narrativa pressoché illimitata e differente rispetto a quella del cinema. Purtroppo i problemi che presenta questa pellicola non risiedono nelle differenze sostanziali, bensì in altro. Andiamo a scoprire insieme di cosa sto parlando!

La trama

Con la crescita dei nostri Loser preferiti, ci si aspettava un netto cambio di toni, arrivando a quei sensi di cupezza e maturità che da sempre hanno l’originale. Questo però non è accaduto, sfortunatamente. Chiunque sa che questa seconda parte narra le vicende della reunion dopo ben 27 anni dopo la sconfitta di Pennywise dei nostri protagonisti. Poco gradita dai protagonisti, poiché il pagliaccio non è stato realmente sconfitto: infatti è tornato a tormentare Derry. Riusciranno una volta per tutte a eliminare l’antagonista che li ha tormentati per tutta l’infanzia?

Grandi ritorni… o quasi

Si ha il ritorno di tutti (o quasi) in It – Capitolo 2, fatto di antitesi e noiosissimi flashback. Non solo: torniamo alle origini, dove i mostri che hanno evitato, ma mai affrontato, sono pronti a render loro la vita difficile. Lasciati in un tempo sospeso per anni, il passato è tornato a bussare alla porta ed è pronto a chiedere il conto. E chi meglio di Pennywise può incarnarli? Ritroviamo il cast di bambini, tra cui Mike di Stranger Things, Finn Wolfhard, nei panni di Richie. 

Causa scatenante

Il film parte con Adrian Mellon (interpretato da Xavier Dolan) preso di mira da parte di un gruppo di omofobi. Brutalmente picchiato di fronte agli occhi del fidanzato, viene gettato nel fiume sottostante. Il compagno, a sua volta, si tuffa nel tentativo di salvarlo: a complicare il tutto comprare Pennywise, che in una rapida azione ferisce mortalmente il giovane. Da qui si passa a Mike Hanlon (Isaiah Mustafa, Lucian in Shadowhunters) che inizia a chiamare a raccolta tutti i membri del gruppo dei Perdenti, fuggiti dalla città per dimenticare. Una cicatrice sulla loro mano, incisa da Billy all’epoca, non permette loro di dire no. Il nemico è tornato ancora una volta, più forte che mai, e va sconfitto, definitivamente. 

Profonde riflessioni

Il romanzo di King è uno dei pilastri della letteratura contemporanea, l’orrore della formazione, il rimosso che ritorna. Questo lavoro si sofferma su ciò che realmente la figura del clown rappresenta: il Male. Quello con la M maiuscola. L’essenza pura.  

Per questo l’incipit mostra una scena di omofobia in tutta la sua furia: questo permette di dare una risposta a tutti coloro che si chiedono dove può insinuarsi e nascondersi l’odio nella società moderna. Non vi è altra risposta che l’odio per tutto quello che è diverso. Dove è presente, vi è il male. Quando compare quest’ultimo, Pennywise si manifesta. 

Tutto ritorna

La riflessione su questo argomento, però, viene abbandonata immediatamente, a favore di un sipario che coinvolge Bill (James McAvoy), ormai adulto. Egli, divenuto scrittore di successo, deve riscrivere il finale di un libro, per il film da cui è tratto. A nessuno è piaciuto, men che meno a sua moglie. A un tratto arriva la telefonata di Mike a stravolgere la tranquilla vita che si è costruito con tanta fatica. 

Da qui partono una serie di sviluppi paralleli che mettono in mostra l’evoluzione dei piccoli protagonisti del primo film. Bev (Jessica Chastain) è una donna maltratta da suo marito, proprio come suo padre fece all’epoca. Rich (Bill Harder), comico di successo, ma con un segreto che scopriremo verso la fine. E così via. Tutti hanno un peso che portano dentro di loro, pronti ad affrontarlo nuovamente ventisette anni dopo: ritornerà spezzando le loro nuove vite, legate al traumatico passato dal quale sono fuggiti.

Conclusioni

Il film di per sé non è male, ha i suoi alti e bassi. Quello che però mi sento di affermare è che un capolavoro come It non può assolutamente essere rovinato dall’eccessiva comicità presente. Ebbene si: ogni scena ricca di suspance e terrore è rovinata da battute fuori luogo, intente forse a smorzare leggermente la situazione. Questo provoca l’effetto contrario: elimina totalmente l’effetto della scena desiderata, mandando al diavolo la definizione di horror, genere nel quale il film è inserito. Sono molti i momenti delicati, commoventi, che mostrano come il gruppo, in fondo, non si è distaccato da quell’infanzia ormai così lontana e perduta. 

Se dovessi dare un voto, più del 7.5/10 non darei. A mio avviso la sufficienza se l’è meritata tutta. La recitazione è molto buona da parte di tutto il cast, nonché gli effetti sono strabilianti. Bill Skarsgård si riconferma ancora una volta un attore a tutto tondo, capace di regalare performance recitative di altissimo livello!

Non voglio dilungarmi più di tanto, così da non cadere in spoiler troppo grandi a livello di trama. Chi di voi ha già visto il film? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere! Un caloroso incubo, il vostro Shadow!

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