In corsa per gli Oscar: The Irishman

Febbraio 5, 2020 0 Di Poison El

Martin Scorzese ha chiamato a raccolta i suoi migliori premi Oscar per rendere al meglio questa pellicola: Robert De Niro nei panni di Frank, Al Pacino in quelli di Hoffa e Pesci come Russell.

Tutto inizia che Russell e Frank devono andare a un matrimonio, ma prima devono risolvere alcune situazioni molto delicate tra Hoffa e Tony Salerno, un altro mafioso, di tutt’altro stampo che i nostri protagonisti. Il viaggio di Russel, Hoffa e Frank attraversa gli Stati Uniti e la Storia Americana – come l’elezione di Kennedy.

Frank Sheeran è un veterano della Seconda Guerra Mondiale e un autista di camion. La sua vita procede tranquilla, quando il mezzo che sta guidando si ferma e un uomo lo aiuta a tornare in pista. Lui non lo sa, ma è Russell Bufalino, boss della mafia di Philadelphia, che lo vede subito come un importante tassello nella sua rete di affari.
Le famiglie di Frank e Russell legano: un rapporto che va al di là del business. Russel è così fiero di Frank che lo presenta a Jimmy Hoffa, capo del sindacato dei camionisti. Insomma, un uomo che è più popolare di Elvis o dei Beatles. Hoffa è dinamico, pieno di iniziativa, vulcanico e geniale, ma soprattutto stratega e calcolatore. È così affascinante che nemmeno Frank rimane immune dal suo fascino e diventa il suo consigliere. Non solo, diventa il suo migliore amico.

“Come cazzo è iniziato tutto questo?”

La cinepresa segue i corridoi di una casa di riposo fino a stanare Frank, ormai anziano e su una sedia a rotelle che inizia il suo racconto come voce fuoricampo – proprio come l’altro irlandese in Quei Bravi Ragazzi – per spiegare a noi – e a se stesso – “come cazzo è iniziato tutto questo”.

C’era una volta in America, Il Padrino

In The Irishman c’è tanto anche di C’era una volta in America e de Il Padrino. Ci sono i temi cari a Scorzese, come colpa e redenzione, presenti in ogni personaggio che appare sullo schermo. Altre tematiche sono sicuramente la predestinazioni – dei mafiosi, “è così e basta”, “il fato vuole così” – l’hybris – di Hoffa, un’arroganza, una sopravvalutazione di se stessi – e la preveggenza – di Peggy, in questo caso, della figlia di Frank – e infine del tradimento.

Tra guerre di mafia, tra la Storia Americana, emerge questo gioiello candidato nelle seguenti candidature: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore non Protagonista, Miglior Costume, Miglior Fotografia, Miglior Montaggio, Miglior Effetti Speciali e Miglior Sceneggiatura non Originale.
Ha grandi avversari, ma The Irishman ha tutte le carte in regola per vincere moltissimi premi, tra cui Miglior Regia.

Non ci resta che attendere questa domenica. Manca pochissimo!

 

-Poison ξl