Nell’Erba Alta, il film di Netflix tratto da un racconto di Stephen King e il figlio Joe Hill.

Stephen King - Nell'erba alta

Becky (Laysla De Oliveira) e Cal Demuth (Avery Whitted) sono un coppia di fratelli in viaggio verso San Diego. Lei, incinta al sesto mese, non si sente bene ed è costretta a far fermare l’auto. I due si ritrovano sul limitare di un campo di erba alta più di due metri, vicino a una chiesa che sembra abbandonata ma davanti alla quale sono parcheggiate decine di macchine.

Un grido attira la loro attenzione: è Tobin un bambino che dice di essersi perso nell’erba con la famiglia diversi giorni prima e che nessuno di loro riesce a uscirne. Becky e Cal decidono quindi di inoltrarsi nel verde, ignari che potrebbe rivelarsi letale. Una volta entrati si renderanno colpo di non essere più in grado di tornare indietro e riunirsi.

Commento

I lettori di Stephen King rimarranno entusiasti, in quanto si accorgeranno che questo adattamento è molto fedele alla maggior parte degli elementi del racconto scritto dagli autori. Le atmosfere, soprattutto della prima parte del film, lasciano spazio all’incredulità, ma in realtà nella mente dei protagonisti l’emozione chiave è l’angoscia. E lo sconforto, certo. La negatività prende il sopravvento.

Stephen King - Nell'erba alta

Da queste premesse, un po’, ci ricorda le atmosfere di 1408, adattato al cinema nel 2007. Allo stesso modo in cui l’America rurale o comunque il mondo attorno “fagocita i suoi protagonisti”, la stessa erba alta fagocita le sue vittime, ricordando a tutti l’Overlook Hotel che si impadroniva dei suoi inquilini, conducendoli alla follia o rivoltandoli l’uno contro l’altro.

Nonostante questi elementi in comune, però, pian piano che la narrazione prosegue, ci si accorge che si stacca dal materiale originale. In realtà, se il libro è completamente di Stephen King e Hill, la sceneggiatura è anche di Natali, che porta la storia verso una direzione diversa e inedita. È senza dubbio necessaria questa scelta, perché il materiale di partenza forse è troppo scarno per i canonici 90 minuti di un film. Più ci si avvicina alla fine, più quel senso di smarrimento si perde e la tensione sciama via.

-Difetti

Eh sì, ci siamo. La nota dolente riguarda i personaggi, pieni di cliché abituali tipici degli horror. Patrick Wilson è bravo comunque a rivestire il ruolo del padre folle di Tobin, mostrandoci ancora una volta di essere adatto nella parte del villan. Il resto del cast però non spicca, annoia e nessuno del resto dei personaggi viene approfondito, impedendo così allo spettatore di empatizzare con loro e di preoccuparsi per il loro destino. Soprattutto, per quanto riguarda Becky.

A voi è piaciuto? Che ne pensate?

 

-Poison El

Poison El

[Proofreader e Editor. Digital Content Creator. Blogger. Artist. Traveller. Aspirant Writer.]

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