LUNA NERA: una serie non è un palco teatrale

LUNA NERA: una serie non è un palco teatrale

Febbraio 20, 2020 0 Di Poison El

Luna Nera, una serie con tanti e troppi problemi.

Prima serie italiana di genere fantasy che coinvolge anche Fandango ed è tratta dal libro Le città perdute di Tiziana Triana. Si concentra su uno dei periodi più bui della storia per le donne: il medioevo, con i suoi misteri, il fascino per la scienza, ma anche le sue paure, risalenti alla Caccia delle Streghe. Una persecuzione, un orrore, un terrore verso le donne e il sospetto che loro siano delle streghe, delle fattucchiere.  
In Luna Nera si avverte molto di questa “angoscia” e “paura”: sono sei episodi che ripropongono quel periodo storico, cercando di portare alla luce il male che è stato connesso. 

Un gruppo di streghe cerca di leggere di notte in un bosco i primi segni del futuro: un’eletta ben presto arriverà a salvarle, e quando in un giorno inaspettato la luna oscurerà il sole la profezia si avvererà. Intanto nel villaggio di Serra, Ade (Antonia Fotaras) e sua nonna lavorano presso una famiglia benestante e attendono che la padrona di casa partorisca, ma quando Ade si accorge che la creatura non vedrà luce, lei e sua nonna vengono apostrofate come streghe, e responsabili della morte avvenuta.

Messa al rogo sua nonna, Ade si trova sola e spaesata con il fratellino Valente di cui occuparsi. Aiutata da Pietro (Giorgio Belli), che cerca di tenere vivo il loro amore nonostante gli antipodi a cui si ritrovano. 

 

-Commento

Luna Nera ha tanti, tanti, tanti problemi. Prima di tutto la recitazione. Allora è una serie tv, non una scena teatrale!
Inoltre la storia d’amore tra Ade e Pietro è costruita davvero male: questi personaggi si sono visti due volte e quando lui le chiede di sposarla, lei risponde di no. Insomma, lui si arrabbia e decide di schierarsi dalla parte di suo padre nella caccia alle streghe. Quindi, se all’inizio voleva far valere la scienza contro i pregiudizi e la paura, alla fine decide che dare la caccia alle streghe è la cosa giusta. 

Una pessima serie, l’ennesima serie italiana. Almeno, belle le location.

-Poison El