Oggi abbiamo qui Belharza con il suo primo articolo a tema #Martedìgames dedicato a: Spore.

SPORE è un videogame lanciato dalla defunta Maxis nel 2008 questo gioco presentava delle caratteristiche uniche. Non è facile trovare un punto da cui cominciare a descriverlo, ma appena si apre il gioco compare un’enorme galassia in cui puoi scegliere un pianeta su questo menù. Dopo aver effettuato una scelta, la partita comincia con una cut-scene che mostra un piccolo asteroide schiantarsi su un territorio che inizia ad essere brulicante di vita. Ecco la prima delle cinque fasi del gioco, noi, in veste di piccola cellula, dobbiamo farci avanti nel pericoloso mondo del micro-ecosistema dove vice la regola del “mangia e non farti mangiare”. La nostra piccola cellula dovrà nuotare e competere con le altre cellule per racimolare più cibo, essenziale per la crescita e per sbloccare parti del corpo. È proprio questo il succo del gioco: evolversi e adattarsi. Ogni volta che riusciremo ad avere successo otterremmo dei punti DNA che ci permetteranno di modificare come vogliamo la nostra creatura, potremmo scegliere delle armi di difesa, cambiarle la dieta da vegetariana a carnivora, oppure renderla più veloce. Il gioco è a tratti rilassanti, sia per lo sfondo che per le musiche, a volte invece ci si ritrova in situazioni più adrenaliniche, quando per esempio ci si imbatte in cellule così grosse che non bastano neanche tre quarti di schermo del PC per contenerle e loro ti guardano con lo stesso sguardo con cui guardo un tarallo… inutile dire che cosa accadrà se tale creatura riesce a raggiungerci.

E vita fu!

Quando si accumulerà abbastanza DNA la nostra creatura inizierà a sviluppare un cervello e delle gambe (queste possono essere facoltative) ed a quel punto sarà pronta a uscire dall’acqua: questa è la fase Creatura, la fase più iconica del gioco, nonché, a mio avviso, la migliore. La nostra creatura si ritrova in un open world pieno di altre essere viventi, alcuni pacifici e altri decisamente poco amichevoli. Ma mano che si esplora si completano obiettivi e si scoprono zone che sbloccheranno altre parti del corpo, potremmo migliorare la nostra creatura ogni volta che vorremo, ma sempre se rientra nei nostri costi di DNA. È in questa situazione che emerge uno dei punti chiave del gioco, la potenza del suo editor ci permette di realizzare qualsiasi cosa che la nostra immaginazione e creatività ci permette di fare, per poi condividerlo con gli altri. Difatti il gioco pesca in maniera casuale da un grande server le varie creazioni della community, chiamato Sporepedia, per poi farcele trovare in gioco. Perciò in questo survival, poiché dobbiamo fare attenzione anche ai nostri bisogni fisici, possiamo imbatterci nelle creazioni di altri giocatori con cui è possibile interagire in maniera pacifica oppure no.

L’unione fa la forza

Quando la nostra creatura si sarà evoluta abbastanza sarà abbastanza intelligente da formare una civiltà: ecco la fase tribale. In base alle nostre scelte di comportamento, fin da quando eravamo cellule, abbiamo acquisito determinati bonus che daranno conseguenze per tutta la durata della partita. In questa fase l’editor è meno potente, limitato al solo vestiario delle nostre creazioni, ma ci permetterà di gestire un villaggio intero che spetterà a noi far crescere, popolarlo e soprattutto aiutarlo a interagire con gli altri popoli che si formeranno, sempre realizzati dagli altri giocatori. Ogni volta che interagiremo con un popolo, in maniera positiva o negativa, otterremo un pezzo di un totem: ne serviranno cinque per passare alla fase successiva.


Oggi città, domani impero.

Molto simile alla fase tribale, la fase civiltà utilizza l’intero pianeta come campo d’azione. Dovremo competere con le stesse creature che abbiamo realizzato, cercando di commerciare, creare alleanze oppure combattere con le altre città. In questa fase il nostro editor sarà focalizzato sugli edifici, i vestiti e i veicoli (gli unici il cui editor non è solo un fattore estetico). Ovviamente, gli edifici e i veicoli che incontreremo saranno realizzati dagli altri giocatori. In questo Risiko virtuale dovremmo gestire bene le nostre risorse e scegliere i giusti alleati per ottenere più città possibili: quando tutto il mondo sarà unificato sotto un’unica bandiera potremmo avanzare nell’ultima fase.


Spazio, ultima frontiera!

Nella fase spazio le nostre creature decideranno di costruire un’astronave e noi saremo i capitani di quella navicella. Proprio come nella serie Star Trek ci imbatteremo in varie razze aliene, sempre realizzate dagli altri giocatori, in quanto la galassia è praticamente sconfinata e impossibile da esplorare completamente. Ma a lungo andare, dopo aver stretto alleanze e potenziato la nostra navicella, il gioco diventa monotono ed è per questo che è stata aggiunta un’espansione chiamata Avventure Galattiche che aggiunge gadget tecnologici da dare al nostro personaggio e la possibilità di compiere missioni su certi pianeti. Delle vere e proprie missioni con tanto di trama!
Ovviamente anche questo è condivisibile attraverso la Sporepedia, ancora funzionante attualmente, mentre vi scrivo.
La saga Spore ha avuto buon successo, vantando giochi spin-off per Wii, Nintendo DS e anche un gioco unicamente online i cui server chiusero solo nel 2016, con l’acquisizione dell Maxis alla EA.
Tuttavia con il passare del tempo Spore è finito un po’ nell’ombra, ma se fosse stato lanciato al giorno d’oggi, sarebbe stato dimenticato così facilmente?
Nel 2008 la community online non era attiva come adesso, non c’erano streamer e non c’erano nemmeno la metà delle piattaforme che si usano oggi. Con un editor che ti permette di creare, plasmare e soprattutto condividere come non potrebbe focalizzare l’attenzione su di sé?
Spore ha preceduto giochi basati sulla personalizzazione come Minecraft o Mario Maker e quelli basati su un universo infinito come No Man Sky. È stato un precursore su certe meccaniche di gioco e a mio avviso è da considerarsi una pietra miliare video-ludica che non andrebbe dimenticata. In questo periodo di remake e ritorno ai giochi di un tempo, spero che qualcuno prenda in considerazione l’idea di svecchiare e rinnovare questo gioco per far tornare in auge un universo in cui la community resta ancora oggi attiva e che potrebbe allargarsi con le nuove generazioni.

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