Amici di The Nerd’s Family bentrovati! Oggi siamo qui per continuare il filone Miyazaki che sta caratterizzando queste nostre domeniche in quarantena: oggi parliamo di: Principessa Mononoke. Un film d’animazione del 1997 dello Studio Ghibli, diretto e progettato dal maestro Miyazaki.


Principessa Mononoke è una pellicola è abbastanza nota, anche perché è stata ridistribuita al cinema nel 2014 con un nuovo e tanto criticato doppiaggio. La recensione e l’analisi che vi apprestate a leggere è pensata anche per chi non ha mai visto il film. Infatti nella trama non farò spoiler e cercherò di limitarmi all’essenziale per garantire una lettura che possa invogliarvi a vedere il film, che potete trovare su Netflix.

Trama:

Siamo in Giappone medievale e una gigantesca creatura sta attaccando un villaggio di Emishi, dove vive il giovane principe Ashitaka. Per salvare la propria gente è costretto ad abbattere la creatura: un Dio-Cinghiale (Tatarigami), impazzito e trasformato in demone a causa di una palla di ferro che portava dentro al corpo. Ashitaka, durante lo scontro, viene ferito al braccio e infettato dal rancore del Dio-Cinghiale. Il giovane principe deciderà di consultare la sciamana del villaggio, che gli comunicherà che quella maledizione lo porterà alla morte. Deve quindi lasciare il villaggio per provare a cercare una cura verso ovest, luogo di provenienza del demone.

Durante il viaggio incontrerà Jiko, un monaco errante che gli confida che esiste un Dio della Foresta (Shishigami) con poteri sbalorditivi che potrebbe curarlo. Il principe decide quindi cercarlo, ma durante il suo viaggio s’imbatte in due uomini feriti. Questi provengono dalla Città di Ferro, così il giovane principe decide di recarsi lì per prestare loro soccorso. Qui farà la conoscenza della signora della città, Eccelsa Eboshi. La prosperità della città è merito suo, che l’amministra in modo egregio. Dà lavoro a uomini e donne, considerandole la vera risorsa della città. Questo è il motivo di scontro con gli spiriti della foresta. Ashitaka passa la giornata in città, ma durante la notte avviene un attacco da parte di San, una ragazza-lupo allevata dalla divinità Patrona Moro. Da qui i sentieri dei nostri personaggi si incroceranno e si scontreranno più volte, fino a portarli tutti davanti al Dio della Foresta.

Temi:

Principessa Mononoke riprende fortemente i temi presenti in Nausicaa della valle del vento, ma con una concezione diversa e molto più radicale. Per spiegare meglio il collegamento tra queste due pellicole citiamo Nostalgia Mazinga volume 2, edito da Tunué di Marco Pellittieri:

«Nausicaä presenta la tematica naturalistica come intrinsecamente positiva e costruttiva, mentre identifica il progresso e la tecnologia come negativi e distruttivi. Mononoke descrive tutto ciò utilizzando un linguaggio carico di sfumature. La natura e gli dei della foresta sono raffigurati come antichi e maestosi, ma anche disattenti, stizzosi e autodistruttivi. Eboshi appare inizialmente come un’amante della guerra e distruttrice della foresta, ma si rivela essere un capo illuminato che impiega gli emarginati (lebbrosi e prostitute) per guadagnare l’indipendenza dal potere feudale dell’Imperatore e dei samurai.»



L’analisi poi prosegue concentrandosi sui personaggi di Principessa Mononoke, in particolare sul rapporto trittico tra NausicaaSanAshitaka:

«Miyazaki scinde il personaggio di Nausicaä in due, rendendo San una Madre Terra spiritualmente collegata alla natura, che difende con passione, e dando ad Ashitaka il ruolo di pacificatore per evitare il conflitto imminente.»

 

Personaggi:

 

Ashitaka è il giovane Principe del popolo Emishi. Un personaggio positivo che ha come caratteristiche principali: saggezza e sensibilità fuori dal comune, è l’unico personaggio che tenta una via di mediazione tra le diverse fazioni. Come equipaggiamento possiede: un arco con frecce, una spada corta e una mantella che lo protegge da pioggia e dal sole. Cavalca il fido compagno Yakun, un grosso stambecco rosso.

 

 

 

 

San, detta ragazza-lupo, è una ragazza che fu gettata tra le zanne della Somma Moro, la quale invece di ucciderla la adotterà e le crescerà come una figlia. Lei odia profondamente gli umani poiché vede in loro il nemico principale della foresta e dei suoi abitanti. È equipaggiata con una pelliccia bianca, una maschera per coprire il suo volto umano e una lancia.

 

 

 

 

 

 

 

 


Eccelsa Eboshi è la Signora della Città del Ferro. Non è da considerarsi completamente malvagia, anche se il suo obbiettivo principale è sfruttare le risorse della foresta e uccidere il Dio della Foresta. Gira con un classico cappello da samurai e una lunga veste scura, come arma ha spesso con sé un archibugio costruito dai suoi migliori uomini, i lebbrosi.

 

 

 

 

 

 

Patrona Moro è la Dea-Lupa e madre adottiva di San. Nonostante sia una divinità non è immune dalle emozioni infatti nelle sue parole troviamo sia una profonda saggezza, ma soprattutto la disperazione e un infinito odio per gli umani, Eboshi in particolare.

 

 

 

 


Dio della Foresta
 con la capacità di togliere e dare la vita, ha due forme: Colui-che-cammina-nella-notte, un gigantesco spirito umanoide e Dio-Cervo della foresta.

 

 

 

 

 

 

 

Nume Okkoto è un altro Dio-Cinghiale albino, nonostante una grande saggezza per la sua specie, carica a testa bassa guidato dalla rabbia e dell’orgoglio.

 

 

 

 

 

 

 

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Dal vostro Nabbo è tutto, alla prossima!

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