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Il Priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon

Il Priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon ci apre le porte di un mondo straordinario.

Da quasi un millennio la casata Berethnet regna su Inys e, secondo la leggenda, veglia sul mondo intero. Finché una regina della dinastia siederà sul trono, infatti, il famigerato Senza Nome non farà ritorno.

Ma eventi inquietanti preannunciano tempi difficili: i wyrm, progenie del Senza Nome e dei suoi condottieri, i Grandi dell’Ovest, si stanno risvegliando e sono sempre più attivi. Il regno di Yscalin, storico alleato di Inys, ha rinnegato il credo delle Sette Virtù per dichiararsi Regno Draconico.

Priorato dell’albero delle arance

Sul trono di Inys siede Sabran Berethnet, regina testarda e molto poco incline ad assolvere il suo principale compito: portare avanti la stirpe sposandosi e mettendo al mondo una figlia. A vegliare su di lei c’è Ead Duryan, all’apparenza dama di compagnia, ma in realtà adepta del Priorato dell’albero delle arance. Il suo compito è proteggere la casata da qualsiasi minaccia.

Priorato dell'albero delle arance

A Oriente Tané non sogna altro che entrare nel clan Miduchi, i celebri e onorati cavalieri dei draghi che difendono Seiiki da ogni minaccia. Improvvisamente la sua strada incrocia quella di due occidentali che rischieranno di distruggere tutto quello per cui ha lavorato.

La minaccia che incombe sul mondo intero sarà sufficiente a riavvicinare Oriente e Occidente, dopo secoli di divisione e odio reciproco?

In questa immensa opera Samantha Shannon riesce a creare un mondo complesso ed estremamente ricco, con richiami molto accurati a mitologie di varie parti del mondo e radici profonde nella tradizione dell’epic fantasy ­­­– basti pensare al Senza Nome che emerge in una pioggia di fuoco dal Monte dei Lamenti.

Protagoniste assolute di questo libro sono le donne, che costituiscono la maggioranza delle voci narranti. Donne forti e determinate, a volte fin quasi all’ottusità, che sono però in grado di evolversi e maturare. Così evolve il personaggio della regina Sabran, inizialmente detestabile e inflessibile monarca, completamente imbevuta di precetti religiosi rigidissimi, che con l’andare del romanzo rivela un lato fragile e umano e addirittura un’impensata propensione a ragionare.

Così evolve Ead, che supera il suo disgusto per la corte e per l’eresia di Inys, così come l’avversione profonda verso la regina.

Commento

A confronto, i personaggi maschili un po’ sbiadiscono, finendo per rivelarsi degli aiutanti ­– a volte loro malgrado – che girano attorno alle figure principali.

Originalissima l’idea di porre la fonte della magia nei frutti di un albero, che a sua discrezione decide chi è degno di riceverla e chi no.

Un libro che, oltre ad essere ben strutturato e con una coerenza interna non comune, riesce a reinterpretare alcuni temi del fantasy classico – i draghi su tutti – in maniera davvero intrigante, trascinando il lettore in un universo dai colori e dai profumi esotici, in cui guardando con attenzione si possono trovare dei tocchi del nostro.

Buon viaggio!

 

Stregatto

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