Il romanzo della foresta di Ann Radcliffe: la recensione

Il romanzo della foresta di Ann Radcliffe: la recensione

Maggio 4, 2020 0 Di Yen the Sorceress

Quando si parla di gotico, i nomi che più spesso vengono in mente sono Walpole, Mary Shelley o Edgar Allan Poe.Ann Radcliffe A volte si dimentica un’autrice, vissuta nella seconda metà del Settecento, che è stata una delle prime a cimentarsi in questo genere: Ann Radcliffe.

A differenza di molte donne della sua epoca, pubblicò quasi sempre con il suo vero nome (solo alcune prime edizioni uscirono anonime), e la sua opera fu estremamente apprezzata dai contemporanei. In particolare Il romanzo della foresta, oggi meno noto di altri romanzi, come I misteri di Udolpho, ebbe grande fortuna. Questa fortuna si dovette proprio alle caratteristiche tipiche del gotico, che regalarono al pubblico nuove emozioni, il piacevole terrore della suspense e del mistero.

Il romanzo 

Il romanzo della foresta apparve nel 1791 e fu quello che sancì la fama di Ann Radcliffe, quello che divenne un Il romanzo della forestaimportante riferimento per i molti scrittori successivi del genere gotico. Presenta già in sé tutte le caratteristiche principali della scrittura di questa autrice. La storia infatti ha come protagonista una fanciulla, sola e senza amici, che viene salvata da una coppia di fuggitivi. Insieme si rifugeranno in un’abbazia abbandonata nel folto di una foresta, ma le trame di un nobile, proprietario di quelle terre, verso la giovane, interverranno ben presto a turbare l’apparente quiete del gruppo.

Proprio il personaggio della fanciulla in difficoltà, le ambientazioni tenebrose, diroccate e pervase da misteri e leggende più o meno reali sono alcuni dei tratti caratteristici del romanzo gotico, che ritroviamo evidentissimi in quest’opera della Radcliffe. La natura, maestosa e sublime, per usare il termine nell’accezione che ne dà Edmund Burke, che suscita sensazioni di timore, inquietudine ma anche ammirazione e spesso consonanza emotiva, è un altro elemento immancabile. Una natura all’apparenza avversa, ma che si trasforma in preziosa alleata se si riescono a superare i propri, spesso irrazionali, timori. Irrazionali perché nella Radcliffe, a differenza di altri autori del genere, il soprannaturale ha poco spazio. Per quanto possano manifestarsi eventi misteriosi, che servono per suscitare inquietudini e terrore, si giunge sempre a una spiegazione razionale, a volte fin troppo.

Peculiarità dell’opera di Ann Radcliffe

La scrittura della Radcliffe ha anche delle caratteristiche peculiari. Prima fra tutte la prosa, dai toni classicheggianti e vagamente aulici. Sebbene in un certo senso innalzino il genere, dall’altro rendono pesante la lettura di certi passi, con frasi elaborate e parti spesso ripetitive. Non trascurabile è anche la costruzione psicologica di alcuni personaggi. Nel Romanzo della foresta vediamo ad esempio un’evoluzione nel carattere della protagonista, per quanto non marcato come in un romanzo di formazione. La fanciulla resta sempre piuttosto aderente ai canoni ma non è un personaggio piatto. Così come non lo è il suo protettore, un uomo a tratti vile, meschino, ma spesso tormentato dal peso delle sue azioni e mai del tutto malvagio.

Per un’amante del gotico, questo romanzo è stato una bella scoperta, sebbene la narrazione tenda a essere troppo lenta in alcuni passaggi. Di certo darò alla Radcliffe altre possibilità, per esplorare qualche castello dimenticato o i misteri di qualche luogo sconosciuto.

 

Ann Radcliffe, Il romanzo della foresta, Elliot, Roma 2019, p. 415, 19,50 €

-Yen