Amici di The Nerd’s Family, ben ritrovati in questa domenica targata Miyazaki, oggi vi parlerò di: Si Alza il vento.

Un film d’animazione stupendo uscito nel 2013 per opera del grande maestro Miyazaki. Questa pellicola è ispirata al manga dello stesso autore, che ha sua volta è ispirata all’omonimo romanzo  Si alza il vento (1936/1937) di Tatsuo Hori. La storia narra della vita del famoso progettista di aeroplani:. Jirō Horikoshi. Costui è probabilmente uno dei volti più noti nella storia aeromodellistica nipponica, poiché fu l’ingegnere che progetto diversi caccia per la seconda guerra mondiale, tra cui il famosissimo:  Mitsubishi A6M Zero.

Trama:

La trama, seppur romanzata e fittizia, narra della vita di Jirō Horikoshi dal 1903 fino al 1982, attraversando tutto il processo di crescita del protagonista. Partendo dalla sua infanzia abbiamo un giovane Jirō che sogna di progettare dei meravigliosi aeroplani, nel mondo onirico incontra un grande figura storia: il progettista d’avanguardia italiano Giovanni Battista Caproni. In questo dialogo surreale l’italico ispira il giovane bambino giapponese, il quale anni dopo seguirà il suo sogno iscrivendosi all’università per diventare un ingegnere aeronautico.

Durante il viaggio in treno bordo incontra una ragazza di nome Nahoko. Durante il viaggio, un terremoto costringe il treno a fermarsi e semina distruzione tutto intorno e Jirō  aiuta Nahoko a soccorrere la domenica trasportandola alla casa di famiglia. Qui i due si separano, senza nemmeno presentarsi.

Passano gli anni e finiti gli studi, Jirō inizia a lavorare allo stabilimento della Mitsubishi. Qui viene assegnato a un team di progettazione che costruisce aerei in Giappone aerei su licenza della tedesca Junkers. I sogni e i dialoghi onirici con Caproni continuano per tutto il film. Nei quali i due progettisti ragionano sulla bellezza delle loro creature metalliche e dell’uso impietoso fatto dai propri stati.

Nel 1932 Jirō viene promosso a ingegnere capo per la progettazione del Mitsubishi 1MF10, nonostante sia un brillante ingegnere il progetto fallisce miseramente.  Decidi di ritirarsi in un luogo di pace, dove incontrerà due personaggi fondamentali: un tedesco Hans Castorp, critico del regime nazista e della politica guerrafondaia giapponese e di nuovo Nahoko. Jirō decide di chiederle di uscire, lei accetta ma prima deve confessarle che è malata di tubercolosi e non lo sposerà non sarà guarita.

I due novelli fidanzati sono felici, ma devono fare i conti con il peggioramento della malattia e con la caccia all’uomo per conto della polizia segreta che cerca Jirō. I due amati sono costretti a separarsi inizialmente, lui vive nascosto in casa del suo capo mentre lei  si reca in un sanatorio. Nahoko non riesce a stare lontano dal fidanzato, ritorna da lui. Non potendo vivere sotto lo stesso tetto se non da sposati i due organizzano un matrimonio tradizionale.

Finito il progetto segreto, Jirō parte per il collaudo del prototipo del  Mitsubishi A5M. Nahoko, rimasta sola in casa, sempre più debole a causa della malattia, decide di ritornare di nascosto al sanatorio per morirvi, lasciando delle lettere di addio. Nel frangente della morte della moglie Jirō sente una folata di vento, come un segno d’addio. Scoprirà della scomparsa di Nahoko più tardi, qui abbiamo ancora una volta un dialogo nel mondo dei sogni dove Caproni mostrerà a Jirō la moglie, che lo esorterà a vivere.

 

Temi:

In Si Alza il vento abbiamo già visto che il tema del volo e del vento sono tipici della produzione di Miyazaki, come in Porco Rosso ad esempio, ma qui siamo all’apice della sua poetica. La passione per il modellismo dell’autore si incontra con il suo spirito pacifista e con la sua coscienza nazionale giapponese, con particolare focus su come viene visto il periodo della seconda guerra mondiale. In una intervista sul progetto  Miyazaki afferma:

“Me incluso, una generazione di giapponesi che è cresciuta in un certo periodo ha dei sentimenti molto complessi a proposito della seconda guerra mondiale, e lo “Zero” simboleggia la nostra psiche collettiva. Il Giappone è sceso in guerra per cieca arroganza, ha causato problemi in tutta l’Asia orientale e infine si è distrutto da solo. […] Ma nonostante questa storia umiliante, lo Zero rappresentava una delle poche cose di cui noi giapponesi potevamo andare fieri. C’erano 322 caccia Zero allo scoppio della guerra. Erano una presenza veramente formidabile, così come i piloti che li guidavano. Fu il genio straordinario di Jirō Horikoshi, il progettista dello Zero, che lo rese l’aereo più avanzato del suo tempo.» Fonte.

Seppur questo film non sia tipico dello Studio Ghibli che tende più a puntare verso tematiche più adatte a tutte l’età, fu prodotto ugualmente. Questo doveva essere considerato l’ultimo film del maestro Miyazaki, ma fortunatamente non è stato così.

Accoglienza e premi:

Si alza il vento venne presentato in concorso alla 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. E fu un un vero e proprio successo, sia da parte della critica sia da parte del pubblico. A testimoniarlo sono i numerosi premi vinti quell’anno, tra cui:

  • 2014 – Premio Oscar
    • Candidatura come miglior film d’animazione
  • 2014 – Golden Globe
    • Candidatura come miglior film straniero
  • 2013 – Alliance of Women Film Journalists
    • Miglior film d’animazione
  • 2014 – Annie Award
    • Miglior sceneggiatura di un film d’animazione
    • Candidatura come miglior film d’animazione
    • Candidatura come miglior animazione dei personaggi in un film d’animazione
  • 2014 – Awards of the Japanese Academy
    • Miglior film d’animazione dell’anno
    • Miglior colonna sonora

 

Conclusioni:

Si alza il vento penso che sia una delle punte di diamante di Miyazaki, una pellicola impegnata che mostra un volto diverso del Giappone durante la seconda guerra mondiale e dei sogni di un uomo che voleva creare solo delle “cose belle”. Un film denso di romanticismo e dolore, animato con cura nei dettagliare gli elementi, in particolare gli aeroplani presenti. Si alza il vento è pura poesia di Miyazaki, uno slancio di pacifismo e amore.

Dal vostro Nabbo è tutto, alla prossima!

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