L’Abisso del Mito è il secondo libro scritto dall’autrice Veronica Todaro, ed è disponibile su Amazon.

Le vicende su Atlantide

La giovane Thalise è una scriba consacrata al tempio della Dea dell’Amore e della Guerra Ishtar. Vive ad Atlantide, assieme alla sorella Anilya. Il suo obiettivo è imparare a padroneggiare il fuoco, perché in lei e nei suoi compagni di studi scorre il sangue degli Antichi. Le sue giornate si susseguono tra preghiere e rituali offerti agli Dei, fino a quando un sogno sconvolge la sua quotidianità: l’acqua e il fuoco inghiottiranno Atlantide e niente di ciò che conosce sopravvivrà. Thalise è turbata da ciò che vede, e cerca di avvertire coloro che le stanno attorno della terribile minaccia. È davvero una premonizione? O è soltanto un sogno, come le continuano a ripetere la sorella e il Grande Sacerdote? Ma se è soltanto un sogno, perché a lei sembra così reale, così vivido?

Assieme alla sorella, viene affiancata dagli amici Atur, un accolito del tempio del Dio del Sole Shamash, e Kenae, giovane consacrato al Dio del Mare Enki. Dopo essersi intrufolati di nascosto nel Labirinto Sacro, troveranno un oggetto magico di grande importanza che finora era solo stato creduto una leggenda. Dal ritrovamento, prenderanno vita una serie di eventi che li porteranno a conoscenza di un’antica profezia di cui fa parte Namtar, il vecchio indovino di Atlantide.
Si troveranno così ad adempiere al loro compito, per aiutare la magia atlantidea a sfuggire all’oblio a cui sembra ormai condannata e assicurarle il nuovo inizio come dice la profezia.

 

L’autrice di L’Abisso del Mito

Veronica Todaro (27 novembre 1984), oltre alla sua attività di scrittrice, collabora in qualità di freelance con diverse case editrici francesi e come traduttrice editoriale con autori indipendenti francofoni.

Già autrice del romanzo fantasy Shamrock del 2015, pubblica in seguito L’Abisso del Mito nel 2019. 

L’abisso del mito è un romanzo fantasy autoconclusivo, in cui il mito di Atlantide e la sua storia si intrecciano con le leggende legate al ciclo arturiano.
I personaggi sono ben costruiti e caratterizzati. Le paure e le insicurezze della giovane età vengono analizzate con chiarezza attraverso i pensieri dei personaggi; pur dovendo affrontare un destino più grande di loro, si faranno forza per affrontare il futuro. Con lo scorrere delle pagine infatti, la loro determinazione gli rende giustizia pur essendo solo delle pedine nelle mani del destino.

L’autrice dipinge un’ambientazione vivida di Atlantide, della vita che scorre, senza incorrere in forzature e punti morti. La scrittura è fluida. Viene trattato il tema della menomazione con delicatezza attraverso il personaggio di Atur. Tema caro all’autrice, che lo definisce un “filo conduttore” dei suoi libri – pur non rappresentando la tematica centrale dei suoi scritti – per “dimostrare che la vita vale la pena di essere vissuta, anche se vista da una sedia a rotelle.”

-Saeturnus

Saeturnus

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