La quarantena ha permesso a molti di recuperare molte serie TV lasciate in sospeso, e chi sono io per non averlo fatto? Oggi vi porto la recensione della terza stagione di 9-1-1! Composta da ben 18 episodi (8 in più della prima) ha debuttato il 23 settembre 2019, per concludersi l’11 maggio 2020. Viene ufficialmente rinnovato il 13 aprile dello stesso anno per una quarta stagione!

Episodio dopo episodio, andremo a conoscere a fondo le storie che hanno portato i nostri eroi nella stazione 118. Vedremo di fatti le origini di Athena ed Eddie, che in due episodi spettacolari ci regalano scorci delle loro vite passare assieme alle scelte che li hanno portati dove ora sono. 

Un roallercoaster di emozioni nella terza stagione di 9-1-1

Nelle prime tre puntate, rimarrete senza fiato: uno tsunami si è abbattuto sul luna park situato sulla costa, spazzando via ogni cosa. Unico problema: Buck e Cristopher (figlio di Eddie) si trovavano proprio in quel luogo. Tra momenti pieni di tensione e angoscia, rimarremo senza fiato. Tutto però si risolve al meglio, con una scena finale del terzo episodio in cui non può che scendervi una lacrimuccia.

Fra alti e bassi i protagonisti usciranno sempre più forti e uniti: Hen e sua moglie adotteranno un altro bambino, Chimney e Maddie ne aspetteranno uno. Non solo: Michael dovrà combattere contro un tumore al cervello, cercando di non far pesare alla famiglia questo difficile periodo, mentre Athena e Bobby proveranno a far di tutto per lui. Buck, dopo un periodo buio dato dall’incidente in cui era rimasto coinvolto al termine della seconda stagione, torna a pieno regime in caserma. Toccante l’ultimo episodio, in cui abbiamo il tanto sperato ritorno di Abby: i due si diranno addio definitivamente, permettendo al nostro giovane di voltare pagina.

Vi sono stati momenti concitati, come l’episodio 14 (The Taking of Dispatch 9-1-1), mentre altri hanno regalato gioie inaspettate (Christmas Spirit). Come ci si poteva aspettare, il legame che si è andato a creare perdura al di fuori dell’ambito lavorativo, andando così a creare una famiglia allargata.

Il resto ve lo lascio scoprire da soli, non sarebbe corretto nei vostri confronti: se non l’avete ancora recuperata, allora fatelo, non ve ne pentirete! Per oggi è tutto, un saluto, Shadow!

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