Young Wallander – la prima stagione non è all’altezza delle aspettative

Young Wallander – la prima stagione non è all’altezza delle aspettative

Settembre 15, 2020 0 Di Saeturnus

L’autore svedese Henning Mankell (1948-2015) ha scritto 12 libri con Kurt Wallander, un ispettore di polizia a Ystad, dal 1991 a The Troubled Man nel 2011. Young Wallander è la nuova serie, uscita il 3 settembre, del gigante dello streaming Netflix.

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L’originale Kurt Wallander

Il primo caso di Wallander appare in una raccolta di racconti, The Pyramid (2008). La storia segue un Wallander di 21 anni, appena entrato nelle forze di polizia. La tenacia e l’intuizione che contraddistinguono il suo lavoro successivo sono in gioco qui quando rifiuta di accettare la morte di un vicino come un semplice caso di suicidio. La storia funge da precursore delle sue lotte per mantenere un equilibrio tra lavoro e vita privata, il suo rapporto teso con il padre pittore (che dipinge la stessa scena ben 7000 volte) e la sua ragazza Mona, che in seguito diventa sua moglie.

Quindi, se seguiamo la vera gioventù di Wallander, avrebbe 21 anni alla fine degli anni ’60 o all’inizio degli anni ’70.

Young Wallander – i primi sei episodi

Il poliziotto Kurt Wallander incappa in un crimine d’odio nel suo stesso quartiere. Mentre dà la caccia all’assassino, l’incidente alimenta la rabbia anti-immigrazione.

Young Wallander è inserito nel nostro presente, ma non se ne capisce il motivo, in quanto questa scelta non apporta nulla di più alla narrazione. Il punto forte dei romanzi di Mankell è la tenace determinazione e la scrupolosa meticolosità di Wallander. Scoprire la verità dietro orribili crimini è tanto il risultato della capacità di vedere le connessioni quanto la pazienza di scovarle.

Per quanto il giovane Adam Pålsson, che interpreta il giovane Kurt Wallander, sia molto bravo e composto, in vero stile swedish (è l’unico attore svedese della serie!), la sua interpretazione non aiuta un personaggio che non viene correttamente caratterizzato e la cui vita viene portata ai giorni nostri senza un vero motivo.

Se l’idea di fondo era di portare alla ribalta i problemi moderni del primo mondo, come il mistero di un crimine d’odio, non è riuscito bene l’intento.

New Trailer: 'Wallander' Is Getting a Prequel Series Called 'Young Wallander' | Anglophenia | BBC America

Un altro punto a sfavore – purtroppo – della serie è che appunto, Pålsson è l’unico attore veramente svedese del cast. È infatti delizioso sentire il suo accento svedese venire fuori nelle sue parole, anche se parla un ottimo inglese, ma è piuttosto decontestualizzante che tutti gli altri attori siano madrelingua inglese: siamo a Malmö o siamo a Londra?

In verità, siamo a Vilnius. La serie è stata girata nei dintorni della capitale Lituana. Un’altra piccola beffa.

Altre due cose fanno storcere il naso. Innanzitutto, la prima stagione conta sei episodi: troppo pochi per il tipo di narrazione che si è deciso di tenere. Inoltre, il giovane poliziotto sembra un deus ex machina in confronto ai suoi colleghi più anziani, il suo mentore Hemberg (Richard Dillane) e il suo capo Rask (Leanne Best).  

What if.. Young Wallander

Immaginiamo che lo spettacolo avesse ricreato la Malmö degli anni ’70, dove Wallander sarebbe stato un giovane poliziotto che si approccia al vero mondo investigativo. Immaginiamo di esplorare come quel tempo e luogo molto specifici abbiano plasmato il carattere di Wallander: sarebbe stato un caso in cui valeva veramente la pena approfondire.

La serie Netflix è prodotta da Yellow Bird UK, parte della società che ha dato il via all’intero boom del noir nordico nei primi anni 2000. Ci si aspettava che onorassero il vero spirito scandinavo, ma soprattutto il vero Kurt Wallander.

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