Benvenuti nel regno del terrore! Il 18 ottobre 2018 faceva il suo debutto su Netflix The Haunting of Hill House. Esattamente due anni dopo arriva sul piccolo schermo The Haunting of Bly Manor, basato su Il giro delle vite di Henry James. Bisogna fare una piccola precisazione: le due serie possono essere viste separatamente. La seconda non è in alcun modo il sequel della prima. Chi conosce American Horror Story o Black Mirror sa bene che ogni stagione ha una serie a sé stante, seppur legata da un filo conduttore, che presenta personaggi nuovi e inediti di volta in volta. 

Di cosa parla esattamente The Haunting of Bly Manor? 

Dani, giovane americana degli anni ’80 si trasferisce a Londra in cerca di fortuna. Qui viene assunta dal ricco zio di due orfanelli affinché possa prendersi cura di loro. L’uomo non vuole avere nulla a che fare con i nipoti, di cui ha ottenuto la custodia, così la governante viene spedita al Bly Manor, una villa di campagna situata nell’Essex, dove dovrà fare da balia ai piccoli Flora e Miles. La donna tuttavia inizia a vedere un uomo e una donna misteriosi aggirarsi intorno alla casa, ma nessun altro si accorge della loro presenza.

In Hill House il fulcro era composto da una famiglia, intesa nel senso stretto del termine, mentre in Bly Manor abbiamo una famiglia composta da sconosciuti. Ci appare chiaro che il produttore esecutivo vuole sottolineare che non vi debbono essere legami di sangue o qualsiasi altro legame di parentela: possiamo chiamare famiglia chiunque ci faccia stare bene, purché la si scelga da soli. Proprio come l’opera originale, non mancano momenti di tensione e confusione che creano spaesamento nello spettatore più che puro spavento. Questo disorientamento arriva al suo apice nell’episodio centrale, per giungere alla sua reale spiegazione solo nella season finale. 

Il cast è di tutto rispetto. Alcuni attori sono stati visti nella prima stagione, altre sono nuovissimi volti: Victoria Pedretti (Dani) e Oliver Jackson-Cohen (Peter Quint). Non solo: Henry Thomas (lo zio) e Kate Siegel. Fra le new entry abbiamo Amelia Eve, T’Nia Miller, Rahul Kohli e Tahirah Sharif (lo staff), così come i bambini Benjamin Evan Ainsworth e Amelie Bea Smith, entrambi in grado di rendere il 110% nel loro ruolo.

Nel complesso ho trovato The Haunting of Bly Manor fluente, senza forzature e inquietante al punto giusto da tenere incollato allo schermo lo spettatore. 

Voi avete l’avete già vista? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti o sulla nostra pagina FB! Per ora è tutto, un saluto, Shadow!

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