R. L. Stine ha rovinato la nostra infanzia, ammettiamolo. Dopo aver letto i suoi raconti nessuno è stato più lo stesso, faticando a dormire la notte. Non solo: gli episodi della serie TV erano talmente fatti bene che sembrava lo spettatore facesse parte del cast. Ebbene, oggi vi porto uno dei volumi che più di tutti mi ha colpito. È il ventiquattresimo libro della serie: sto parlando de Il fantasma del palcoscenico! La prima edizione del racconto esce nel 1994, mentre in Italia arriverà solamente due anni più tardi, nel 1996.

Trama de Il fantasma del palcoscenico

Brooke e il suo migliore amico Zeke, un ragazzo a cui piace molto spaventare la gente, ottengono ruoli da protagonisti in una recita scolastica, intitolata appunto Il Fantasma del Palcoscenico. Brooke interpreterà la figlia del proprietario del teatro e Zeke il fantasma. La professoressa Walker, l’organizzatrice della recita, racconta ai ragazzi che, secondo una leggenda, quel copione è maledetto. Quello spettacolo avrebbe dovuto venire messo in scena settantadue anni prima, in occasione dell’inaugurazione della scuola, ma prima della rappresentazione il ragazzo che avrebbe interpretato il fantasma era scomparso misteriosamente e nessuno lo aveva più trovato. Secondo la leggenda, da allora quel fantasma vive nella scuola e non avrebbe mai permesso a nessuno di inscenare quello spettacolo. La professoressa mostra anche ai ragazzi una botola sul palco con una piattaforma che sprofonda: nella recita il fantasma sarebbe dovuto scomparire ed apparire proprio attraverso quella botola.

Dopo le prove Brooke e Zeke si trattengono nell’auditorium per provare quella botola, per curiosità. La piattaforma però scende molto più in basso del previsto e i due ragazzi si ritrovano in un corridoio sotterraneo. Non hanno però il coraggio di esplorarlo e così ritornano sul palco. Qui incontrano un individuo dall’aria inquietante, che dice di essere Emile, il guardiano notturno della scuola. Il giorno dopo Brooke incontra un ragazzo nuovo nella sua classe, di nome Brian, che riesce ad entrare tra gli organizzatori della recita come pittore per i fondali. Da quel momento, qualcuno con addosso la maschera del fantasma inizia a giocare brutti scherzi agli organizzatori della recita, riuscendo sempre a spaventarli. Tutte le malefatte sono accompagnate dalla misteriosa scritta: 

“STATE ALLA LARGA DALLA MIA CASA DOLCE CASA”

Ogni volta il responsabile degli scherzi sembra essere Zeke, che però si dichiara sempre innocente. Brooke alla fine inizia a credergli ed i ragazzi sospettano che il responsabile di tutto sia Emile, il quale è in realtà un fantasma che infesta la scuola. La segretaria aveva infatti detto loro che non esisteva nessun guardiano notturno. Una sera Brooke, Zeke e Brian si introducono nella scuola per cercare di braccare il fantasma. Vengono però sorpresi dalla professoressa Walker, la quale scopre anche che qualcuno ha rovinato i fondali scrivendovi sopra con della vernice la solita frase. I tre finiscono quindi nei guai, soprattutto Zeke perché nel suo armadietto viene ritrovato un barattolo di vernice.

Decisi a dimostrare a tutti la presenza del fantasma, la sera successiva Brooke, Zeke e Brian si introducono di nuovo nell’auditorium e scendono nei sotterranei con la piattaforma. Questa volta percorrono il corridoio e in fondo vi trovano una normale stanza poveramente ammobiliata. Incontrano anche Emile, che ammette di essere stato il responsabile delle malefatte, ma afferma di non essere un fantasma. I ragazzi vengono poi soccorsi dal padre di Zeke e la situazione si chiarisce: Emile era solo un senzatetto che si era sistemato in quella stanza nei sotterranei della scuola e aveva cercato di mandare a monte lo spettacolo per tenere tutti lontani dalla sua casa.

Lo spettacolo va quindi in scena. Durante la recita Brooke però si accorge che sotto la maschera del fantasma non vi è Zeke, ma un’altra persona. Questi ad un tratto, senza seguire il copione, afferma davanti al pubblico di essere la persona scomparsa settantadue anni prima: all’epoca era caduto nella botola morendo e diventando un fantasma. Aveva poi atteso tutto quel tempo per poter finalmente comparire in scena ed esibirsi in quella parte che non aveva mai potuto fare. Poi, il misterioso individuo scompare per sempre attraverso la botola, tra gli applausi del pubblico. Tutti sono convinti che si tratti di una buona trovata di Zeke, il quale era invece stato messo ko prima della recita dal misterioso individuo.

Il giorno dopo Brooke trova nel suo armadietto un vecchio annuario scolastico e da una foto scopre che il ragazzo che era morto prima di interpretare la parte del fantasma settantadue anni prima era il suo amico Brian.

Differenze fra serie TV & libro

  • Nell’episodio è Tina che racconta la storia del fantasma, mentre nel libro è la signora Walker;
  • Nel primo i ragazzi sono seduti sul palcoscenico, mentre nel secondo nella platea;
  • L’annuario è tra le braccia di Zeke, il quale prima di andare in scena viene colpito in testa, mentre nel racconto Brooke lo trova nel suo armadietto. 

Devo ammettere che in tenera età questo è stato uno dei racconti più terrificanti che abbia mai letto, complice forse il fatto di aver visto il Fantasma dell’Opera. 

Anche per oggi è tutto! Avete apprezzato Il fantasma del palcoscenico da piccoli, o vi ha terrorizzati? E a voi, quale fra i racconti di R.L. Stine, ha impressionato maggiormente? Fatemelo sapere nei commenti! Un saluto, Shadow!

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