Grand Army è una serie creata da Katie Cappiello che ha debuttato il 16 ottobre 2020 su Netflix. 

La storia è incentrata su cinque ragazzi frequentanti la Grand Army, famoso liceo di Brooklyn. Con ben 9 episodi (1 in più dei soliti 8 a cui Netflix ci ha abituato) di 72 minuti! I protagonisti sono Joey Del Marco (Odessa A’zion), la cui storia è raccontata nella commedia teatrale Slut, scritta nel 2013 dalla stessa Katie Cappiello. È una ragazza moderna e senza freni, pronta a tutto pur di conquistarsi un posto da titolare nella squadra delle cheerleader, incosciente e sopra le righe. Pagherà a caro prezzo il suo desiderio di anticonformismo. È sicuramente dei personaggi più forti e impattanti della serie, non si potrà portarle rispetto per l’intera durata della serie.

Dominique (Odley Jean) è un altro diamante grezzo. Ragazza di colore, è una delle studentesse più brillanti della Grand Army, dovrà faticare il doppio delle sue compagne per ottenere ciò che desidera. Ha così tante responsabilità che quasi ne rimane soffocata: nonostante tutto è una giovane donna con grandi sogni ed un obiettivo ben preciso. È la protagonista di una delle migliori scene di Grand Army.

Jayson (Maliq Johnson) ed il suo amico Owen, sono due musicisti pieni di talento, la cui carriera scolastica verrà messa in un caso a repentaglio, nell’altro verrà interrotta per lungo tempo, a causa di una bravata e per una politica di tolleranza zero della scuola che non solo tende a punire le minoranze, ma si dimostra anche priva di ogni senso logico ed incapace di essere applicata con discrezionalità.

Sid (Amir Bageria) è un promettente atleta di origini indiane che cerca di entrare all’università di Harvard e nasconde un segreto che rischierà di mettere a repentaglio il suo futuro che si rivelerà infine la chiave per il suo successo, mentre Leila (Amalia Yoo), una ragazza nata in Cina e adottata da una coppia ebrea non praticante, è in piena crisi adolescenziale. È presa di mira dalle compagne aventi la stessa nazionalità, poiché non sa nemmeno parlare la sua lingua materna.

 

È uno show che tratta il tema dell’incertezza dei nostri tempi e di come ragazzi non pienamente sviluppati, ma nemmeno così piccoli da poter essere considerati completamente immuni da ogni responsabilità, cercano di navigare una vita che li attacca da ogni dove. Forte, cruda, realistica, dimostra come il mondo degli adolescenti possa diventare se a essi non si dà un freno. L’omertà che viene presentata è decisamente sconcertante e allarmante, quasi surreale. Riusciranno a trovare la normalità che tanto agognano?

Consigliata ai più, non troverete il solito teen drama, ma un qualcosa di diverso, pronto a farvi riflettere! Un saluto a tutti, Shadow!

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