Alla veneranda età di 86 anni e ben 10 anni dopo il suo ultimo film, Sofia Loren torna sul piccolo schermo. E lo fa magistralmente. Diretto da suo figlio Edoardo Ponti, è un adattamento dal romanzo di Roman Gary La vita davanti a sé. Un racconto sentimentale, ideato per Netflix, pone in risalto tutte le qualità che l’attrice ha sempre dimostrato. Ecco a voi: La vita davanti a sé (The Life Ahead)! L’adattamento è uscito sulla nota piattaforma il 13 novembre 2020. 

Trama

Bari. Madame Rosa è un’anziana donna sopravvissuta all’Olocausto che ospita bambini figli di prostitute. Su insistente richiesta da parte del suo fidato medico dottor Cohen, Rosa ospita Momo, un turbolento bambino, orfano e di origine senegalese. Inizialmente il loro è un rapporto piuttosto conflittuale, i due sono diversi per molteplici aspetti: una notevole differenza di età, due diverse etnie e religioni. Momo in città frequenta persone tutt’altro che affidabili, si troverà infatti molto presto a lavorare per uno spacciatore. Passano i mesi e tra Madame Rosa e Momo il rapporto cambia, la relazione turbolenta si trasforma in un’inaspettata e profonda amicizia: i due si affezionano l’uno all’altra, esprimendo un istinto protettivo reciproco e rendendosi conto di essere anime affini, legate da un destino comune che cambierà le loro vite per sempre.

Madame Rosa inizia però ad avvertire dei mancamenti che col passare del tempo si presentano sempre più frequentemente. Il dottor Cohen si rende conto che la mente della donna non è più lucida come prima e un ennesimo malore la conduce in ospedale. Momo capisce in questo momento quanto tenga a Madame Rosa, decide quindi di rompere ogni rapporto con i malviventi. Una sera si reca in ospedale e, di nascosto dal personale sanitario, riesce a portare con sé Madame Rosa: i due fanno ritorno a casa, nascondendosi nella cantina del palazzo, riuscendo così a sfuggire all’inevitabile visita dei carabinieri in cerca della donna scomparsa dall’ospedale.

Rosa alterna momenti di lucidità a momenti di assenza, finché il suo cuore cessa di battere e Momo viene sorpreso insieme al corpo senza vita della donna da una prostituta amica di Madame Rosa. Il giorno del funerale Momo si trova insieme ai conoscenti di madame Rosa attorno alla sua tomba, consapevole di aver perso un’amica che gli ha fatto trovare la vita.

In verità il ruolo della Loren non è così distante dallo spirito di madre coraggio, che la ha fatta divenire una vera e propria star negli anni ’60. L’unica differenza è che ora dovremmo definirla nonna coraggio, data l’avanzata età e il personaggio che interpreta. Non ci sono dubbi: dopo tutti questi anni, ha ancora un’incredibile presenza scenica! 

Non solo lei, ma tutto il cast ha reso possibile un capolavoro unico, che unisce diverse generazioni ed etnie. Il giovanissimo Ibrahima Gueye non impallidisce, anzi sostiene il ritmo incalzante per tutta la durata del film. Abbiamo anche diversi veterani come Renato Carpentieri e Babak Karimi, nonché Abril Zamora, già nota ai più per il suo ruolo in Vis a Vis.

Come lo definisce la stessa Loren, La vita davanti a sé è “Una storia di tolleranza, perdono e amore”. 

Che dire: difronte a un capolavoro simile, non si può avere nulla da eccepire. Possiamo definire questo film come una boccata d’aria fresca, pronto a distoglierci dalla complicata situazione che stiamo vivendo. Pronto a unire i fan nostalgici dell’attrice con una generazione giovane, che, forse, non ha mai visto suoi film. 

Con questo è tutto. Fatemi sapere cosa ne pensate se lo avete già visto o se pensate di guardarlo dopo aver letto questa recensione. Un saluto a tutti, Shadow!

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