La seconda stagione della serie televisiva American Horror Story, intitolata American Horror Story: Asylum. La serie è stata trasmessa in prima visione negli Stati Uniti d’America sul canale via cavo FX dal 17 ottobre 2012 al 23 gennaio 2013. Si svolge interamente – o quasi – all’interno del manicomio di Briarcliff. Una delle novità introdotte in questa seconda season è sicuramente la nuova sigla d’apertura (ideata da Kyle Cooper), volta a nuove tematiche horror.

Trama di American Horror Story: Asylum

Le vicende risalgono al 1964 – anche se di tanto in tanto troviamo degli sprazzi riconducibili ai giorni nostri. Il teatro delle vicende? Come già prima accennato è Briarcliff, istituto di igiene mentale gestito dal Monsignor Timothy Howard (Joseph Fiennes) e dalla spietata Sister Jude (Jessica Lange). Qui il Dr. Arthur Arden (James Cromwell) e il Dr. Oliver Thredson (Zachary Quinto), assistiti dalla indifesa e sensibile Sister Mary Eunice (Lily Rabe), praticano terapie poco ortodosse per sanare i pazienti, come l’elettroshock. Una struttura ricolma di drammi e segreti altrettanto spaventosi, dove la vita umana perde ogni tipo di valore. Le cattiverie e le angherie vengono fatte sotto il nome del signore e della benevolenza divina, in modo tale da poter cambiare l’essere umano. Questa situazione è però soggetta a cambiamento non appena Kit Walker (Evan Peters) accusato di essere il serial killer Bloodyface, viene portato proprio al manicomio.

Un’accozzaglia di elementi contrastanti

Parlando di coerenza narrativa, le prime puntate del serial peccano (similmente a ciò che accadeva nella scorsa stagione) nel voler inserire quanti più elementi disturbanti. Questi  risultano essere a volte diametralmente opposti tra loro (rapimenti alieni, esorcismi e crudeltà inumane), sono a volte fastidiosi e criptici, appesantendo così il ritmo. Un trash troppo marcato, un calderone composto da ingredienti diversi tutt’altro che compatto. Le linee narrative hanno in comune soltanto le 4 mura del sopracitato manicomio, sembrando, perlomeno all’apparenza, completamente slegate l’una dall’altra. Fortunatamente, le cose tendono a riprendersi considerevolmente con il passare degli episodi. Con l’approfondimento dei personaggi, la storia assume un connotato diverso, forse meno malsano ma altrettanto inquietante. Le basi vengono perciò gettate per la seconda parte di stagione, che appare molto più scorrevole, equilibrata e chiarificatrice.

Il cast di American Horror Story: Asylum

Oltre a Jessica Lange, Evan Peters che dona al suo Kit un aspetto molto giovane e sincero, seppur sia sempre presente un alone d’oscurità. Altri personaggi degni di nota sono Lana Winters (Sarah Paulson), che in questa seconda serie utilizza tutto il tormento interiore per conferirlo al suo personaggio. Sublime il dualismo di Mary Eunice, con una splendida performance di Lily Rabe, che finalmente riesce a mettersi a fuoco. Le musiche ricevono una menzione d’onore. Sono adatte alle svariate situazioni e per nulla invasive e la regia che fa risplendere le lugubri e insane ambientazioni. La scelta di ambientare una serie horror in un manicomio fa sempre effetto. Ultimo ma non meno importante è il brano Dominique, fastidioso e irriverente al punto giusto che ci accompagnerà dall’inizio fino agli ultimi momenti finali.

lily-rabe-american-horror-story-fx

Traendo le somme possiamo dire che, seppur con qualche difetto, è sicuramente una delle migliori sino a ora uscite. Non mancherà di ri-conquistare coloro che si sono lasciati catturare dalle malsane vicende di American Horror Story. Il suo essere auto conclusiva, accattiverà nuovi adepti da rinchiudere nelle tormentate vicende di Briarcliff, volenterosi di una serie che li soddisfi!

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: