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La Pietra delle Lacrime di Terry Goodkind – Review Party

La prima regola del Mago

Prima tappa del secondo #reviewparty organizzato dalla Mondadori de La Pietra delle Lacrime, il secondo volume della saga di Terry Goodkind, La spada della verità. 

La prima regola del mago

La Pietra delle Lacrime

Avevamo lasciato Kahlan e Richard vittoriosi, in quanto il nostro Cercatore aveva ingannato Darken Rahl con La Prima Regola del Mago. La visione di Shota si è avverata: Kahlan ha usato i suoi poteri contro Richard, ma l’amore del ragazzo ha superato anche la magia della Madre Depositaria. Loro si trovano dal Popolo del Fango e Richard vuole sposare Kahlan che non vede l’ora di stare sola con lui.

Nel frattempo, Zed, la bambina a cui era stata affidata la scatola, Rachel, e il Custode del confine, si trovano ancora nel Regno dei Rahl e sta cercando di sistemare il caos dovuto all’iniziale passaggio del potere.
Si scopre che Richard è figlio di Darken Rahl, nato dallo stupro della madre, figlia di Zed. Richard quindi è un mago di Primo Ordine ed è il Cercatore. Non è da tutti avere un sangue “blu” simile.

Sebbene la situazione stia per volgere al termine, in realtà, Shota, gli screeling – creature al di là del velo – e gli spiriti del Popolo del Fango sono giunti per dare un forte messaggio: Richard non ha vinto, ha ingannato la vittoria e Darken Rahl. Doveva impedirgli di aprire le scatole, non fargli aprire quella sbagliata.

E infine ci sono le Sorelle della Luce e dell’Oscurità, desiderose di addestrare Richard in quanto mago di Primo ordine – che sta soccombendo ai suoi poteri con fortissimi mal di testa.
Il nemico è solo uno e stavolta non è Darken Rahl: è Il Guardiano.

Considerazioni

Il primo libro, prolisso come vi avevo già anticipato, non è niente in confronto al secondo libro, che supera le 1000 pagine. E oltre.
Lo stile si fa appesantito, si perde le fila delle storie in alcuni punti e, spesso, purtroppo, perde l’attenzione del lettore.

Il vero nemico, lo sentiremo citare all’inizio, ma poi, fino a metà libro, non tornerà. Rachel stessa, l’irritante bambina all’inizio, lo definirà:

“la prima increspatura di un sasso gettato nello stagno”.

Per quanto nel primo i personaggi dovessimo ancora conoscerli, stavolta ci vengono presentati con relazioni e percorsi quasi già stabiliti. In questo c’è sì, un po’ di tensione sessuale, ma non succede nulla. Richard sembra essere la controparte della coppia che riesce a resistere a Kahlan, l’amore della sua vita, bellissima e perfetta… e mortale.

La parte più interessante? L’arrivo delle Sorelle e l’invito a portare un collare. Un collare che, come sappiamo, Richard non può portare perché soffre ancora di PTSD, a causa della Mord-Sith che, compare e con una sviolinata pazzesca davanti a Kahlan, canta ancora il suo amore per lui.

“Ci sarà mai fine alla tua stupidità?”

Sì, avete capito bene. Richard chiede di chiamare spiriti e antenati morti. Cogliete il nesso? Sono sicura che voi sì, ma il Cercatore con il dono e attitudine da mago di Primo Ordine, no. Ovviamente compare Darken Rahl che gli dice proprio questa frase, torna nel mondo dei vivi, lasciandolo lì come uno scemo che non riesce a capire cosa stia succedendo.
Intanto il padre lo marchia, con il simbolo di appartenenza del Guardiano e lo fa svenire. Compare la Mord-Sith che parla con Kahlan, raccontandole la loro storia d’amore, convincendola a utilizzare la sua follia e il suo PTSD contro di lui.

Sarebbe impossibile per me farti un resoconto accurato, però posso spiegarti il tutto a gradi linee di modo che tu possa capire. Io mi trovavo in un luogo oscuro e pieno di pace che è stato turbato dal passaggio di Darken Rahl. Quella era una cosa che non sarebbe dovuta accadere, o almeno così credevo. Appena si avvicinò, avvertii che Richard doveva averlo chiamato in qualche modo, permettendogli così di superare il velo e venire qua. […] Conosco Darken Rahl fin troppo bene, così l’ho seguito. Io non potrei mai superare il velo con le mie sole forze, ma legandomi a lui ci sono riuscita e ho seguito la sua scia. Sono venuta perché sapevo quello che Darken Rahl avrebbe fatto a Richard. Non saprei come spiegarlo meglio.

Ancora una volta, toccherà a Kahlan struggersi per salvarlo. Insomma, Richard deve essere sempre salvato dall’amore di una donna. Denna si prende su di sé il marchio del Guardiano in cambio della promessa di Kahlan di salvarlo.
Così, Richard comincia il viaggio con una delle Sorelle della Luce – palesemente bipolare perché cambia carattere ogni due paragrafi. Dopo una serie di peripezie, il Cercatore scopre di essere l’Eletto e l’Unico In Grado Di Sconfiggere Il Temibile Nemico , ma anche Kahlan, che “dovrà essere offerta al popolo per portare gioia e gaudio”.

Commento

Questa volta ci sono stati problemi anche di caratterizzazione del personaggio. In particolare con Kahlan, che nella prima parte era uno dei personaggi meglio riusciti. Stavolta, è come dire sempre che “il male è questione di punti di vista”. No. Non è vero. Kahlan non è cattiva, ma in alcune scene si comporta come tale. E no, non si tratta assolutamente di riflessioni o sbagli che compie la Madre Depositaria. Alcune decisioni sono proprio malvagie, non bipolari, malvagie. Come nel momento in cui decide di confessare Mosle. Una delle scene più detestabili e OC di tutto il libro.

I personaggi femminili non sono ben caratterizzati. Nemmeno Cyrilla, la sorellastra di Kahlan.
Richard passa da essere a un eroe in maniera scostante, a un bambino che piange perché la vita è stata dura.

Ci vediamo il 27 con il blog tour! Serie tv o libro? L’ardua sentenza!

Poison El

[Proofreader e Editor. Digital Content Creator. Blogger. Artist. Traveller. Aspirant Writer.]

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