Esce oggi in libreria Storia di Sepúlveda e del suo gatto Zorba. Una fiaba moderna per i lettori di tutte le età sulla vita avventurosa dell’autore di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Pensata e raccontata dalla voce italiana di Luis Sepúlveda, a un anno dalla sua scomparsa, avvenuta lo scorso 16 aprile 2020. Nel libro troviamo anche una poesia e una postfazione della vedova, Carmen Yáñez.

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Storia di Sepúlveda e del suo gatto Zorba

Questa è la favola di Sepúlveda, autore indimenticabile di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare e di molti altri romanzi, ed è essa stessa la storia della sua vita raccontata a un gatto.

Luis Sepúlveda
Zorba e Fortunata nel cartone animato “Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare”

Nato in un bel giorno di primavera in un albergo nella terra ai confini del mondo, Luis, detto Lucho, comincia il suo racconto dai nonni e dall’infanzia a Santiago, per poi ricordare il primo amore e l’incontro con Carmen Yáñez, sua compagna della vita. Il gatto lo ascolta parlare dell’entusiasmo per l’elezione di un presidente chiamato Allende e del tragico golpe che lo costringerà all’esilio. Della lunga esperienza in Amazzonia accanto agli indios shuar, fino all’arrivo ad Amburgo, dove, in una realtà tutta nuova, inventerà la favola della gabbianella per far addormentare i suoi tre bambini.

Una vita incandescente

Una vita avventurosa, generosa e intensissima, incandescente come dice lui stesso. Narrata come una favola dolce e forte – così d’altronde era lui – da Ilide Carmignani, sua traduttrice e amica. Una favola sì, ma un esemplare atto di restituzione, monumento a uno scrittore e all’amore verso la letteratura che crea legami. Un libro composito fatto di stratificazioni, libro dentro libro, narrazione dentro narrazione, scrittore dentro scrittore, traduttore dentro traduttore.

L’autrice, forte di un’intimità di carta con il narratore cileno, ha riversato con grazia in questo libro tutto l’affetto verso Sepúlveda trovando una forma, un’architettura e una voce tutta sua e perfettamente intonata a quella dello scrittore. Perché chi traduce è come se mettesse i piedi nelle orme dell’altro.

Luis Sepúlveda

Come scrive Carmen Yáñez, Sepúlveda attraverso il genere della favola, creando personaggi ispirati dalla grandissima intesa che aveva con la natura e con gli animali, ha esaltato i valori di cui era fatto per passare all’umanità i concetti etici della diversità, dell’uguaglianza, del rispetto dell’altro e della solidarietà. La sua posizione personale di uomo e di cittadino del mondo. Era quella la miniera della sua immaginazione. All’immaginazione e alle favole di Luis Sepúlveda, anche a quella della sua vita, rimarremo quindi sempre legati.

L’estratto 

«Un giorno di tanto tempo fa bussò alla nostra porta un umano grande e grosso, con barba, baffi e capelli neri. Somigliava straordinariamente a Zorba, un mio vecchio amico, come gli umani somigliano sempre al loro gatto o al loro cane. Non aveva gli artigli lunghi come un cerino, ma il sorriso invisibile era lo stesso. Capii allora con emozione che era il famoso Luis Sepúlveda, l’intrepido marinaio che a bordo di minuscoli gommoni arcobaleno bloccava le petroliere che tentavano di sversare la peste nera in mare, il coraggioso giornalista che svergognava i colpevoli sui giornali, lo scrittore che dava voce alle creature che non avevano voce, insomma l’umano più famoso e più amato dai gabbiani e dai gatti del porto di Amburgo e di tutti i porti dove miagolano gatti e volano gabbiani».

Ilide Carmignani Luis Sepúlveda
Ilide Carmignani racconta Luis Sepúlveda

L’autrice

Ilide Carmignani, nata a Lucca, è una delle traduttrici più importanti dell’attuale panorama letterario. Nota soprattutto per essere la voce di Luis Sepúlveda e di Roberto Bolaño, collabora con le più grandi case editrici italiane. Vincitrice del premio di Traduzione Letteraria dell’Instituto Cervantes, da sempre si dedica con passione a far conoscere il lavoro del traduttore, sia attraverso seminari, conferenze e scritti (suo il libro Gli Autori Invisibili: incontri sulla traduzione letteraria), sia curando gli eventi sulla traduzione del Salone del libro di Torino. Questa è la sua prima opera narrativa.

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