Mi sono approcciata alla serie manga Requiem of the rose king di Aya Kanno (in Italia ancora in
corso ma quasi alla conclusione) attratta dagli splendidi disegni, dall’atmosfera tragica e oscura e
dall’affascinante quanto insolita condizione del protagonista. Non lo avessi mai fatto: mi ha
completamente stregato! A quanto pare ha avuto un successo tale da ispirare anche una serie anime,
che è stata annunciata per il prossimo autunno. Inutile dire che non vedo l’ora di guardarla.

La storia è liberamente ispirata a Riccardo III ed Enrico VI di Shakespeare.

Requiem for the rose king

La trama

Ci troviamo nel bel mezzo della Guerra delle due Rose, guerra di successione al trono inglese
avvenuta nel XV secolo tra i Lancaster e gli York. Il protagonista della storia è Richard, terzo figlio
della Casa degli York nato ermafrodita, motivo per il quale è stato indotto a credere di essere
maledetto e condannato all’oscurità. Destinato per questo motivo alla solitudine e al disprezzo di
sua madre, l’unica persona ad amarlo realmente è il padre Richard, che il giovane considera la sua
luce e la sua speranza. Quando l’uomo viene ucciso dai Lancaster in guerra, però, il giovane
Richard ne rimane devastato e fa della lotta e della vendetta la sua sola ragione di vita; complice
anche la consapevolezza che quello sia l’unico modo in cui gli sia concesso vivere, dal momento
che crede nessuno possa amarlo per via del suo corpo.

 

Requiem for the rose king

I disegni e lo stile

Lo stile di disegno di Requiem of the rose king è un vero piacere per gli occhi. Elegante e pulito,
passa dal delineare scene crude e tragiche ad altre estremamente dolci, sensuali e quasi fiabesche. I
volti dei personaggi sono affilati e molto espressivi, sia nell’esprimere gioia e commozione, sia nel
mostrarci la follia e l’odio più puri. Si tratta di una storia ricca di passioni e lo stile dell’autrice è
adatto a trasmetterle al lettore. Paradossalmente, proprio la finezza del tratto fa emergere con più
prepotenza la forza della trama, delle varie scene e dei personaggi.
Le atmosfere sono abbastanza oscure, una tristezza e una malinconia di fondo aleggiano in tutte le
tavole, persino in quelle più liete.

Richard

Il protagonista Richard è un personaggio molto interessante e tormentato. Nato con un corpo
ermafrodita, con caratteristiche sia maschili che femminili, fa di tutto per far emergere la propria
virilità, allenandosi costantemente e gettandosi nelle battaglie con coraggio e ferocia. Va da sé che
pochissime persone conoscono il suo segreto, il che lo rende incredibilmente solo.
Tramite lui, nel manga emergono temi quali la diversità, la solitudine che spesso essa comporta,
l’insicurezza, il desiderio di vendetta e il bisogno d’amore.
Richard è convinto che nessuno lo amerà mai, dal momento che persino lui non ama se stesso, e ciò
porta a momenti molto tristi e strazianti all’interno della storia, in cui non si può fare a meno di
stare dalla sua parte. È un personaggio complesso nella sua varietà di emozioni, nel suo desiderio di fare dell’odio la sua unica ragione di vita ma questo suo lato si scontra spesso con sentimenti più
dolci, suscitatigli da qualcuno incontrato per caso e che gli dimostra un affetto e un’amicizia che
non aveva mai conosciuto.
Oltre a lui, comunque, anche gli altri personaggi sono molto ben caratterizzati e sfaccettati, soggetti
perfetti di un’opera quasi teatrale.

Requiem of the rose king

Requiem of the rose king è un’opera drammatica, tragica e intensa, dove i personaggi e le loro
emozioni muovono i fili della trama e sono il centro della storia. Sullo sfondo di vicende di guerra e intrighi politici e personali si snodano tutte le loro passioni: dall’amore all’odio, dall’ambizione alla vendetta. Il taglio dark e un pizzico fantasy dato dall’autrice all’opera la rende molto d’impatto, affascinante e intrigante.
Ho particolarmente apprezzato la caratterizzazione dei personaggi femminili, che hanno
un’importanza e una forza pari a quella maschile. Sono ben lontane dal classico stereotipo di
fanciulle poco interessanti da salvare. Abbiamo regine che vanno in guerra, ragazze ferite che
portano avanti sanguinose vendette, madri che odiano e cercano di ammazzare i figli. Ammetto che
finora sono quelle che mi fanno più paura di tutta la storia! Insomma, viene mostrato uno spaccato
molto umano dei personaggi, uomini o donne che siano; ovviamente cercando di mantenere
comunque una certa fedeltà all’epoca di ambientazione.

Una serie potente e intensa che mi sento di consigliare caldamente, soprattutto a chi cerca qualcosa
di maturo e originale.

– Viky

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